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4.13 IL RAPPORTO DELL’ISLAM CON ALTRE RELIGIONI


1. (A) Secondo l’Islam, i libri sacri dell’Ebraismo (la Torah di Mosè) e del Cristianesimo (i Vangeli) contengono davvero la rivelazione divina?

[Sì, secondo l’Islam, prima che a Maometto, Dio si era già rivelato agli Ebrei e ai Cristiani.]

2. (B) Perché, secondo la religione musulmana, Dio ha sentito il bisogno di rivelarsi a Maometto, pur essendosi già rivelato agli uomini come testimoniano l’Antico e il Nuovo Testamento?

[Perché gli Ebrei e i Cristiani, secondo l’Islam, hanno tradito il messaggio che Dio ha inviato agli uomini attraverso i profeti predecessori di Maometto. Dio (Allah) ha, quindi, deciso di inviare un ultimo profeta: Maometto.]

3. (A) Qual è la principale differenza tra l’etica cristiana come emerge dai Vangeli e l’etica islamica come emerge dal Corano e quella ebraica come emerge dall’Antico Testamento?

[Nei Vangeli è centrale l’idea del perdono dei nemici (“ama i tuoi nemici”), che ha un ruolo meno centrale nell’Antico Testamento e nel Corano. Nell’Antico Testamento è presente la legge del taglione (“La vita per la vita, occhio per occhio, dente per dente”, Deuteronomio 19:21) che stabilisce una giustizia proporzionata. Anche il Corano ammette il principio del taglione, ma incoraggia il perdono e il risarcimento come soluzioni moralmente preferibili: “O voi che credete, vi è prescritto il taglione per gli uccisi: libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna. Ma se al colpevole è accordato un perdono da parte del fratello, allora si proceda con equità e si paghi il risarcimento con gentilezza. Questo è un alleggerimento e una misericordia da parte del vostro Signore.” (Corano 2:178).]

4. (A) Qual è la differenza principale tra i Vangeli e il Corano?

[I Vangeli sono testi di carattere solo etico-religioso; il Corano, invece, è anche un testo di carattere giuridico, oltre che etico-religioso. Nel Corano ci sono le norme che dovrebbero essere assunte come leggi da uno Stato di ispirazione islamica. I Vangeli, al contrario, tendono a separare la religione dalla politica (“date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”). In questo senso, nei Vangeli ci sono le premesse per il pensiero laico.]

5. (A) Qual è la principale differenza tra la concezione di Dio del Cristianesimo e la concezione di Dio dell’Islam?

[Nell’Islam Dio non ha figli, mentre nel Cristianesimo Dio ha un figlio, Cristo; inoltre l’Islam respinge come blasfema (offensiva verso la religione) l’idea cristiana della Trinità (Dio uno e trino: Padre, Figlio e Spirito Santo).]

6. (B) Nella tradizione islamica gli atei, i politeisti, gli Ebrei e i Cristiani sono tollerati?

[Gli Ebrei e i Cristiani sì, gli atei e i politeisti no (essi sono infedeli: kafir). Gli Ebrei e i Cristiani sono chiamati dhimmi, non hanno gli stessi diritti degli islamici ma sono protetti in quanto appartengono alle cosiddette religioni del Libro, cioè alle religioni che si basano su un testo sacro considerato la rivelazione divina: nel caso degli Ebrei è l’Antico Testamento; nel caso dei Cristiani è il Nuovo Testamento (per i Musulmani è il Corano). In cambio della libertà di culto e della protezione, i dhimmi (Ebrei e Cristiani) devono pagare una tassa (jiza) ai Musulmani. Nel corso della storia islamica anche altre religioni come lo Zoroastrismo e il Buddismo sono state considerate degne di rispetto al pari dell’Ebraismo e del Cristianesimo.]

7. (C) L’Islam ammette la guerra (jihad) contro gli infedeli (kafir)?

[Sì, ma solo in determinate circostanze, come la difesa della comunità musulmana o contro chi aggredisce o opprime i credenti. Il Corano afferma che non è lecito costringere qualcuno a convertirsi all’Islam (“Non c’è costrizione nella religione”, Corano 2:256).]

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