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12.4 LA CHIESA CATTOLICA DI FRONTE ALLA MODERNITÀ


1. PIO IX

1. (A) Quale fu l’atteggiamento di Pio IX (Papa dal 1846 al 1878) verso la modernità?

[Anche se inizialmente fu salutato come un Papa liberale (concesse l’amnistia ai detenuti politici e la libertà di stampa), a partire dal 1848 si arroccò su posizioni sempre più conservatrici e condannò senza appello ogni aspetto della modernità. Come si ricorderà, ad indurlo ad assumere questa postura fu soprattutto la formazione del Regno d’Italia che egli stigmatizzò come una “usurpazione” perché comportava la fine del potere temporale del Papa.]

2. (B) In quale enciclica Pio IX condannò la modernità e in particolare il liberalismo, la democrazia e il socialismo?

[Nell’enciclica Quanta cura del 1864, a cui era allegato il Sillabo, un elenco degli “errori del nostro tempo”: la sovranità popolare; la laicità dello Stato; la libertà di stampa e di opinione…]

2. LEONE XIII

3. (B) Chi fu il successore di Pio IX (morto nel 1878)?

[Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci, Papa dal 1878 al 1903.]

4. (A) Nel 1891 Leone XIII espresse la sua visione sul socialismo e sul capitalismo in una enciclica destinata a diventare famosa; di quale enciclica si tratta?

[Della Rerum novarum.]

5. (A) Quale posizione assunse Leone XIII nella Rerum novarum?

[Ribadì la condanna del socialismo, ma, allo stesso tempo, criticò anche gli eccessi del capitalismo liberista e indicò una terza via che consisteva nella cooperazione tra “capitale” e “lavoro” (cioè tra datori di lavoro e operai). In particolare, Leone XIII affermava che gli imprenditori hanno il dovere di retribuire i lavoratori con la “giusta mercede” e di rispettare la loro dignità; gli operai, d’altro canto, hanno il dovere di essere laboriosi, frugali e di rispettare l’ordine sociale costituito. Lo Stato deve tutelare i lavoratori ed essi sono legittimati a costituire associazioni mutualistiche cattoliche. Si trattava di una posizione di grande apertura sul tema della giustizia sociale, soprattutto se confrontata alla postura estremamente conservatrice di Pio IX.]

3. IL MODERNISMO CATTOLICO

6. (A) Che cosa si intende per “modernismo cattolico”?

[Un movimento culturale cattolico che si sviluppò tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, soprattutto in Italia e in Francia, che criticava la Chiesa cattolica per le sue posizioni anacronistiche e sollecitava l’adozione della filologia nell’interpretazione dei testi sacri e l’adozione dei metodi della critica storica per la loro contestualizzazione.]

7. (C) Chi furono i maggiori teorici del modernismo cattolico?

[Il francese Alfred Loisy (1857-1940) e l’italiano Ernesto Buonaiuti (1881-1946). Non lontani dal modernismo erano anche l’economista cattolico Giuseppe Toniolo (1845-1918) e il sacerdote marchigiano Romolo Murri (1870-1944).]

8. (C) Quale sacerdote italiano vicino al modernismo sosteneva la necessità di un impegno dei cattolici in politica e auspicava la formazione di un partito che avrebbe dovuto chiamarsi “Democrazia Cristiana”?

[Romolo Murri (1870-1944). Un partito chiamato Democrazia Cristiana sarà fondato molti decenni dopo: nel 1943.]

9. (B) Quale fu la reazione della Chiesa cattolica al modernismo?

[Leone XIII ebbe un atteggiamento cauto e moderatamente critico, mentre il suo successore, Pio X, lo condannò ufficialmente con l’enciclica Pascendi (1907).]