5.6 UNA SOCIETÀ “EGUALITARIA”
1. (A) Che cos’è una società egualitaria?
[Una società fondata sull’uguaglianza dei suoi membri.]
2. (A) La società spartana era egualitaria?
[La società spartana nel suo insieme no, la comunità degli Spartiati sì. La società spartana nel suo insieme, come abbiamo visto, era fortemente gerarchica (divisione piramidale tra Spartiati, Perieci, Iloti). Ma era molto egualitaria per quanto riguarda il gruppo ristretto degli Spartiati. Tra di loro c’era una certa uguaglianza (a parte i ruoli nelle cariche pubbliche: gli efori e i membri della gherusia contavano di più dei semplici membri dell’apella).]
3. (B) Come si chiamavano tra loro gli Spartiati?
[Gli “uguali” (homóioi).]
4. (B) Sotto quali aspetti la società spartana era egualitaria?
[Sotto questi aspetti:
- i giovani Spartiati ricevevano tutti una stessa educazione (essenzialmente militare) da parte dello Stato;
- dai 7 ai 30 anni tutti gli Spartiati maschi vivevano in comunità egualitarie (una sorta di caserma);
- tutti i terreni agricoli appartenevano allo Stato (alla polis) che li suddivideva in lotti uguali e li concedeva in prestito: un lotto ad ogni Spartiato. Alla sua morte l’appezzamento di terreno tornava allo Stato che lo assegnava a un altro cittadino;
- agli Spartiati era interdetto (proibito) il commercio e qualsiasi altra attività lavorativa: nessuno di loro poteva, quindi, diventare più ricco degli altri;
- fino a 60 anni tutti gli Spartiati (esclusi i due re) erano obbligati a consumare un pasto giornaliero in comune (il sissizio).]
5. (C) Perché gli Spartiati costituirono una comunità egualitaria? Quali vantaggi ne potevano trarre?
[L’uguaglianza e la vita comunitaria avevano lo scopo di rafforzare il senso di coesione (unione), che, in una società militaresca, come quella spartana, era fondamentale. Per vincere in guerra dovevano restare uniti; per rimanere uniti, era preferibile che non ci fossero disuguaglianze sociali, economiche e di potere.]
