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12.4 LE RIVOLTE DEGLI SCHIAVI


1. (A) Dopo le guerre di conquista di Roma nel Mediterraneo, si assiste ad un aumento o una diminuzione di rivolte degli schiavi?

[Ad un aumento, per due ragioni:

  1. le condizioni di vita degli schiavi peggiorarono;
  2. c’era un maggior numero di schiavi e quindi le probabilità di rivolte aumentavano.]

2. (B) Perché le condizioni di vita degli schiavi dopo le guerre di conquista di Roma nel Mediterraneo peggiorarono?

[Era una conseguenza della scomparsa della piccola proprietà contadina e della diffusione del latifondismo: nelle piccole aziende agricole a conduzione familiare gli schiavi venivano considerati parte della famiglia (verso di loro il padrone aveva spesso un atteggiamento paternalistico(Che si comporta con una certa benevolenza come un padre con i figli)); invece, nei latifondi i padroni non avevano più un rapporto diretto con i loro schiavi; pertanto era più facile per loro trattarli in modo disumano. Quando, dopo essere stati sfruttati al massimo, gli schiavi diventavano improduttivi, venivano abbandonati a se stessi senza pietà e lasciati morire.]

3. (A) Perché in seguito alle guerre di conquista del Mediterraneo da parte di Roma, il numero degli schiavi a disposizione dei Romani aumento vertiginosamente?

[Perché gli schiavi erano per lo più prigionieri di guerra. Inizialmente il più grande mercato di schiavi era a Delo, isola greca del Mar Egeo.]

4. (B) Le ribellioni degli schiavi nell’antica Roma che forma prendevano di solito?

[Quello della rivolta individuale che si concretizzava con atti violenza contro il padrone e/o i suoi familiari; erano rare le rivolte di massa e anche quando avvenivano non avevano mai l’obiettivo dell’abolizione della schiavitù, che era considerata un’istituzione naturale.]

5. (C) Era facile per uno schiavo dell’antica Roma fuggire?

[No: molti erano riconoscibili perché marchiati a fuoco; altri erano incatenati…; inoltre quelli che riuscivano a fuggire non andavano molto lontano, non avendo una rete di protezione, mezzi per sostentarsi o scappare lontano.]

6. (C) Quali erano le punizioni previste per gli schiavi che compivano atti di insubordinazione verso il padrone nell’antica Roma?

[Variavano a seconda della gravità del reato commesso; per i delitti più gravi era prevista la crocifissione; c’era anche una legge che prevedeva che se uno schiavo ammazzava il padrone venivano giustiziati tutti gli schiavi di quello stesso padrone.]

7. (B) Dove e quando avvenne la prima rivolta di schiavi (prima guerra servile) della Roma antica?

[In Sicilia nel II secolo a.C. (135-132 a.C.). Bande di schiavi compirono stragi e misero a ferro e fuoco l’isola. Le legioni romane impiegarono circa tre anni per sedare la rivolta.]

8. (B) Da chi fu capeggiata la rivolta degli schiavi che scoppiò in Sicilia nel 135 a.C.?

[Da Euno.]

9. (B) Chi era Euno?

[Era lo schiavo che capeggiò la rivolta servile che scoppiò in Sicilia nel 135 a.C. Era di origini siriane. Si vantava di avere il dono della profezia, e almeno una profezia si rivelò corretta: quando era ancor schiavo diceva che sarebbe diventato un re e, in effetti, quando la rivolta scoppiò fu proclamato re della Sicilia dagli schiavi al suo seguito. Si fece chiamare Antioco, il tipico nome dei re Seleucidi (i sovrani della Siria). Furono addirittura coniate delle monete di rame con le sue effigie. Nel 132 a.C. la rivolta fu domata ed Euno fu catturato e morì in prigione. Tra il 104 e il 101 a.C. ci fu una seconda guerra servile sempre in Sicilia.]

10. (C) La sovrabbondanza di manodopera servile seguita alle guerre di conquista del Mediterraneo in che modo contribuì a cambiare la mentalità dei Romani sul lavoro?

[Man mano che le attività lavorative erano svolte sempre più da schiavi, cresceva il disprezzo degli uomini liberi verso il lavoro.]

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