6.3 I SACERDOTI
1. IL RUOLO DEI SACERDOTI NELL’ANTICA ROMA
1. (A) Qual era lo scopo dei sacerdoti nell’antica Roma?
[Entrare in contatto con gli dèi, interpretare la loro volontà, propiziare la loro benevolenza a favore della città.]
2. (C) Quali cittadini potevano diventare sacerdoti?
[Per lungo tempo solo i patrizi; i plebei non venivano considerati degni di svolgere tale carica pubblica.]
3. (B) Di quale particolare potere venivano considerati detentori i sacerdoti nell’antica Roma?
[Della capacità divinatoria: ovvero la capacità prevedere la volontà degli dèi interpretandone alcuni segni.]
4. (A) Che peso politico avevano i sacerdoti nell’antica Roma?
[Avevano una notevole influenza politica: essendo interpreti del volere degli dèi, potevano favorire o bloccare una guerra; ostacolare o agevolare l’operato di un magistrato; promuovere o annullare i comizi…]
2. IL PONTEFICE MASSIMO
5. (B) Chi era la massima autorità religiosa in epoca monarchica, nella Roma antica?
[Il re.]
6. (A) A chi furono trasferiti i poteri sacerdotali del re in epoca repubblicana?
[Al pontefice massimo, la suprema autorità religiosa della Repubblica. Era il garante della pace degli dei verso gli uomini (pax deorum). Giulio Cesare, per esempio, già prima di diventare console e dittatore, aveva ricoperto la carica di pontefice massimo. Secondo la tradizione questa carica fu istituita da Numa Pompilio.]
7. (B) Tra i compiti del pontefice massimo c’era quello di stabilire quali giorni fossero fasti e quali nefasti; che cosa significa?
[Significa che doveva stabilire in quali giorni la il popolo romano aveva il favore degli dèi (giorni fasti) e in quali no (giorni nefasti): nei giorni nefasti tutte le attività politiche dovevano essere sospese.]
3. VARIE TIPOLOGIE DI SACERDOZIO
8. (A) I sacerdoti nell’antica Roma erano divisi in collegi (o sodalizi) sacerdotali (assemblee di sacerdoti), quali? [
- I pontefici;
- gli àuguri;
- gli arùspici;
- i flàmini;
- i salii;
- i feziali.]
9. (B) Qual era il compito principale dei pontefici nell’antica Roma?
[Quello di garantire la corretta esecuzione dei riti religiosi, affinché la città non incorrere nell’ira degli dèi. L’etimologia tradizionale del termine latino pontifex (pontefice) viene fatta derivare da pons (ponte) e facere (fare) perché originariamente il pontefice aveva il compito di stabilire quando costruire un ponte su un fiume e quando smontarlo prima che le piene del fiume lo distruggessero. I ponti erano originariamente fatti di chiatte (barconi) messe le une accanto alle altre. Ma questa spiegazione è oggi considerata incerta dagli studiosi.]
10. (B) Qual era il compito degli àuguri e degli arùspici nell’antica Roma?
[Quello di prevedere la volontà degli dèi.]
11. (C) Da dove ricavavano la conoscenza della volontà divina gli àuguri e gli arùspici?
[Gli àuguri dall’interpretazione del volo degli uccelli; gli arùspici dall’interpretazione delle viscere degli animali (usanza che deriva dalla tradizione etrusca).]
12. (C) Come si chiamava la pratica di trarre la volontà degli dèi dall’interpretazione del volo degli uccelli nell’antica Roma?
[Auspicio. La parola deriva dal latino auspicium, formato a sua volta da avis (uccello) e vedo specio (vedo). L’aruspicina era, invece, l’arte di trarre la volontà degli dei dall’interpretazione delle viscere degli animali, soprattutto dal fegato.]
13. (C) Chi erano i flàmini?
[Erano dei sacerdoti addetti alle singole divinità; in particolare a Giove, Marte e Quirino.]
4. LE VESTALI
14. (B) Esisteva il sacerdozio femminile nell’antica Roma?
[Le uniche sacerdotesse donne erano le vestali.]
15. (B) Chi erano le vestali?
[Erano le sacerdotesse della dea Vesta, la dea del focolare domestico. Le vestali avevano il compito di tenere perennemente acceso il fuoco sacro del tempio della dea Vesta, simbolo della città. Dovevano rimanere vergini per preservare la loro purezza.]
16. (C) Che fine faceva una vergine vestale che commetteva un atto impuro o lasciava che il fuoco sacro del tempio della dea Vesta si spegnesse?
[Una vestale che violava il voto di castità veniva sepolta viva; quella che lasciava spegnere il fuoco sacro veniva frustata.]
5. LA SIBILLA CUMANA
17. (B) Chi era la Sibilla Cumana?
[Una sacerdotessa di Apollo che operava in una caverna (detta “Antro della Sibilla”) a Cuma nei pressi dell’odierna Napoli, i cui vaticini (profezie) erano tenuti in alta considerazione dai Greci, dai Romani e, in generale, dalle popolazioni italiche.]
18. (C) Chi è che era chiamato a svolgere il ruolo di Sibila Cumana?
[Era una sacerdotessa scelta per pronunciare i vaticini di Apollo; secondo la tradizione era una donna consacrata al dio, spesso descritta come vergine.]
19. (B) Come operava la Sibilla Cumana?
[Secondo la tradizione, cadeva in trance ed entrava in contatto con Apollo; scriveva i suoi responsi su foglie che, sparse dal vento nell’antro, rendevano il vaticinio ambiguo e difficile da interpretare (da cui l’aggettivo “sibillino” che significa “oscuro, di difficile interpretazione”).]
