10.11 PERICLE FU DEMOCRATICO?
1. (B) Di solito nei manuali di storia, Pericle viene dipinto come l’uomo che incarna gli ideali della democrazia. Ma secondo alcuni storici (per esempio, Luciano Canfora), ciò non corrisponde esattamente alla realtà; per quali motivi?
[Perché:
- governò ininterrottamente per ben trent’anni;
- fece di Atene la città che tiranneggiava su tutte le altre della Lega di Delo.
Chiarimento sul punto (a): nell’arco di questi trent’anni, Pericle venne sempre rieletto dal popolo alla carica di stratega o ad altre cariche, e non travalicò mai i limiti della legalità.]
2. (C) Di che estrazione sociale erano i più importanti uomini politici della democrazia ateniese?
[Erano aristocratici. Anche quando il regime democratico non era più in discussione e i ceti meno abbienti potevano accedere alle cariche pubbliche grazie all’indennizzo voluto da Pericle, erano i nobili a ricoprire gli incarichi più importanti. Pericle stesso apparteneva ad una delle più illustri famiglie ateniesi, gli Alcmeonidi.]
3. (C) Quali furono le più importanti stirpi aristocratiche che si contesero il potere nell’Atene democratica del V secolo a.C.?
[I Filiadi e gli Alcmeonidi. Ai Filiadi appartenevano Milziade, il vincitore di Maratona, e suo figlio Cimone. Agli Alcmeonidi apparteneva Pericle, discendente di Clistene. Tra le due famiglie c’era una accesa rivalità politica. Santippo, il padre di Pericle portò in tribunale Milziade per la fallita spedizione contro Paros. Alcuni anni dopo Pericle accusò di tradimento Cimone, figlio di Milziade, ottenendo il suo esilio da Atene.]
4. (C) È corretto definire Cimone come il capo del partito antidemocratico e Pericle come il capo del partito democratico ad Atene?
[No, perché più che di partiti si trattava di clan familiari in lotta per il potere, che cercavano entrambi di guadagnarsi il favore del popolo. Cimone per ottenere il consenso del demos, apriva i suoi giardini alla cittadinanza perché tutti potessero cibarsi dei suoi frutti. Pericle fondò la sua forza su una politica di lavori pubblici, che garantivano a tutti un’occupazione e un salario.]
5. (B) In quale famoso discorso Pericle esaltò la democrazia ateniese?
[Nell’epitaffio o orazione funebre che egli pronunciò ad Atene, per onorare i caduti, alla fine del primo anno della Guerra del Peloponneso. Tale epitaffio è riportato dallo storico Tucidide nel secondo libro della sua Storia della guerra del Peloponneso. Alcuni hanno letto questo discorso come una prova del fatto che Pericle fosse un sincero democratico, altri come un esempio di retorica populista.]
