8.11 LA SESSUALITÀ IN GRECIA
1. LA SESSUALITÀ MASCHILE
1. (A) Nell’antica Grecia, quale orientamento sessuale era prevalente nei maschi: eterosessuale, omosessuale, bisessuale?
[Bisessuale.]
2. (A) Com’era vista l’omosessualità maschile nell’antica Grecia?
[Nell’antica Grecia era ampiamente praticata la pederastìa e, a certe condizioni, valutata molto positivamente, mentre era praticata ma era socialmente stigmatizzata l’omosessualità maschile tra adulti. Per pederastia si intende l’amore omosessuale tra un uomo adulto e un ragazzo.]
3. (B) Nell’antica Grecia c’erano leggi che punivano la pederastia?
[No, a meno che l’adulto non fosse uno schiavo e il ragazzo un uomo libero.]
4. (B) A quali condizioni la pederastia era valutata molto positivamente nell’antica Grecia?
[A condizione che:
- l’adolescente fosse consenziente;
- si trattasse di un rapporto stabile;
- non si trattasse solo di una relazione sessuale, ma anche pedagogica;
- che il ragazzo (pais) non fosse troppo giovane.]
5. (C) Qual era l’età confacente del ragazzo in una coppia pederasta nell’antica Grecia?
[Un’età compresa tra i 15 e i 18 anni: una fascia di età in cui si riteneva che il ragazzo fosse abbastanza maturo da saper scegliere il proprio amante. Ma non di rado il ragazzo era anche più giovane; se però aveva meno di 12 anni, il rapporto pederastico era oggetto di riprovazione sociale. Dodici anni per i Greci non era un’età così acerba come per noi, basti pensare che a partire dai 12 anni le ragazze diventavano mogli. 18 anni era l’età in cui (come oggi) si diventava maggiorenni.]
6. (C) Com’era vissuta dai ragazzi la pederastia nell’antica Grecia?
[Per quanto ci possa sembrare strano, per un ragazzo non era affatto disonorevole essere in un rapporto stabile con un maschio adulto. Il ragazzo perdeva la sua dignità solo se cedeva troppo presto al corteggiamento dell’uomo adulto: il galateo imponeva che all’inizio si mostrasse ritroso.]
7. (C) Che età doveva avere l’adulto in una relazione pederastica nell’antica Grecia?
[Doveva essere come minimo maggiorenne, cioè avere 18 anni, ma possibilmente anche più grande: dai 25 anni in su; non era previsto invece un limite di età massima.]
8. (B) In una relazione pederastica, che cosa doveva insegnare l’adulto al ragazzo?
[Le virtù del buon cittadino: il rapporto pederastico rientrava a pieno titolo nella paideia, cioè nella formazione etica e civile del futuro cittadino.]
9. (C) Dove va ricercata l’origine storica dell’amore pederastico nell’antica Grecia?
[Nei riti di passaggio dei ragazzi all’età adulta, che prevedevano che l’adolescente vivesse un periodo di segregazione di due mesi lontano dalla città o dal villaggio in compagnia di un uomo adulto che era, allo stesso tempo, suo educatore e amante.]
10. (B) Perché l’omosessualità tra maschi adulti era stigmatizzata nell’antica Grecia?
[In realtà gli antichi Greci ridicolizzavano gli omosessuali adulti passivi, non quelli attivi, perché in un rapporto sessuale un maschio adulto doveva sempre avere un ruolo attivo sia che il rapporto fosse con un ragazzo (pederastia), con un altro uomo adulto o con una donna. È bene precisare che presso i Greci nella coppia omosessuale i ruoli non erano intercambiabili come spesso lo sono oggi.]
11. (B) In ambito sessuale quali possibilità socialmente accettate si presentavano all’uomo greco adulto?
[Quella di sposarsi, di avere un pais (ragazzo) per amante in un rapporto pederastico; quella di avere una o più amanti donne, e, al limite, aver un rapporto omosessuale con un adulto, ma solo nel ruolo attivo; nessuna di queste possibilità escludeva l’altra.]
12. (C) Nell’antica Grecia era ammessa la prostituzione maschile?
[La prostituzione omosessuale maschile era socialmente disapprovata e giuridicamente sanzionata con la perdita dei diritti politici (ma la sanzione colpiva solo il prostituto, non il cliente). La prostituzione eterosessuale maschile non esisteva.]
2. LA SESSUALITÀ FEMMINILE
13. (A) Alle donne nell’antica Grecia era consentito avere amanti?
[No, l’unica persona con cui una donna greca poteva avere un rapporto erotico era il marito, che, peraltro, ella non aveva scelto, perché i matrimoni erano combinati. Questo discorso non vale per le etere (donne di compagnia, libere o schiave, di elevato livello culturale).]
14. (A) Esisteva l’omosessualità femminile nell’antica Grecia?
[Per quello che ne sappiamo, è esistita in una fase arcaica (VII secolo a.C.), precedente allo sviluppo delle poleis.]
15. (B) Da quali fonti ricaviamo informazioni sull’omosessualità femminile in Grecia?
[Quasi esclusivamente da Saffo, poetessa nata a Mitilene, nell’isola di Lesbo intorno al 612 a.C. Non a caso il termine “lesbica” deriva dall’isola di Lesbo.]
16. (B) Dove era praticata l’omosessualità femminile al tempo di Saffo?
[Nei thiasoi (singolare: thiasos).]
17. (B) Che cos’erano i thiasoi?
[Erano comunità isolate ai margini delle città in cui le giovani donne aristocratiche vivevano prima di sposarsi e dove imparavano dalla maestra il canto, la danza, la musica e l’arte della seduzione. Tali comunità avevano anche un carattere religioso.]
18. (C) I thiasoi erano solo nell’isola di Lesbo?
[No, erano sparsi in tutta la Grecia.]
19. (B) Quali erano le analogie e le differenze tra l’omosessualità femminile praticata nei thiasoi e la pederastia maschile nell’antica Grecia?
[In entrambi i casi gli amori nascevano in un contesto iniziatico, ma la pederastia maschile era tra un ragazzo e un adulto che di lui era anche maestro, mentre i rapporti omosessuali all’interno dei thiasoi non erano solo tra la maestra e le allieve bensì anche tra le allieve.]
20. (C) Perché sappiamo qualcosa sull’omosessualità femminile in Grecia solo relativamente all’epoca di Saffo, e non ne sappiamo più nulla sull’epoca successiva?
[Perché, all’epoca di Saffo, la donna greca era più libera; poi con lo sviluppo delle poleis, fu segregata in casa, perse ogni possibilità di muoversi liberamente, di avere un’educazione, avere una vita sociale…]
