25.1 CARATTERI GENERALI DEL DISPOTISMO ILLUMINATO
1. (A) Che cosa si intende per dispotismo illuminato?
[Una forma di assolutismo, che si affermò in alcuni Stati europei nel ‘700 sulla spinta dell’Illuminismo, in cui il sovrano imponeva dall’alto riforme di carattere illuministico in vari ambiti: politico, economico, religioso. Il dispotismo illuminato viene anche chiamato “dispotismo riformatore”.]
2. (B) Quale fu il rapporto tra gli illuministi e il dispotismo illuminato? [
- In alcuni casi, i philosophes furono chiamati dai sovrani come consiglieri e realmente ascoltati;
- in altri casi, i sovrani si appellarono agli ideali dell’Illuminismo solo per ammantare le loro riforme di un’ideologia allora in voga, ma non si fecero scrupolo di censurare quei philosophes che consideravano scomodi.]
3. (C) A prescindere dalla propaganda dei sovrani e dalla brama di onori e gloria di certi philosophes, la filosofia illuminista era davvero compatibile con il dispotismo illuminato? [
- Sicuramente la critica illuminista ai ceti privilegiati (nobiltà e clero) lo era, perché proprio i privilegi di tali ceti furono colpiti dalle riforme dei despoti illuminati;
- invece, la concentrazione dei poteri nelle mani di un solo individuo (il despota) mal si conciliava con l’anelito illuminista alla libertà di pensiero, di stampa…]
4. (A) I privilegi e le “libertà” di quali soggetti furono colpiti dalle riforme dei despoti illuminati?
[I privilegi della nobiltà e del clero, ma anche i privilegi delle corporazioni di mestiere e le autonomie delle città.]
5. (B) Le riforme promosse dai despoti illuminati in ambito fiscale a che cosa miravano?
[Ad aumentare le entrate dell’erario pubblico (cioè delle casse dello Stato), soprattutto perché, con la nascita degli eserciti permanenti (nel ‘700) e di un apparato burocratico centralizzato, le spese statali erano lievitate enormemente.]
6. (A) Quale istituto fu introdotto in ambito fiscale dai despoti illuminati nel ‘700?
[Il catasto, un registro di tutti i beni immobili (terreni e fabbricati), detenuti da privati all’interno del territorio di uno Stato, al fine di tassarli.]
7. (B) A che cosa miravano le riforme dei despoti illuminati nell’ambito della giustizia?
[Ad abolire o, quantomeno, limitare i privilegi giuridici dei nobili e degli ecclesiastici, che, nell’Ancien Régime, se commettevano un reato, godevano di immunità e venivano giudicati da tribunali di loro pari (i nobili da un tribunale di nobili; gli ecclesiastici da un tribunale ecclesiastico).]
8. (C) A quale dottrina politico-giuridica si richiamavano i despoti illuminati nel trattare il rapporto tra Stato e Chiesa?
[Si richiamavano al giurisdizionalismo.]
9. (B) Che cos’era il giurisdizionalismo?
[Una dottrina giuridico-politica, risalente al XVII secolo, che attribuiva agli Stati il diritto di intervenire nelle questioni di carattere economico e politico interne alla Chiesa. Il giurisdizionalismo si attestava su una posizione intermedia tra la teocrazia in cui la Chiesa svolge le funzioni di uno Stato e il cesaropapismo in cui la Chiesa segue, in qualsiasi materia, le direttive dello Stato.]
10. (A) In quali Paesi il dispotismo illuminato ebbe maggiore successo?
[In generale, nei Paesi in cui la nobiltà non oppose un’eccessiva resistenza o perché fu sconfitta o perché fu reclutata nell’apparato burocratico; in particolare, in Austria, Prussia, Svezia, e, in misura molto minore in Russia.]
