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24.1 CARATTERI GENERALI DELL’ILLUMINISMO


1. ILLUMINISMO: COSA, DOVE E QUANDO

1. (A) Che cos’è stato l’Illuminismo?

[L’Illuminismo è stato un movimento culturale del ‘700 caratterizzato da una profonda fiducia nella ragione e nel progresso e dalla difesa della libertà di pensiero.]

2. (A) Dove nacque e si diffuse l’Illuminismo?

[L’Illuminismo affondava le sue radici nell’empirismo e nel giusnaturalismo inglesi del ‘600, ma si sviluppò soprattutto in Francia nel ‘700 (prima della Rivoluzione Francese) e da lì si irradiò in tutta Europa. L’empirismo è una dottrina filosofica secondo cui la conoscenza deriva primariamente dall’esperienza sensoriale. Il giusnaturalismo è una dottrina politica secondo cui tutti gli uomini, sin dalla nascita, sono titolari di diritti naturali individuali (tipicamente: il diritto alla vita e il diritto alla libertà). È doveroso accennare al fatto che l’Illuminismo è anche figlio del razionalismo cartesiano e del pensiero libertino di Pierre Bayle (ma approfondire questi temi travalica i limiti di questa lezione di carattere storico più che filosofico e introduttiva all’argomento).]

3. (B) Com’erano chiamati gli illuministi nel ‘700?

[Philosophes (parola francese).]

2. IL LUME DELLA RAGIONE

4. (A) Da dove deriva il termine “Illuminismo”?

[Il termine “Illuminismo” deriva da “lume”: gli illuministi ritenevano che la ragione, come una luce, rischiarasse le tenebre dell’ignoranza (l’oscurità). La metafora della luce per indicare questo movimento culturale è presente in quasi tutte le lingue europee; solo per fare degli esempi: in inglese Enlightenment; in francese Lumières; in tedesco Aufklärung; in spagnolo Ilustración.]

5. (B) Perché gli illuministi ritenevano che l’ignoranza fosse un male da combattere?

[Perché l’ignoranza comporta povertà materiale (senza progresso scientifico-tecnologico non c’è prosperità economica) e sudditanza (chi è ignorante si lascia facilmente manipolare e governare in modo tirannico). Solo la conoscenza posta al servizio dell’uomo può produrre progresso e portare al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i ceti sociali. La diffusione della conoscenza e l’educazione erano perciò considerate dagli illuministi il viatico per il progresso, il benessere e la felicità.]

6. (B) Da dove attingevano la fiducia nella ragione e nel progresso gli illuministi?

[In buona parte dai grandi e promettenti progressi della Rivoluzione Scientifica iniziata nel secolo precedente. Seguendo la ragione umana, Newton nel XVII secolo aveva scoperto le leggi fondamentali dell’universo; ora, pensavano gli illuministi, si trattava di usare la ragione anche in ogni altro ambito (non solo nella fisica e nell’astronomia) per costruire una società migliore.]

7. (C) Gli illuministi avevano fiducia nella ragione, ma questa fiducia era cieca e incondizionata?

[No, gli illuministi erano consapevoli dei limiti della ragione, ma, allo stesso tempo, ritenevano che la migliore guida al nostro pensare e al nostro agire fosse la ragione.]

3. LA BATTAGLIA FILOSOFICA DEGLI ILLUMINISTI

8. (A) Quali erano, secondo gli illuministi, oltre all’ignoranza, i mali da combattere e da estirpare facendo uso della ragione?

[Il dogmatismo, il principio di autorità, la tirannide, il fanatismo, la superstizione. Ricordiamo che un dogma è una presunta verità accettata come un articolo di fede, in modo acritico e senza discussione. Per principio di autorità si intende l’idea medievale che ci sono delle fonti (autori, come per esempio Aristotele, o testi, come per esempio la Bibbia) la cui autorevolezza non può essere messa in discussione; pertanto appellarsi a queste fonti ci permette di dirimere qualsiasi disputa teorica (è il principio che talvolta viene espresso con la locuzione latina ipse dixit).]

9. (A) Qual era l’atteggiamento dell’Illuminismo nei confronti della tradizione?

[Gli illuministi avevano un atteggiamento molto critico nei confronti della tradizione: facendo un uso spregiudicato e irriverente della ragione, mettevano in discussione qualsiasi “verità” dogmatica che venisse dalla tradizione religiosa o secolare (non religiosa). Per secoli tutto ciò che si era presentato come nuovo era stato guardato con sospetto da chi deteneva una qualche autorità morale, politica, religiosa, perché poteva mettere in discussione, scuotere o, addirittura, scardinare l’ordine su cui tale autorità si fondava (basti pensare alla paura della Chiesa di perdere la propria autorità di fronte all’avanzare della scienza moderna e al conseguente processo a Galileo). La tradizione, soprattutto quella religiosa, veniva vista come una rassicurante garanzia dello status quo cioè dell’ordine costituito, dell’equilibrio di potere esistente.]

10. (B) Qual era la forma di governo ideale, secondo gli illuministi?

[Gli illuministi avevano idee diverse in proposito (solo per fare degli esempi: Voltaire era per il dispotismo illuminato; Montesquieu per un costituzionalismo liberale; Rousseau per la sovranità popolare), ma su due punti concordavano tutti:

  1. il potere politico doveva essere laico (aconfessionale, separato da qualsiasi Chiesa);
  2. chi lo esercitava doveva fare uso della ragione nell’interesse della collettività dei governati. In altre parole, chi governava poteva anche essere un despota, purché fosse un despota illuminato, cioè non doveva reggere lo Stato in modo tirannico e arbitrario al solo scopo di mantenere una posizione di comando.]
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