18.5 IL DECLINO ECONOMICO E DEMOGRAFICO DELL’ITALIA
1. (A) Da quale andamento economico e demografico fu caratterizzata l’Italia del ‘600?
[L’Italia nel ‘600 fu caratterizzata da un declino economico e da una forte contrazione demografica.]
1. EPIDEMIE E CARESTIE
2. (B) Quali furono le principali cause della forte contrazione demografica dell’Italia nel ‘600?
[Due epidemie di peste bubbonica e ricorrenti carestie. Una prima epidemia di peste bubbonica colpì l’Italia settentrionale nel 1630; una seconda epidemia colpì l’Italia meridionale nel 1656.]
3. (C) La peste del ‘600 flagellò solo l’Italia o anche altri Paesi europei?
[Anche altri Paesi europei, soprattutto quelli coinvolti nella Guerra dei Trent’Anni, perché l’epidemia veniva diffusa dagli eserciti nei loro spostamenti.]
2. LA CRISI DELLA MANIFATTURA DELLA LANA
4. (A) Quale settore dell’economia italiana andò in crisi più di ogni altro nel ‘600?
[La manifattura tessile della lana.]
5. (A) Quali concorrenti esteri misero in crisi la manifattura della lana in Italia nel ‘600?
[Gli Olandesi e gli Inglesi; essi riuscivano a produrre pezze di lana di qualità lievemente inferiore a quelle italiane ma a prezzi più bassi.]
6. (B) Il fatto che le pezze di lana italiane costassero di più di quelle olandesi e inglesi era dovuto, almeno in parte, all’aumento dei salari dei lavoratori italiani in questo settore; perché nel ‘600 i salari dei lavoratori manifatturieri italiani aumentarono?
[Per due ragioni:
- la manodopera era diminuita a causa della drastica contrazione demografica (per la legge della domanda e dell’offerta, quando un bene richiesto sul mercato diminuisce, il suo costo aumenta; il lavoro non fa eccezione a questa regola);
- le corporazioni di arti e mestieri tenevano alti i prezzi della manodopera.]
7. (B) Tutte le manifatture nell’ambito tessile conobbero un inesorabile declino nell’Italia del ‘600?
[No, la filatura della seta andò incontro a un grande sviluppo, tanto che l’Italia alla fine del ‘600 era diventata il maggior produttore di seta d’Europa.]
3. LA RURALIZZAZIONE DELL’ECONOMIA
8. (A) Come reagirono i ceti imprenditoriali di fronte alla perdita di competitività dell’Italia nel ‘600?
[Investendo i loro capitali finanziari prevalentemente in attività agricole anziché in attività manifatturiere (ruralizzazione dell’economia).]
9. (B) Che tipo di agricoltura fu praticata in Italia a partire dal ‘600? [
- Nell’Italia settentrionale (Pianura Padana) una agricoltura di tipo capitalistico (basata su investimenti produttivi);
- nell’Italia centrale la mezzadria;
- nell’Italia meridionale il latifondo (i latifondi sono vaste proprietà terriere dove si pratica un’agricoltura estensiva in cui la resa per ettaro è bassa ma la rendita totale è alta a causa dell’enorme estensione territoriale).]
10. (B) Che cosa si intende per mezzadria?
[Un contratto in base al quale un proprietario concede a una famiglia una casa e un terreno agricolo da coltivare per un periodo stabilito, in cambio di metà del raccolto. Il proprietario viene chiamato “concedente” e il contadino “mezzadro”.]
11. (C) Quale tipo di pianta delle cui foglie si nutrono i bachi da seta veniva coltivata nella Pianura Padana nel ‘600?
[Il gelso.]
12. (B) Quali furono le conseguenze sociali e culturali della ruralizzazione dell’economia nell’Italia del ‘600? [
- Ci fu una sorta di rifeudalizzazione del Paese;
- i signorotti di campagna esercitavano il loro potere con prepotenza e divennero i veri padroni dell’Italia;
- chi poteva permetterselo acquistava titoli nobiliari per accrescere il proprio prestigio sociale;
- il lavoro, in generale, e quello manuale, in particolare, veniva guardati con disprezzo.]
