Si apre in una nuova scheda

9.5 IL CONTROLLO DEI PREZZI


1. I PREZZI AMMINISTRATI

1. (A) Il prezzo di equilibrio è l’unico prezzo possibile?

[No, ci può essere anche il prezzo amministrato.]

2. (A) Che cos’è il prezzo amministrato?

[È un prezzo stabilito per legge dallo Stato o dall’Amministrazione pubblica.]

3. (B) Com’è anche detto il prezzo amministrato?

[Prezzo politico o prezzo calmierato.]

4. (C) Per quali tipi di beni e in quali circostanze, solitamente è probabile che lo Stato fissi un prezzo amministrato?

[Per i beni di prima necessità (beni di sussistenza) quando il loro prezzo di mercato (il loro prezzo di equilibrio) è troppo alto perché la maggior parte delle persone possano accedervi.

Esempio: può succedere, per il prezzo del pane durante una guerra. Essendoci poche persone che coltivano la terra durante una guerra di solito il grano è scarso. Di conseguenza il prezzo del pane sale alle stelle. Lo Stato, allora, può intervenire per fissare un tetto massimo a cui il pane può essere venduto.]

5. (C) L’introduzione di un prezzo amministrato, allo scopo di permettere a tutti di acquistare beni alimentari di prima necessità, quali conseguenze provoca a livello di domanda e di offerta?

[Che la domanda di beni a prezzo amministrato sopravanza (supera) l’offerta: trattandosi di beni di sussistenza molto scarsi ed essendo il loro prezzo accessibile pressoché a tutti i consumatori (poiché il prezzo amministrato è basso), ci sarà una forte competizione tra i consumatori per accaparrarseli. Pertanto questi beni, già scarsi a causa della guerra o di una carestia, tendono a diventare ancora più scarsi.]

6. (C) Quale intervento di solito lo Stato compie per evitare che la domanda sopravanzi l’offerta, nel caso di un bene di sussistenza il cui prezzo sia stato calmierato?

[Introduce il razionamento del bene in questione: ogni consumatore ha il diritto ad una quota giornaliera prestabilita del bene e non può ricevere una quota superiore.

Esempio: in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale e fino al 1949 ogni individuo riceveva una tessera mensile a bollini per l’acquisto di beni di prima necessità, come il pane. I bollini erano 30 al mese, uno per ogni razione di tale bene. Quando, per esempio, il consumatore andava a comprare la sua razione quotidiana di pane doveva consegnare un bollino al fornaio. Senza tessera non era possibile comprare beni di prima necessità.]

7. (C) L’introduzione di un prezzo amministrato, allo scopo di permettere a tutti di acquistare i beni alimentari di prima necessità, quali conseguenze indesiderate, di solito, comporta?

[La nascita di un mercato nero, ovvero di un mercato illegale parallelo a quello legale. I negozianti vendono solo una parte dei beni al prezzo amministrato, mentre la restante parte la vendono di nascosto a un prezzo ben più alto.]

8. (C) In quale settore oggi in Italia viene applicato un prezzo amministrato?

[Nel settore del trasporto pubblico. Il prezzo del biglietto degli autobus per il trasporto urbano copre circa un terzo dei costi del servizio: il resto del costo viene pagato non dagli utenti, ma dall’amministrazione comunale.]

9. (C) In quali ambiti oggi in Italia vengono posti dei tetti massimi alle tariffe che le imprese private possono imporre al consumatore?

[Nell’ambito delle telecomunicazioni, del gas e dell’energia elettrica. Si tratta di una situazione un po’ diversa da quella del prezzo amministrato per il trasporto pubblico. Nel caso del trasporto pubblico, il prezzo del biglietto viene fissato dalle autorità comunali; nel caso delle telecomunicazioni, del gas e dell’energia elettrica, si lascia che ogni compagnia privata stabilisca i suoi prezzi quasi in regime di concorrenza, ma lo Stato non consente che questi prezzi superino una certa soglia.]

10. (C) Quale tipo di mercato rende i prezzi più bassi: un mercato libero o un mercato in cui i prezzi dei beni sono amministrati?

[Dipende: se nel mercato libero c’è una vera concorrenza, il mercato libero; se, invece, i venditori si mettono d’accordo sottobanco per tenere i prezzi artificiosamente alti (cartello di imprese), allora i prezzi amministrati possono essere più bassi.

Esempio: in Italia fino al 1993 il prezzo dei carburanti veniva stabilito dal CIP (Comitato Interministeriale Prezzi, un organo dello Stato): la benzina aveva lo stesso prezzo a prescindere dalla compagnia e in tutte le stazioni di servizio del territorio nazionale. Nel 1994 il prezzo dei carburanti è stato liberalizzato (ogni compagnia e, in subordine, ogni gestore poteva scegliere quale prezzo praticare) nella speranza che la concorrenza avrebbe fatto abbassare i prezzi. Ma, contro le aspettative, i prezzi sono saliti. Ciò fu dovuto non solo all’andamento del mercato internazionale del greggio (la materia prima con cui si produce la benzina), ma, secondo alcuni, anche ad accordi sottobanco tra le compagnie petrolifere.]

11. (C) Che cosa può fare, e di solito fa, uno Stato per evitare che le imprese produttrici di un certo bene facciano cartello, ovvero si mettano d’accordo per tenere alti i prezzi, invece di farsi concorrenza?

[Può creare un’autorità antitrust che vigili su questo genere di accordi illegali.

Esempio: in Italia l’autorità antitrust si chiama AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ed è stata istituita nel 1990 (legge n. 287).]

2. PREZZI AMMINISTRATI SUPERIORI A QUELLI DI EQUILIBRIO

12. (C) Il prezzo amministrato è sempre inferiore al prezzo di equilibrio?

[No, in certi casi le autorità pubbliche possono intervenire per imporre un prezzo amministrato superiore a quello di equilibrio. Questo può accadere, per esempio, quando c’è un eccesso di offerta di un certo bene, che potrebbe mettere in ginocchio i produttori di un intero settore.

Esempio: in ambito agricolo, la meccanizzazione e le nuove tecniche di produzione possono comportare un eccesso di offerta e una conseguente caduta vertiginosa dei prezzi. Gli agricoltori potrebbero quindi vedersi costretti a vendere i loro prodotti a un prezzo inferiore ai costi di produzione. Ne seguirebbero perdite e fallimenti a catena. Per evitare queste pericolose conseguenze, l’Unione Europea ha imposto dei prezzi minimi per i prodotti agricoli.]

13. (C) Nel mercato del lavoro, come si chiama il salario al di sotto del quale non si può scendere?

[Salario minimo. In Italia il salario minimo non è stabilito dalla legge, ma dai contratti sindacali tra lavoratori e datori di lavoro in ottemperanza all’articolo 36 della Costituzione; infatti è detto non “salario minimo legale”, ma “minimo sindacale”.].

3. IL CONTROLLO DEI MERCATI

14. (C) Qual è un altro modo, oltre quello di calmierare i prezzi a un livello superiore a quello di mercato, con cui le autorità pubbliche possono arginare i danni provocati da un eccesso di offerta?

[Quello di stabilire delle quote massime di prodotto che ogni impresa può produrre e riversare sul mercato.

Esempio: l’Unione Europea ha stabilito delle quote massime per i produttori di latte (le cosiddette “quote-latte”).]

15. (C) Come si chiama la politica economica tesa a prevenire i danni provocati da un eccesso di offerta, che non interviene direttamente sui prezzi ma sulle quote di prodotto?

[Politica di controllo dei mercati.]

Quiz