1.3 SCARSITÀ E SCELTE RAZIONALI
1. L’ECONOMIA: SCIENZA DELLE SCELTE
1. (A) Come viene anche definita l’economia: come “scienza dei rischi”, “scienza delle scelte”, “scienza dei costi”?
[Come “scienza delle scelte”, perché qualsiasi attività economica implica sempre delle scelte, sebbene comporti inevitabilmente anche dei rischi e dei costi.]
2. (A) Perché qualsiasi attività economica implica sempre delle scelte?
[Perché le risorse (denaro, tempo, materie prime, energia…) sono sempre più o meno scarse: proprio per questo, chi intraprende un’attività economica deve operare delle scelte che hanno inevitabilmente dei costi e comportano dei rischi, ed è costretto a fare delle rinunce. È bene precisare che le risorse sono scarse anche in una società opulenta (come è stata definita quella americana da John K. Galbraith in un famoso saggio del 1958).
Persino l’uomo più ricco del mondo (chiunque egli sia) non è detto che possa comprare tutto ciò di cui sente il bisogno; inoltre, il tempo che ha a disposizione per soddisfare tutti i suoi bisogni è limitato, quindi dovrà necessariamente operare delle scelte.
Esempio: se qualcuno ha il desiderio di andare nel prossimo fine settimana in montagna, al mare e in una città d’arte lontana dal mare e dalla montagna, con ogni probabilità dovrà scegliere di rinunciare ad almeno una delle tre mete.]
3. (B) In ambito economico, com’è detta una scelta ottimale?
[Scelta più efficiente.]
4. (B) Che cosa si intende per scelta più efficiente in economia?
[Quella che utilizza nel modo più vantaggioso le risorse disponibili.]
2. L’INDIVIDUO RAZIONALE
5. (A) Secondo la teoria economica classica, com’è il soggetto che compie delle scelte economiche?
[Sempre razionale: la scienza economica classica assume che il soggetto dell’attività economica sia sempre bene informato e compia sempre le scelte per lui più vantaggiose.]
6. (A) Come fa un soggetto economico a compiere delle scelte razionali?
[Deve confrontare costi (svantaggi) e benefici (vantaggi) di ogni scelta e delle sue alternative ed evitare gli sprechi.]
7. (B) Com’è detta, in economia, la comparazione tra costi e benefici che un soggetto economico deve compiere per fare una scelta razionale?
[Trade-off.]
3. I DUE PRINCIPI DELLE SCELTE ECONOMICHE
8. (B) Quali sono i due principi sottesi (sottostanti) alle scelte razionali in ambito economico? [
a) Il principio del tornaconto;
b) il principio edonistico.]
9. (B) Che cosa afferma il principio del tornaconto sotteso alle scelte razionali in ambito economico?
[Che ciascun individuo razionale cercherà di ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di risorse. Un bravo imprenditore cerca sempre di produrre il maggior numero di prodotti al minor costo possibile.]
10. (B) Che cosa sostiene il principio edonistico sottostante alle scelte razionali in ambito economico?
[Che le scelte devono mirare al raggiungimento del massimo piacere individuale.]
11. (B) In ambito economico, secondo il principio edonistico, l’imprenditore che persegue il massimo piacere individuale si comporta in maniera egoistica o fa l’interesse dei propri clienti/consumatori?
[Entrambe le cose: perseguendo il proprio vantaggio egoistico, l’imprenditore fa anche l’interesse dei propri clienti/consumatori.
Esempio: se un pizzaiolo vuole guadagnare bene, deve fare delle pizze buone e a un prezzo basso, altrimenti avrà pochi clienti.]
12. (B) Chi è stato a ispirare la formulazione del principio edonistico in ambito economico?
[Adam Smith (1723-90), il fondatore della scienza economica moderna. In un celebre passo egli afferma: “non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo e con loro non parliamo mai delle nostre necessità, ma dei loro vantaggi.”]
4. IL COSTO-OPPORTUNITÀ
13. (A) Che cos’è il costo-opportunità?
[È ciò a cui si deve rinunciare compiendo una scelta economica; in altre parole è il valore del bene a cui si rinuncia.
Esempio: vorrei comprarmi una sciarpa e un cappello; supponiamo che ciascuno di questi beni costi € 20 e che io abbia in tasca giusto € 20. Se decido di comprarmi la sciarpa e di rinunciare al cappello, il costo-opportunità di questa scelta è il cappello che mi sarei potuto comprare con quei soldi.]
14. (B) Il costo-opportunità corrisponde al costo monetario?
[No, è qualcosa di più.
Esempio: il costo-opportunità di frequentare l’università per uno studente non è costituito soltanto dalle tasse (nel caso di una università pubblica, o dalla retta nel caso di un’università privata) e dall’affitto (nel caso di uno studente fuori sede), ma anche dal reddito che egli avrebbe guadagnato se avesse rinunciato allo studio e si fosse messo a lavorare.]
