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11.5 L’EVOLUZIONE DEL COMUNE


1. FAIDE

1. (A) Quali erano i rapporti tra le famiglie nobiliari all’interno dei Comuni medievali italiani?

[Erano spesso in lotta tra di loro per il predominio sulla città. Si trattava di vere e proprie faide: l’uccisione di un membro di una famiglia comportava una vendetta da parte della famiglia rivale che, a sua volta, provocava una contro-vendetta e così via in un’interminabile spirale di sangue.]

2. (A) Quale rimedio fu escogitato, verso la fine del XII secolo, per porre fine alla lotta tra le fazioni nobiliari all’interno dei Comuni?

[Quello di affidare il governo della città ad un podestà.]

2. PODESTÀ

3. (A) Chi era il podestà nei Comuni medievali?

[Era un magistrato forestiero, chiamato a governare la città per un periodo limitato di tempo, di solito un anno. Al termine del suo mandato cercava di farsi assumere da un altro Comune. La parola podestà deriva dal latino potestas (“potere, autorità”).]

4. (B) Perché il podestà doveva essere un forestiero (ovvero provenire da un’altra città)?

[Perché doveva essere estraneo alle lotte tra le fazioni familiari del Comune, altrimenti i conflitti intestini sarebbero continuati ad oltranza; doveva essere super partes (al di sopra delle parti).]

5. (C) Quali competenze e doti doveva avere il podestà dei Comuni medievali?

[Sia politico-giuridiche che militari: da una parte, per mantenere l’ordine pubblico e, dall’altra, per combattere contro i nemici esterni. Generalmente portava con sé una propria milizia armata.]

3. “POPOLO”

6. (B) I podestà riuscirono a porre fine alle lotte tra le famiglie nobiliari all’interno dei Comuni medievali?

[Raramente. Inoltre alla fase delle lotte tra famiglie aristocratiche seguì la fase dei conflitti tra nobili e borghesi (mercanti e artigiani).]

7. (B) Come si chiamavano i due principali schieramenti in cui si dividevano le famiglie aristocratiche che si contendevano il potere all’interno dei Comuni italiani?

[Guelfi e ghibellini.]

8. (B) Perché i nobili e i borghesi entrarono in conflitto all’interno dei Comuni a partire dalla metà del XII secolo?

[Perché i borghesi (mercanti e artigiani) volevano condividere il potere con i nobili e questi erano determinati a mantenerlo saldamente nelle loro mani senza spartirlo con nessuno. Che i mercanti e gli artigiani rivendicassero il diritto a governare i Comuni era inevitabile, dato che avevano contribuito più dei nobili al loro sviluppo economico.]

9. (A) Come si chiamava il gruppo sociale costituito da mercanti e artigiani che rivendicava il diritto di governare i Comuni a partire dalla seconda metà del XII secolo?

[Popolo. Era insieme un gruppo sociale e una sorta di “partito” politico.]

10. (A) Quali erano i ceti sociali che non facevano parte del “popolo” nei Comuni medievali?

[Da una parte i nobili, dall’altra i lavoratori salariati e i nullatenenti. Gli operai e i nullatenenti, che costituivano la maggioranza della popolazione delle città, non godevano di alcun diritto.]

11. (B) Da quali sottogruppi era costituito il “popolo” dei Comuni medievali?

[Dal popolo grasso e dal popolo minuto. Il popolo grasso era costituito dai grandi mercanti; il popolo minuto dai piccoli commercianti e dagli artigiani.]

12. (A) Quale esito ebbe la lotta politica tra l’aristocrazia e il “popolo” nei Comuni medievali?

[A partire dal XIII secolo i rappresentanti del popolo riuscirono a ottenere le più importanti cariche pubbliche.]

13. (A) Nelle città medievali dove il “popolo” ebbe la meglio sull’aristocrazia, quale figura istituzionale tutelava gli interessi della borghesia contro quelli della nobiltà?

[Il Capitano del Popolo. In molti casi finì per diventare il capo del Comune. Come il Podestà, anche il Capitano del popolo era quasi sempre un forestiero. Con questa nuova figura, alla fase podestarile (del podestà) del Comune seguì la fase del cosiddetto Comune del popolo.]

14. (C) I ceti popolari più bassi all’interno dei Comuni italiani, nel Basso Medioevo, accettarono sempre supinamente la loro condizione subalterna?

[Non sempre: ci furono infatti delle sporadiche ma significative ribellioni, come la Rivolta dei Ciompi (1378).]

15. (C) Come e quando ebbero fine i continui conflitti che caratterizzarono la vita dei Comuni medievali?

[Con la nascita delle Signorie intorno al XIV secolo.]

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