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6.4 L’ECONOMIA DI MERCATO


1. CARATTERI GENERALI DELL’ECONOMIA DI MERCATO

1. (A) Quali sono i princìpi che stanno alla base di un’economia di mercato?

[La proprietà privata, la libera iniziativa e la concorrenza tra le imprese.]

2. (A) Che cosa si intende per libera iniziativa, in economia?

[Il diritto di ogni soggetto economico a iniziare o cessare una attività imprenditoriale senza essere sottoposto a limitazioni legali, eccezion fatta per le attività criminali.]

3. (A) In un sistema di mercato, chi è che decide che cosa produrre, come produrre, per chi produrre (problema della allocazione delle risorse)?

[Le singole imprese private sulla base della domanda di mercato.]

4. (A) Che cosa si intende per “mercato” in economia, in particolare quando ci si riferisce alle economie di mercato?

[Il “luogo” di incontro e di scambio tra i consumatori di beni e servizi e i produttori di tali beni e servizi.]

5. (A) Il concetto di mercato in economia fa riferimento ad un luogo fisico?

[Non necessariamente, per esempio, il mercato dei computer è costituito dall’insieme dei produttori e degli acquirenti di computer, indipendentemente da dove essi si trovino e si incontrino fisicamente. Il produttore e il consumatore potrebbero anche non incontrarsi fisicamente, perché lo scambio avviene di solito tramite intermediari (il grossista, il negoziante, il trasportatore…) e il pagamento sempre più spesso avviene on line.]

6. (B) Qual è il mezzo attraverso il quale avvengono gli scambi di beni e servizi tra produttori e consumatori in un mercato?

[Il denaro (in un passato molto remoto (lontano) era il baratto).]

7. (A) Qual è la motivazione di fondo che induce le imprese a produrre beni e servizi in un’economia di mercato?

[Il profitto. L’obiettivo finale degli imprenditori è massimizzare (ottenere il massimo livello di qualcosa) il profitto.]

8. (A) Che cos’è il profitto?

[È il denaro che un’impresa ricava dalla vendita dei beni o servizi prodotti, al netto dei costi sostenuti per produrre quei beni o servizi e al netto delle tasse.]

9. (B) Come fanno le imprese, in un’economia di mercato, a sapere che cosa produrre per massimizzare i loro profitti?

[Lo deducono dalla domanda dei consumatori, cioè dalla richiesta di beni da parte del mercato. Se un bene è molto richiesto, le imprese cercheranno di produrlo in grande quantità. Se, invece, un bene rimane invenduto, il produttore può provare ad abbassare il prezzo di vendita, tenendolo comunque sempre al di sopra dei costi di produzione.]

10. (C) Quale famosa metafora è stata usata per riferirsi alla teoria secondo cui gli imprenditori, pur volendo perseguire il loro interesse egoistico (il profitto), fanno in realtà anche l’interesse dei loro clienti (e quindi, se consideriamo i clienti nel loro insieme, fanno gli interessi della collettività)?

[Quella della mano invisibile. Il mercato sarebbe una sorta di mano invisibile che offre a ciascun consumatore i beni che maggiormente soddisfano i suoi bisogni.]

11. (C) Chi è l’autore della “teoria della mano invisibile”?

[Adam Smith (1723-90), il fondatore della scienza economica.]

12. (A) Qual è il compito dello Stato in un’economia di mercato pura?

[Esclusivamente quello di mantenere l’ordine pubblico e difendere i confini nazionali. Secondo i sostenitori dell’economia di mercato pura, lo Stato non ha nessun compito strettamente economico. Qualsiasi intervento dello Stato in economia avrebbe degli effetti perturbatori sul mercato.]

13. (C) Com’è stato definito tradizionalmente il principio secondo cui lo Stato deve astenersi da qualsiasi tipo di intervento in economia?

[Principio del laissez faire (pronuncia: lesefèr).]

14. (C) Come viene definito lo Stato che si limita a mantenere l’ordine pubblico e non interviene nell’ambito economico in un sistema di libero mercato?

[Stato minimo (o anche “Stato cane da guardia” o “Stato guardiano notturno”).]

15. (B) Chi è considerato il primo e il principale teorico del libero mercato?

[Adam Smith (1723-90). In realtà, l’economista scozzese non era a favore di un’economia di mercato pura, ma, al contrario, riteneva che dovessero esserci dei limiti alla libera concorrenza.]

2. I VANTAGGI DELL’ECONOMIA DI MERCATO

16. (A) Quali sono i principali vantaggi di un’economia di mercato? [

  1. Una grande varietà di beni e servizi tra cui il consumatore può scegliere;
  2. i prezzi dei prodotti tendono ad essere bassi;
  3. le imposte statali sono molto ridotte.]

17. (B) Perché, in un’economia di mercato, i consumatori hanno a disposizione un grande assortimento di beni e servizi?

[Perché le imprese, per massimizzare i loro profitti, tendono a produrre beni e servizi che soddisfano le esigenze di tutti i consumatori.]

