3.3 EDITTO DI ROTARI
1. (A) Che cos’era l’Editto di Rotari?
[L’Editto di Rotari era la prima raccolta di leggi scritte longobarde.]
2. (C) A quando risale l’Editto di Rotari?
[Al 643 d.C.]
3. (A) Chi fu il re longobardo che emise l’Editto di Rotari?
[Rotari.]
4. (C) In quale lingua era scritto il codice di leggi che prende il nome di Editto di Rotari?
[In latino (un latino tardo e semplificato).]
5. (B) Perché le leggi dell’Editto di Rotari furono scritte in latino?
[Perché il latino era la lingua del diritto e permetteva anche alle popolazioni italiche sottomesse di comprenderle; inoltre i Longobardi non disponevano di una lingua scritta giuridica propria.]
6. (A) A quale pratica intendeva porre fine l’Editto di Rotari?
[A quella della faida.]
7. (A) Che cosa era la faida nella società longobarda?
[La vendetta privata. Prima dell’Editto di Rotari, chi subiva un torto si vendicava sul responsabile uccidendolo o ammazzando un membro della sua famiglia. A loro volta, i familiari dell’uccisore si vendicavano su di lui o su qualcuno della sua famiglia, e così via in un’interminabile catena di vendette.]
8. (C) Che cosa era il guidrigildo longobardo?
[Era il risarcimento pecuniario (monetario) che l’autore di un’offesa doveva alla vittima o alla sua famiglia. Fu introdotto con l’Editto di Rotari per limitare la vendetta di sangue (la faida).]
9. (B) Che cos’era l’ordalìa?
[Presso i Longobardi e tutti i popoli germanici, era la prova rituale attraverso cui si riteneva che Dio rivelasse l’innocenza o la colpevolezza dell’accusato. La prova poteva consistere nel bere un veleno ritenuto una pozione magica, nel passare attraverso il fuoco, nell’essere immerso nell’acqua bollente o gelata… Se l’accusato superava la prova, era considerato innocente, altrimenti colpevole. L’ordalia era considerata una sorta di giudizio divino. Era praticata già da prima dell’Editto di Rotari.]
10. (B) Perché l’Editto di Rotari rappresentò una novità difficile da accettare per i Longobardi?
[Perché i Longobardi erano abituati da sempre a farsi giustizia da soli in modo arbitrario (adottando criteri soggettivi). Dover sottostare ad una legge uguale per tutti e ad un giudizio emesso da un giudice terzo (un giudice che non era una delle due parti in causa: il colpevole o la vittima), era qualcosa che contrastava con il loro concetto di libertà individuale.]
