1.3 LA RISCOPERTA DEI CLASSICI E LA NASCITA DELLA FILOLOGIA
1. LA RISCOPERTA DEI CLASSICI
1. (A) Con riferimento all’Umanesimo si parla di riscoperta dei classici latini e greci, questo significa che nel Medioevo le opere degli antichi Romani e Greci non erano conosciute?
[La risposta è duplice:
- effettivamente molti testi antichi per secoli erano rimasti “sepolti” nelle biblioteche e furono riesumati solo in epoca umanistica;
- è pur vero però che i medievali conoscevano molte opere latine e greche, ma le interpretavano in chiave cristiana.
Chiarimento sul punto (b): i medievali non avevano consapevolezza della originalità del passato e della distanza culturale che li separava dal mondo classico latino e greco; pertanto inserivano gli antichi autori pagani in un orizzonte culturale cristiano. Esempio: Dante nella Divina Commedia fa del poeta latino Virgilio, che lo accompagna nel suo viaggio ultraterreno, un profeta del Cristianesimo.]
2. (A) Che cosa cercavano gli umanisti nei testi latini e greci?
[Dei modelli letterari a cui ispirarsi, ma anche dei modelli etici e, più tardi, nel Rinascimento, delle teorie scientifiche a cui attingere.]
3. (B) Chi fu il grande poeta del ‘300, precursore dell’Umanesimo, che per primo vide nei testi degli autori latini un modello letterario ma anche morale e civile a cui ispirarsi?
[Francesco Petrarca (1304-74).]
4. (C) Chi fu l’umanista editore delle epistole di Cicerone che fu cancelliere della Repubblica fiorentina dal 1375 al 1406?
[Coluccio Salutati (1332-1406). Egli si ispirò a Cicerone anche nella sua attività politica (fu cancelliere della Repubblica di Firenze dal 1375 al 1406).]
5. (C) Chi è stato l’umanista toscano che ha riscoperto il De rerum natura di Lucrezio?
[Poggio Bracciolini (1380-1459).]
6. (C) Quale immagine di Giovanni da Salisbury del XII secolo fu fatta propria dagli umanisti del ‘400?
[Quella dipinta in questa frase “Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro […] perché siamo sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti.”.]
2. LO STUDIO DELLA CULTURA GRECA
7. (A) Qual era la lingua in cui comunicavano tra loro le persone colte nell’Età umanistico-rinascimentale?
[Il latino. I primi umanisti (per esempio Francesco Petrarca) non conoscevano il greco.]
8. (A) Quali eventi storici dettero un impulso allo studio della lingua e della cultura greche durante l’Umanesimo?
[Il Concilio di Firenze del 1439, in cui si tentò invano di ricomporre lo Scisma d’Oriente del 1054, e la caduta di Costantinopoli del 1453. In entrambi i casi giunsero in Italia molti dotti bizantini che intrattennero intensi scambi culturali con gli umanisti italiani.]
9. (C) Chi fu il vescovo greco che giunse in Italia in occasione del Concilio di Firenze e donò alla Repubblica di Venezia la sua immensa collezione di libri oggi conservati nella Biblioteca Marciana?
[Giovanni Bessarione.]
10. (B) Quale grande filosofo greco fu riscoperto durante l’Umanesimo?
[Platone (nel Medioevo di Platone si conosceva solo il Timeo). Molte opere di Aristotele, invece, erano già state introdotte nelle università italiane nel corso del XIII secolo nelle traduzioni arabe dal greco al latino.]
11. (B) Chi fu il primo traduttore umanista delle opere complete di Platone dal greco in latino?
[Marsilio Ficino (1433-99), incaricato di tale compito da Cosimo de’ Medici. Ma già prima di lui Manuele Cristofolòra (1350-1415) aveva tradotto La Repubblica del grande filosofo greco.]
12. (C) Chi fu il traduttore umanista dell’Etica Nicomachea e della Politica di Aristotele?
[Leonardo Bruni (1370-1444).]
3. LA NASCITA DELLA FILOLOGIA
13. (A) Quale disciplina nacque in epoca umanistica?
[La filologia. Ma sarebbe meglio dire che la filologia rinacque, dato che in un certo senso si era già sviluppata in epoca ellenistica.]
14. (A) Che cosa si intende per filologia?
[La disciplina che analizza antichi testi scritti per stabilire se sono autentici, a che epoca risalgono, chi ne è l’autore, e, soprattutto, per individuare errori di trascrizione e eventuali interpolazioni (aggiunte fatte non dall’autore e magari in epoca molto successiva).]
15. (A) Quale fu la più clamorosa scoperta filologica del ‘400?
[Che la Donazione di Costantino era un documento falso.]
16. (A) Prima di scoprire che si trattava di un falso, che cosa si pensava che fosse la Donazione di Costantino?
[Un documento con il quale l’Imperatore romano Costantino (IV secolo d.C.), prima di trasferirsi a Costantinopoli, aveva donato l’Impero Romano d’Occidente a papa Silvestro che lo aveva guarito dalla lebbra. Con tale documento la Chiesa aveva per secoli tentato di legittimare il suo potere temporale e la sua pretesa di dominio su tutta l’Europa occidentale contro le ingerenze degli imperatori bizantini e contro le rivendicazioni d’indipendenza degli imperatori tedeschi del Sacro Romano Impero Germanico. Per dirla in termini moderni, la Donazione di Costantino è stata una delle più colossali fake news della storia.]
17. (A) Chi fu il filologo umanista che scoprì che la Donazione di Costantino era un falso?
[Lorenzo Valla (1407-57). Sulla base di un’analisi puramente filologica, aliena da pregiudizi verso la Chiesa, egli si rese conto che era un falso perché il latino in cui era scritto tale documento era dell’VIII secolo e non del IV secolo (l’epoca in cui, secondo la leggenda, Costantino l’avrebbe redatto).]
18. (C) A quando risale la scoperta che la Donazione di Costantino era un falso?
[Al 1440.]
19. (C) Quale fu la reazione della Chiesa cattolica alla scoperta di Lorenzo Valla che la Donazione di Costantino era un falso?
[Inizialmente non reagì, anche perché la notizia circolava solo all’interno di una ristretta cerchia di dotti, poi, quando i riformatori protestanti cominciarono a usare questa notizia per accusare la Chiesa cattolica di corruzione, essa ammise che si trattava di una frode ma cercò di addossarne la colpa ai Bizantini.]
