8.3 LA RELIGIONE GRECA: ASPETTI GENERALI
1. (A) La religione greca si componeva di tre forme di religiosità, quali?
[La religione “olimpica”, i culti misterici e i movimenti settari. Attenzione: nel seguito di questo capitolo, quando parleremo di religione greca senza alcuna specificazione, ci riferiremo alla religione “olimpica”, non ai culti misterici e ai movimenti settari.]
1. NESSUN LIBRO SACRO, NESSUN DOGMA, NESSUNA CHIESA
2. (A) Qual era il Libro sacro della religione greca?
[La religione greca non aveva alcun Libro sacro (a differenza per esempio del Cristianesimo i cui libri sacri sono l’Antico e il Nuovo Testamento o dell’Islam il cui libro sacro è il Corano).]
3. (A) Da dove attingevano i Greci le loro conoscenze sulle divinità?
[Dai miti tramandati oralmente, dai poemi omerici (Iliade e Odissea) e dalla Teogonia di Esiodo (poeta greco dell’VIII-VII secolo a.C.).]
4. (A) Quale posizione sociale occupava la casta sacerdotale greca?
[La religione greca non prevedeva una casta sacerdotale né una Chiesa: ogni cittadino, in linea di massima, poteva accedere alle funzioni sacerdotali e le svolgeva in via transitoria, non permanente.]
5. (B) Perché la religione greca non prevedeva una casta sacerdotale permanente né una Chiesa?
[Perché non esisteva un Libro sacro da interpretare né dogmi da far rispettare.]
6. (B) Qual era il termine greco per dire “religione”?
[Non esisteva; quello che si avvicinava di più al nostro “religione” era eusèbeia che significa pressappoco: osservanza dei riti e dei culti in favore degli dèi.]
2. IL TIMORE DEGLI DEI
7. (A) Qual era il sentimento prevalente degli antichi Greci verso i loro dèi?
[Ne avevano un profondo timore. Non è un caso che per il filosofo Epicuro (341-271 a.C.) la filosofia sia una sorta di farmaco che deve liberare l’uomo da quattro paure tra cui una è proprio quella verso gli dèi (le altre sono: la paura della morte, la paura del dolore, la paura di non raggiungere la felicità).]
8. (A) Come facevano i Greci a propiziarsi la benevolenza delle divinità?
[Con i sacrifici (rinunciavano a una parte dei loro alimenti in favore degli dèi) ma anche con riti, banchetti, danze, giochi sportivi, rappresentazioni teatrali.]
9. (B) Che cosa consideravano sacro gli antichi Greci? [
- Certi luoghi o enti naturali (una montagna, una sorgente, un bosco, la luna, il sole…);
- l’ordine della natura (l’alternanza delle stagioni, della notte e del giorno…);
- i momenti di passaggio della vita (nascita, matrimonio, morte…);
- le istituzioni sociali (la polis…).
Tutte queste cose erano considerate sacre in sé: per noi oggi la Luna è un satellite della Terra sul quale possiamo atterrare con un’astronave senza commettere alcun sacrilegio; per i Greci era una sorta di divinità (Selene) e come tale suscitava rispetto e venerazione. Ma tutte le cose elencate sopra e molte altre erano sacre anche perché erano soggette all’intervento di potenze sovrannaturali (divinità), a volte benevole, altre volte distruttive. Compito dell’uomo era propiziarsi il favore di queste potenze sovrannaturali. Il termine per “sacro” era hieròs.]
10. (B) Che cos’era la hybris per gli antichi Greci?
[Era la tracotanza di chi non riconosceva i propri limiti di essere mortale e si poneva sullo stesso piano degli dèi: su di lui prima o poi si sarebbe abbattuta la terribile vendetta divina. Tuttavia è bene precisare che i Greci condannavano sia la hybris sia la servitù agli dèi: l’uomo greco si vantava di essere libero (elèutheros).]
3. LA CONTAMINAZIONE E LA PURIFICAZIONE
11. (B) Come chiamavano i Greci una colpa commessa nei confronti degli dèi?
[Contaminazione (mìasma).]
12. (B) Quali conseguenze si aspettavano i Greci per una contaminazione, ovvero per una colpa commessa verso gli dèi?
[Una vendetta divina non solo ai danni del colpevole (il contaminato) ma anche della sua comunità e della sua discendenza, perché la contaminazione si poteva diffondere pure a loro.]
13. (B) Se un membro di una comunità greca aveva commesso una colpa nei confronti degli dèi, come faceva la comunità a tutelarsi dalla vendetta divina verso di essa?
[Doveva espellere il colpevole prima che egli contagiasse l’intera comunità e la vendetta divina si abbattesse su di essa. In via preventiva ogni anno le poleis greche sceglievano un cittadino affetto da handicap fisico o mentale e lo costringevano ad abbandonare la città accompagnandolo in processione fuori dalle sue mura.]
14. (B) Come faceva un Greco antico a purificarsi per una colpa commessa verso gli dèi?
[Con abluzioni (lavaggi purificatori). Ma abluzioni doveva compiere non solo chi si era macchiato di una colpa bensì anche chi era entrato in contatto con fenomeni contaminanti come: la nascita, il sesso, la malattia, la morte. La parola greca per “purificazione” era kàtharsis.]
4. L’ADE
15. (B) Secondo i Greci c’era una vita dopo la morte?
[Sì, ma si trattava della sopravvivenza delle “ombre” (anime) dei defunti che vagavano nell’oltretomba senza nessuno scopo, nessun interesse e nessuna gioia, rimpiangendo la vita terrena.]
16. (B) Come chiamavano i Greci l’oltretomba?
[Ade, come il dio che vi regnava. Era un antro buio, putrescente e fangoso nelle viscere della terra.]
17. (C) Per i Greci anche le anime più nobili finivano nell’Ade dopo la morte del corpo?
[No, ad esse erano riservati i Campi Elisi oppure, secondo alcuni autori, le Isole dei Beati.]
