Si apre in una nuova scheda

1.4 L’ECONOMIA COME SCIENZA SOCIALE


1. (A) A quale ambito delle scienze appartiene l’economia?

[A quello delle scienze sociali (o scienze umane) in quanto studia fenomeni che hanno a che fare con il comportamento umano in un contesto storico e sociale. Non è, quindi, una scienza naturale come la fisica, la chimica e la biologia, né una scienza esatta come la matematica e la fisica teorica.]

2. (B) Quali sono altre scienze sociali oltre all’economia?

[La sociologia, la storia, la scienza politica, l’antropologia culturale e, per molti aspetti, la psicologia (per altri, è una scienza naturale).]

3. (B) Quali sono gli aspetti principali per cui la scienza economica (al pari delle altre scienze sociali) si differenzia dalle scienze naturali? [

a) La mancanza di laboratori sperimentali;
b) la dimensione storica;
c) il fatto che l’osservatore non è neutrale.

Chiarimenti sul punto (a): mentre un chimico in laboratorio può unire sostanze diverse per vedere come reagiscono, un economista non può, per esempio, raddoppiare i prezzi di determinati beni o licenziare dei lavoratori o abbassare i tassi di interesse per verificare certe sue ipotesi.

Chiarimenti sul punto (b): mentre i fenomeni naturali rimangono immutati nel tempo storico, i fenomeni economici evolvono molto rapidamente nel corso della storia umana.

Esempio: il cuore umano, oggetto di studio della biologia (che è una scienza naturale), non è cambiato nel corso della storia umana; esso è, sì, il risultato di un processo evolutivo, ma l’evoluzione si è dispiegata in un ordine di grandezza temporale di gran lunga superiore alla dimensione storica (milioni di anni anziché migliaia di anni). Invece i bisogni e i gusti delle persone che determinano le loro scelte di consumo; il progresso tecnico che muta i processi produttivi; i sindacati; le leggi sul lavoro… evolvono nelle varie epoche storiche e spesso anche nel giro di pochi anni all’interno della stessa epoca.]

4. (B) Che cosa comporta il fatto che i fenomeni economici sono caratterizzati da una dimensione storica?

[Che non si ripetono mai esattamente allo stesso modo e quindi sono più difficili da spiegare e da prevedere dei fenomeni naturali. Ogni fenomeno economico è, in un certo senso, nuovo rispetto ai precedenti.]

5. (B) Che cosa significa che l’economia si differenzia dalle scienze naturali perché l’osservatore non è neutrale?

[Significa che, mentre uno scienziato naturale (un biologo, un chimico, un geologo…) non è influenzato dai suoi valori di riferimento e dal suo orientamento politico; un economista lo è quasi inevitabilmente. L’economista come osservatore non è esterno al suo campo di osservazione: ne fa parte. L’economia, quindi, non è imparziale come, tendenzialmente, lo è una scienza naturale. Questo spiega, tra l’altro, perché tra gli economisti ci sono profonde divergenze nella spiegazione degli stessi fenomeni.]

6. (C) Le leggi economiche permettono di fare previsioni esatte?

[Non tanto, perché si fondano sul comportamento umano che è sempre abbastanza imprevedibile. Una legge fisica come quella di gravitazione universale consente di calcolare in maniera esatta il tempo e la velocità di caduta di un corpo (oggetto), se ne conosciamo la massa e la distanza da terra. Invece, una legge economica come, per esempio, quella che afferma che c’è una proporzionalità diretta tra reddito e consumi (se aumenta il reddito, aumentano anche i consumi) ammette frequenti e imponderabili (non prevedibili) eccezioni.

Esempio: se si verifica un attacco terroristico, molti individui sono propensi a limitare i loro consumi anche se i loro redditi aumentano, perché pensano che sia bene avere dei risparmi da parte nel caso che la situazione peggiori.]

Quiz