2.7 LA RELIGIONE ETRUSCA
1. UNA RELIGIONE RIVELATA
1. (A) Che importanza aveva la religione nella civiltà etrusca?
[La religione era onnipresente e condizionava ogni aspetto della vita privata e sociale degli Etruschi.]
2. (A) Che tipo di religione era la religione etrusca?
[Una religione rivelata, politeista. Secondo una leggenda etrusca che c’è stata tramandata dallo scrittore latino Cicerone, ad un contadino di nome Tarchon, mentre stava arando il suo campo, apparve un bambino, emerso all’improvviso dalle zolle, che disse di chiamarsi Tages e di essere nipote del dio Tinia. Una folla di uomini che vivevano nei dintorni, richiamata dalle grida di stupore e di paura di Tarchon, accorse ad ascoltare Tages. Il bambino dettò le leggi sacre, le prescrizioni e le regole per interpretare la volontà divina e aggiunse che la civiltà etrusca sarebbe durata 10 secoli esatti. Finito il suo lungo monologo, Tages scomparve tra le zolle di terra da cui era venuto.]
3. (B) Gli Etruschi ci hanno tramandato libri di carattere religioso?
[Gli Etruschi hanno scritto diverse opere di carattere religioso, di esse conosciamo i titoli e a grandi linee il contenuto, ma non ci sono pervenute né nella forma originale né in forma di copia. Sappiamo di cosa trattavano soprattutto sulla base di quello che ci hanno riferito autori latini come Cicerone e Plinio. Le principali opere religiose degli Etruschi erano: i libri Aruspicini che riguardavano l’interpretazione della volontà divina attraverso lo studio delle viscere degli animali; i libri Fulgulares, che insegnavano a trarre vaticini attraverso lo studio dei fulmini; i libri Rituales che riguardavano le regole da seguire per fondare una città, individuare la zona sacra dove edificare il tempio, come suddividere i campi e come misurare il tempo; i libri Fatales, che insegnavano l’arte di prevedere il destino; i libri Acheruntici che riguardavano il viaggio dei defunti e la vita nell’oltretomba.]
2. GLI INDOVINI ETRUSCHI
4. (A) Chi erano gli aruspici presso gli Etruschi?
[Erano i sacerdoti che interpretavano la volontà degli dèi attraverso l’analisi delle viscere degli animali. Solitamente sacrificavano una pecora, ne estraevano il fegato (considerato la sede della vita) e osservandolo stabilivano se fosse il caso di intraprendere l’azione per la quale erano stati consultati oppure se conveniva aspettare tempi migliori. Per interpretare le macchie presenti nel fegato si servivano di un modello di fegato in bronzo (il più famoso è quello conservato nel Museo Archeologico di Piacenza) che rappresentava la volta celeste, divisa in zone, ciascuna delle quali era sede di una divinità.]
5. (C) In che cosa consisteva l’ars fulgurales degli Etruschi?
[Nell’interpretare la volontà degli dèi attraverso lo studio dei fulmini. Il cielo secondo gli Etruschi aveva forma circolare ed era diviso in 16 spicchi, ciascuno dei quali era abitato da una divinità. Gli dèi osservavano il comportamento degli uomini e mandavano loro dei segnali attraverso i fulmini. Per capire quale significato dare ai fulmini, i sacerdoti ne studiavano la forma, la durata e il colore.]
3. GLI DÈI ETRUSCHI
6. (B) Da quali divinità era costituita la più importante triade del pantheon etrusco?
[Da Tinia, Uni e Menerva.]
7. (B) Chi era Tinia?
[Era il sommo dio del pantheon etrusco, che annunciava e attuava il suo volere scagliando fulmini; era assimilabile al greco Zeus.]
8. (C) Chi era Uni?
[La sposa di Tinia, protettrice delle nascite e delle città; era assimilabile ad Era, la moglie di Zeus.]
9. (C) Chi era Menerva?
[Una dea etrusca corrispondente alla dea greca Atena e alla dea latina Minerva.]
10. (C) Quali erano alcune delle divinità etrusche degli inferi?
[Aita, Phersipnai, Charun, Tuchulcha, Vanth, Calus. Aita e Phersipnai corrispondevano agli dèi greci Ade e Persefone. Charun era assimilabile al greco Caronte ed era immaginato come un uomo dalla pelle bluastra, dal naso adunco, la barba corta, i capelli scarmigliati, le orecchie ferine, talvolta alato. Tuchulcha era il demone della morte con testa di avvoltoio, orecchie di asino, due serpenti che uscivano dalla testa e un grande becco da rapace al posto del naso. Vanth era una divinità femminile rappresentata con stivali, veste lunga e fiaccola in mano. Calus era il dio immaginato come un lupo.]
11. (C) Nella religione etrusca, oltre agli dèi veri e propri, c’erano altre figure soprannaturali?
[Sì, i Geni e le Lase, figure alate, metà umane e metà divine, che osservavano i comportamenti degli uomini e li riferivano agli dèi.]
4. IL CULTO DELLA MORTE
12. (A) Gli Etruschi credevano in una vita ultraterrena?
[Sì e ritenevano che la vita terrena fosse solo un momento di transizione precedente alla vita eterna nell’aldilà.]
13. (B) Come immaginavano l’aldilà gli Etruschi?
[Come la continuazione della vita terrena, con l’unica differenza che nella vita dell’aldilà erano presenti mostri soprannaturali, alcuni buoni e altri malvagi; nel corso del tempo la visione etrusca della vita ultraterrena divenne sempre più cupa. La vita ultraterrena dipendeva dal comportamento religioso che il defunto aveva avuto nella vita terrena.]
14. (C) Perché la visione dell’aldilà degli Etruschi divenne più cupa negli ultimi secoli della loro storia?
[Probabilmente, in parte per gli influssi di altre civiltà mediterranee, in parte per il pessimismo derivante dalle sconfitte subite nelle guerre.]
