2.3 LE CITTÀ-STATO ETRUSCHE
1. (A) Che tipo di Stato era quello etrusco?
[Gli Etruschi erano divisi in città-Stato che non si unirono mai a formare uno Stato unitario ed anzi erano spesso in conflitto tra loro. Tuttavia qualche volta si univano a formare federazioni per lo più a scopo religioso, come la Dodecàpoli (“unione di 12 città”), i cui capi si riunivano nel santuario del dio Voltumna presso il Lago di Bolsena.]
2. (A) Da chi erano governate le città-Stato etrusche?
[Nei primi secoli, ogni città-Stato era governata da un sovrano eletto a vita (che però spesso finiva per lasciare la carica in eredità a un suo discendente), coadiuvato da una sorta di senato di aristocratici; poi, dopo una fase tirannica, furono governate da magistrati chiamati zilath, eletti ogni anno dall’assemblea dei notabili. Ogni magistrato si occupava di un diverso settore dell’amministrazione della città. Ma è opportuno precisare che non tutte le città etrusche conobbero questo genere di trasformazione.]
3. (B) Com’era chiamato il sovrano delle città-Stato etrusche?
[Lucumone.]
4. (B) Il potere civile e quello religioso erano separati o uniti nella stessa figura, nelle città-Stato etrusche?
[Inizialmente erano uniti nella figura del lucumone; poi, quando il lucumone fu sostituito in molte sue funzioni da magistrati, si venne a creare una casta sacerdotale separata.]
5. (C) Tra le insegne regali del lucumone ce n’era una che fu adottata dai Romani; di che insegna si trattava?
[Del fascio littorio: un’ascia bipenne (cioè a doppio taglio) al cui manico era legato un fascio di verghe (bastoni). L’ascia bipenne era un simbolo del potere religioso; le verghe usate per la fustigazione erano un simbolo del potere politico.]
6. (A) Quali erano le principali città-Stato etrusche?
[Tarquinia, Veio, Populonia, Chiusi, Cere (Cerveteri), Vulci, Cortona, Fiesole, Vetulonia, Roselle, Volsinii, Volterra, Arezzo, Perugia, Orvieto. Non sorsero e non decaddero tutte nello stesso momento.]
7. (C) In che posizione geografica erano poste le città etrusche?
[Per lo più su alture e mai a ridosso delle coste: anche quelle che si erano dotate di un porto, per ragioni difensive distavano qualche chilometro dal mare. Faceva eccezione Populonia che era direttamente sul mare.]
8. (C) Presso gli Etruschi chi sceglieva dove fondare una nuova città?
[I sacerdoti in base a un complicato rito religioso che consisteva nell’osservare una regione di cielo identificata come sacra: se i fenomeni meteorologici e fisici che vi si verificavano (volo degli uccelli, vento, fulmini…) erano di buon auspicio, si procedeva alla fondazione della nuova città, altrimenti si abbandonava il sito. Il presupposto simbolico-religioso di questo rito di fondazione era che il microcosmo terrestre rappresentava il macrocosmo celeste.]
9. (C) Che cosa faceva il sacerdote etrusco dopo aver individuato il sito idoneo alla fondazione di una nuova città?
[Stabiliva quale dovesse essere il centro esatto della città; in esso veniva posto un cippo sacro che diventava il punto di incrocio delle due vie principali: il cardo, posto sull’asse nord-sud, e il decumano, posto sull’asse est-ovest. Da queste due direttrici principali si dipartivano le strade secondarie, tutte parallele al cardo e perpendicolari al decumano o viceversa (almeno a partire dalla fine del VI secolo a.C.).]
10. (C) Chi ereditò dagli Etruschi l’usanza di costruire una nuova città a partire da due vie ortogonali: il cardo e il decumano?
[I Romani.]
11. (C) Una volta tracciati il cardo e il decumano, come procedeva il sacerdote etrusco preposto alla fondazione di una città?
[Con l’aratro tracciava un solco che costituiva il perimetro sacro e inviolabile della città; tale solco si interrompeva solo nei quattro punti in cui il perimetro cittadino incrociava gli assi del cardo e del decumano: lì venivano poste le porte della città. Presso il solco sacro venivano edificate le mura urbane.]
12. (C) Che cos’era il pomerio delle città etrusche?
[Era una fascia di terra al di fuori delle mura urbane considerata sacra, in cui non era possibile né coltivare né edificare. Da un punto di vista militare aveva una funzione strategica: i nemici, che volevano attaccare la città, in quell’area si trovavano allo scoperto.]
