14.2 SCUOLE LAICHE
1. (A) Che cosa si intende per scuole laiche con riferimento al Basso Medioevo?
[Delle scuole non tenute da religiosi e non finalizzate ad un’istruzione di carattere religioso.]
2. (A) La nascita delle scuole laiche nel Basso Medioevo a quali bisogni rispondeva principalmente?
[A quelli dei Comuni e dei mercanti.]
3. (B) Perché i Comuni del Basso Medioevo avevano bisogno di scuole laiche?
[Perché avevano bisogno di funzionari in grado di redigere (scrivere) documenti scritti. I Comuni prendevano decisioni e stabilivano regolamenti di cui era necessario che rimanesse traccia scritta.]
4. (C) Nel Medioevo prima della nascita delle scuole laiche su cosa si basavano i contratti?
[Su quello che viene chiamato “diritto consuetudinario”.]
5. (C) Che cosa significa diritto consuetudinario, con riferimento in particolare al Medioevo?
[Diritto basato non su documenti scritti, ma su una prassi (riti, gesti ripetuti in determinate occasioni…) considerata come avente valore di legge. Per esempio, il rapporto di vassallaggio non era in genere sancito da un documento scritto e firmato dal signore e dal suo vassallo, ma da una serie di riti e giuramenti fatti davanti a testimoni che valevano non meno di un documento scritto.]
6. (B) Perché i mercanti del Basso Medioevo avevano bisogno di scuole laiche?
[Essenzialmente perché per i loro affari avevano bisogno:
- di saper tenere la contabilità della propria attività economica;
- di saper scrivere dei contratti di compravendita.]
7. (B) In quali città nacquero le prime scuole laiche medievali?
[Nelle città dell’Italia settentrionale; in particolare a: Milano, Pavia, Mantova, Verona, Vercelli, Piacenza, Ravenna.]
8. (B) Quali erano le materie di studio delle prime scuole laiche nel Basso Medioevo?
[Il diritto e le arti liberali.]
9. (B) Che cosa erano le arti liberali?
[Nel Medioevo erano le sette discipline (materie di studio) destinate agli uomini liberi.]
10. (B) Quali erano le arti liberali?[
- Le arti del trivio: grammatica, retorica e logica (o dialettica);
- le arti del quadrivio: aritmetica, matematica, musica e astronomia.]
11. (C) Che cos’erano le scuole di abaco nel Basso Medioevo?
[Le scuole di matematica commerciale frequentate da chi voleva fare il mercante.]
12. (C) Che cos’era l’abaco?
[Uno strumento utilizzato per far di conto, un antenato della moderna calcolatrice.]
13. (A) Quali furono le due principali innovazioni introdotte in ambito matematico nel XIII secolo (a parte l’algebra)?
[Le cifre arabe e lo zero. Il concetto di zero prima del XIII secolo non era conosciuto in Occidente.]
14. (A) Che cosa si intende per cifre arabe relativamente alla matematica?
[I segni con cui si scrivono i numeri che quasi tutti oggi usano nel mondo: 0, 1, 2, 3… Furono inventate dagli Indiani ma introdotte in Occidente dagli Arabi. L’introduzione delle cifre arabe al posto di quelle latine non fu solo una mera faccenda grafica: semplificò molto le operazioni di calcolo.]
15. (B) Chi fu il matematico che introdusse in Occidente l’annotazione dei numeri arabi e lo zero riprendendoli dagli Arabi?
[Leonardo Fibonacci, un matematico e mercante di Pisa vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo. Nel 1202 pubblicò il Liber abaci, un trattato di aritmetica e matematica commerciale.]
