16.1 IL RITORNO DI POMPEO DALL’ORIENTE
1. (A) Quando nel 62 a.C. tornò vittorioso in Italia dal Vicino Oriente, che cosa fece Pompeo?
[Sciolse l’esercito dimostrandosi rispettoso delle istituzioni repubblicane e chiese in cambio:
- il riconoscimento ufficiale del nuovo assetto politico da lui creato nel Vicino Oriente;
- la concessione di terre ai suoi veterani (soldati congedati dopo aver combattuto in guerra).
Forte della sua enorme popolarità e del prestigio militare, Pompeo avrebbe potuto, come già Silla, marciare su Roma e imporsi come tiranno, ma scelse di non farlo.]
2. (A) Il Senato accolse le richieste di Pompeo tornato dall’Oriente?
[No, le respinse. Non riconobbe il riordino delle province orientali operato da Pompeo e rinviò la distribuzione di terre ai legionari che avevano combattuto con lui.]
3. (B) Perché il Senato respinse le richieste di Pompeo?
[Perché temeva che Pompeo seguisse l’esempio di Silla e instaurasse una tirannide. Pompeo, dopo le sue imprese vittoriose in Oriente, era diventato l’uomo più potente di Roma: godeva di una vasta popolarità ed era un abile capo militare: una miscela esplosiva agli occhi dei senatori. Il pretesto che il Senato addusse fu che Pompeo nel Vicino Oriente aveva agito di sua iniziativa, senza l’autorizzazione del Senato stesso.]
4. (B) Quali figure avevano dominato la scena di Roma durante l’assenza di Pompeo impegnato in Oriente?
[Crasso e Cesare. Marco Licinio Crasso era l’uomo più ricco di Roma. Caio Giulio Cesare, giovane patrizio ambizioso e brillante, stava iniziando la sua rapida ascesa politica (approfondiremo ampiamente la sua figura nelle prossime lezioni).]