18. (B) Perché, in un’economia di mercato, i prezzi dei prodotti tendono ad essere bassi?

[Perché, per il meccanismo della concorrenza, le imprese sono indotte a tenere bassi i prezzi dei loro prodotti per incrementare le vendite. Se un’impresa tenesse alti i prezzi dei suoi prodotti, presto verrebbe spiazzata da un’impresa concorrente che offrirebbe prodotti simili a un prezzo più basso. Ovviamente questo è vero fin quando un libero mercato non si trasforma in un monopolio o in un oligopolio (vedi sotto).]

19. (B) Perché le imposte statali in un’economia di mercato sono molto ridotte?

[Perché lo Stato, non fornendo servizi pubblici, eccetto la salvaguardia (tutela, garanzia) dell’ordine interno e la difesa dei confini nazionali, non ha grosse spese da sostenere. Di conseguenza non ha bisogno di tassare molto i cittadini.]

3. GLI SVANTAGGI DELL’ECONOMIA DI MERCATO

20. (A) Quali sono gli svantaggi, o, come vengono più spesso chiamati, i fallimenti dell’economia di mercato pura? [

  1. Ciò che non genera profitto non viene prodotto;
  2. i soggetti più deboli della società non possono usufruire di beni e servizi essenziali che non si possono permettere;
  3. se generano profitto, vengono immessi sul mercato anche prodotti nocivi;
  4. i monopoli e gli oligopoli.]

21. (C) Perché, in un’economia di mercato, ciò che non genera profitto non viene prodotto?

[Perché le imprese private (gli unici produttori in un’economia di mercato pura) sono mosse solo dal profitto. Quindi un bene o un servizio utile alla collettività, ma che non genera profitto, in una economia di mercato non viene prodotto.]

22. (C) Quali sono i beni e servizi utili alla collettività che difficilmente verrebbero prodotti in un’economia di mercato pura perché non generano profitto?

[I cosiddetti beni pubblici come: l’illuminazione stradale, la salvaguardia dell’ambiente, il mantenimento dei giardini pubblici, le strade nelle zone rurali con pochi utenti… Invece anche in un’economia di mercato lo Stato si fa carico della difesa dei confini nazionali e del mantenimento dell’ordine pubblico.]

23. (C) Perché i soggetti più deboli della società verrebbero esclusi da certi beni e servizi essenziali in un’economia di mercato?

[Perché le imprese non sarebbero disposte a offrire questi beni e servizi a prezzi accessibili a tali soggetti, in quanto non ne ricaverebbero alcun profitto o andrebbero addirittura in perdita (i costi supererebbero i ricavi). Esempio: servizi di assistenza agli anziani o ai disabili che non possono permettersi di pagarli. In un’economia di mercato manca il Welfare state (detto anche Stato sociale o Stato assistenziale).]

24. (B) Che cosa sono i monopoli e gli oligopoli?

[Un monopolio si ha quando in un mercato c’è un unico produttore di un certo bene o servizio; un oligopolio quando in un mercato ci sono pochi produttori di un certo bene o servizio. Il tema verrà trattato ampiamente nelle lezioni “Il monopolio” e “forme di mercato intermedie”.]

25. (B) Perché in un’economia di mercato pura si possono venire a creare monopoli o oligopoli su certi beni e servizi?

[Perché lo Stato non può impedirlo, in quanto in un’economia di mercato pura, per definizione, lo Stato non può interferire con il mercato.]

26. (B) Qual è il principale svantaggio prodotto da un monopolio o da un oligopolio per i consumatori?

[Il fatto che, in regime di monopolio o di oligopolio, i prezzi si alzano. Non avendo concorrenti, il monopolista può tenere alti i prezzi, perché tanto i consumatori non possono rivolgersi a nessun altro produttore di quel tipo di bene. Anche in un regime di oligopolio i prezzi sono alti perché i produttori concorrenti sono pochi e, tra l’altro, possono mettersi d’accordo, sottobanco, per tenere i prezzi alti senza farsi concorrenza (cartello). si vedano le lezioni “Il monopolio” e “Forme di mercato intermedie”.]

4. LE ECONOMIE DI MERCATO NELLA REALTÀ STORICA

27. (B) Quali sono degli esempi di economie di mercato?

[Economie di mercato pure probabilmente non ci sono mai state: di fatto tutte le economie prevedono una qualche forma di intervento statale. Perciò, come vedremo in seguito, tutte le economie reali sono economie miste. Tuttavia le economie dei Paesi industrializzati dell’800 e, in particolare, l’Inghilterra della Prima rivoluzione industriale si sono avvicinate molto al modello estremo del capitalismo puro.]

28. (C) Quale evento storico-economico nel ‘900 ha determinato la scelta di molti Paesi di passare da un sistema economico molto vicino al libero mercato puro a una forma di sistema misto?

[La crisi del ‘29 e la conseguente Grande Depressione degli Anni ‘30.]

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