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5.8 CLIENTI E PATRONI


1. (A) Che cos’era la clientela nell’antica Roma?

[Era un patto tra persone libere, con cui uno dei contraenti (una delle controparti del patto) offriva dei servizi all’altro e riceveva in cambio protezione.]

2. (A) Come si chiamavano i due contraenti il patto di clientela nell’antica Roma?

[Cliente quello che offriva servizi; patrono quello che dava in cambio protezione. Il cliente era un plebeo, mentre il patrono era un patrizio, ma non tutti i plebei erano clienti dei patrizi.]

3. (B) Che cosa offriva il cliente al patrono nella clientela romana?

[Prestazioni di lavoro gratuito, far parte della milizia privata del patrono, pagare le eventuali condanne pecuniarie (multe) subite dal patrono, pagare un riscatto nel caso in cui il patrono venisse catturato dai nemici, contribuire alla dote (era il denaro e i beni che una aspirante sposa offriva al futuro marito per convincerlo a sposarla) della figlia del patrono…]

4. (B) Che cosa offriva il patrono al proprio cliente nella clientela romana?

[Protezione dai soprusi, aiuto economico, una parte del bottino di guerra, sostegno nelle controversie (liti) giudiziarie…]

5. (B) Su cosa si basava il rapporto tra il cliente e il patrono in epoca romana?

[Sulla fiducia (fides) reciproca. Il dio che custodiva i patti era Giove Fidius.]

6. (C) Che cosa succedeva a chi non rispettava il patto di clientela che aveva contratto con la controparte in epoca romana?

[Veniva condannato alla morte civile, ovvero emarginato dalla società. Subiva il disprezzo di tutti e la maledizione degli dèi. Violare il patto di clientela era considerato un atto molto grave e disonorevole sia che la violazione fosse compiuta dal cliente che dal patrono.]

7. (C) I rapporti di clientela rafforzavano o indebolivano la coesione sociale della società romana?

[La rafforzavano perché si creavano saldi legami tra potenti e individui in cerca di protezione.]

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