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13.3 CAIO GRACCO


1. (A) In che periodo agì politicamente Caio Gracco?

[Nel II secolo a.C. dieci anni dopo la morte del fratello Tiberio. Nel 123 a.C. venne eletto tribuno della plebe.]

2. (A) Qual era il disegno politico di Caio Gracco?

[Promuovere una ampia riforma sociale riprendendo la riforma agraria del fratello Tiberio e cercando di avere un più ampio consenso politico rispetto al fratello maggiore.]

3. (A) Quale strategia adottò Caio Gracco per evitare di trovarsi isolato come il fratello Tiberio?

[Cercò di guadagnarsi il favore dei cavalieri e degli Italici, convinto che il solo appoggio dei proletari non fosse sufficiente a far approvare le sue riforme.]

4. (B) Che cosa fece Caio Gracco per conquistarsi l’appoggio dei cavalieri?

[Propose una legge che trasferiva ai cavalieri, e non più ai senatori, il compito di giudicare nei tribunali i governatori delle province accusati di corruzione. Si trattava di una riforma di portata enorme, perché spezzava il monopolio giudiziario dei senatori e rompeva l’antica solidarietà tra senatori e governatori, i quali fino ad allora erano stati di fatto giudicati dai loro stessi pari.]

5. (B) Come fu accolta dai senatori la proposta di Caio Gracco di assegnare ai cavalieri le giurie dei tribunali per processare i governatori delle province?

[La avversarono (contrastavano) fortemente perché c’era complicità tra governatori e senatori: i governatori, una volta finito il loro mandato, diventavano senatori. Pertanto i processi intentati dai senatori contro i governatori spesso di fatto erano una farsa (Una messinscena, una finzione teatrale).]

6. (B) Che cosa fece Caio Gracco per guadagnarsi il favore dei proletari?

[Propose la distribuzione di grano ai nullatenenti a un prezzo calmierato (stabilito dallo Stato). Oltre a ciò, promosse un programma di lavori pubblici per dare lavoro ai disoccupati.]

7. (B) Che cosa fece Caio Gracco per conquistarsi l’appoggio degli Italici?

[Propose di concedergli la cittadinanza romana. Nonostante fossero fedeli alleati di Roma, gli Italici non godevano della cittadinanza romana e ciò comportava, oltre a non avere il diritto di voto, dover versare a Roma pesanti tributi ed essere esclusi dalla distribuzione del grano a basso costo e delle terre demaniali (pubbliche). Questa situazione provocava un forte malcontento negli Italici.]

8. (B) I plebei poveri (i nullatenenti) rimasero fedeli a Caio Gracco?

[No, gli si rivoltarono contro, perché videro nella sua proposta di estendere la cittadinanza agli Italici una minaccia ai loro interessi: in base alla riforma di Caio Gracco, avrebbero dovuto condividere con essi i privilegi da poco ottenuti (esempio: la distribuzione del grano a prezzi contenuti). Neppure i cavalieri vedevano di buon occhio l’estensione della cittadinanza romana agli Italici, perché comportava il condividere con essi l’enorme affare economico degli appalti pubblici, che fino ad allora era stato una loro prerogativa esclusiva.]

9. (B) La plebe romana che si rivoltò contro Caio Gracco agì da sola?

[No, era manovrata dal collega di Caio Gracco, il tribuno della plebe Livio Druso il Vecchio, il quale a sua volta obbediva agli interessi dei senatori.]

10. (B) Che cosa fece il Senato contro Caio Gracco? [

  1. Scatenò una repressione violenta contro i suoi sostenitori e
  2. emise un senatoconsulto ultimo con cui fu proclamato nemico della patria.]

11. (B) Che cos’era un senatoconsulto ultimo?

[Un provvedimento straordinario del Senato (“decisione ultima”) con cui si invitavano i magistrati a proteggere la Repubblica, anche sospendendo le garanzie costituzionali.]

12. (A) Che fine fece Caio Gracco?

[Ormai politicamente sconfitto, dopo il senatoconsulto ultimo contro di lui, per non cadere nelle mani dei suoi nemici, si fece uccidere da uno schiavo.]

13. (A) Che fine fecero le riforme graccane dopo la morte di Caio Gracco?

[Furono smantellate.]

14. (B) In generale, per quali motivi il movimento graccano fu sconfitto?

[Per:

  1. la debolezza della figura del tribuno della plebe che restava in carica un solo anno ed era tenuto sotto scacco dal diritto di veto del suo collega;
  2. la forza dei latifondisti ben rappresentati dai senatori;
  3. l’immaturità della plebe che si lasciava manovrare;
  4. il fatto che i Gracchi apparirono come dei pericolosi rivoluzionari, che costituivano una minaccia per l’ordinamento repubblicano (l’accusa di “rivoluzionari” fu costruita ad arte dal Senato);
  5. la sottovalutazione da parte della maggioranza dei Romani del fatto che la crisi sociale, se non risolta, avrebbe fatto crollare la Repubblica.]
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