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26.5 LE DISUGUAGLIANZE ECONOMICO-SOCIALI


1. HONESTIORES E HUMILIORES

1. (A) Come erano distribuite le ricchezze dell’Impero romano?

[Erano concentrate nelle mani di una ristretta cerchia di persone, soprattutto latifondisti, alti funzionari statali, mercanti. A partire soprattutto dal II secolo d.C. si assistette ad una progressiva divaricazione (polarizzazione) tra una élite di ricchi e una massa crescente di poveri.]

2. (A) Come si chiamavano i due gruppi sociali in cui era divisa la popolazione nell’Impero romano? [

  1. Honesti o honestiores, il gruppo socialmente più alto;
  2. plebei o humiliores, il gruppo socialmente più basso.

I due gruppi non erano monolitici ma erano stratificati al loro interno. Gli honestiores comprendevano al loro interno: senatori, cavalieri, amministratori, mercanti, veterani (soldati che avevano ottenuto il congedo definitivo)… Gli humiliores comprendevano: disoccupati nullatenenti, ma anche artigiani e ricchi liberti…]

3. (C) Di che carattere era la differenza tra honestiores e humiliores?

[Di carattere socio-economico, ma anche giuridico. Non solo gli humiliores erano più poveri degli honestiores, ma sul piano giuridico gli humiliores subivano condanne ben più gravi di quelle subite dagli honestiores per lo stesso tipo di reato.]

4. (B) Era possibile passare dal gruppo degli honestiores a quello degli humiliores e viceversa, nell’Impero romano?

[Sì, la società romana non era cristallizzata in caste chiuse. Se un honestior si impoveriva poteva scendere tra gli humiliores; viceversa, un humilior che migliorava la sua condizione economica poteva salire di rango e ottenere i privilegi giuridici degli honestiores.]

5. (B) In quali attività lavorative era impiegata la maggior parte della plebe di Roma?

[La maggior parte era costituita da disoccupati oppure svolgeva piccoli lavoretti saltuari.]

6. (C) Perché la plebe di Roma era per la maggior parte disoccupata?

[Perché:

  1. i lavori venivano svolti perlopiù dagli schiavi;
  2. nel mondo antico non esisteva l’industria;
  3. nel mondo antico il “settore terziario” era molto ridotto rispetto ad oggi (non c’erano scuole pubbliche, ospedali, trasporti pubblici…).

La mancanza di industrie e le dimensioni ridotte del terziario rendevano le possibilità di occupazione assai limitate.]

7. (B) Di che cosa viveva la maggior parte della plebe romana in epoca imperiale?

[Primariamente delle elargizioni pubbliche di grano (annona) e delle donazioni di ricchi benefattori privati. Secondariamente era talvolta impiegati nell’edilizia pubblica o privata. In terzo luogo viveva di lavoretti saltuari e di espedienti. Poiché le condizioni di vita erano piuttosto precarie e miserevoli, ribellioni e sommosse erano frequenti, soprattutto nella città di Roma.]

2. L’EVERGETISMO

8. (B) Che cosa si intende per evergetismo?

[La prassi (pratica) diffusa, prima, nel mondo greco, e poi in quello romano, presso le persone benestanti di elargire (donare) parte delle loro ricchezze alla città o alla collettività. Per esempio, facevano costruire edifici pubblici finanziandoli con il loro denaro. I benefattori che praticavano l’evergetismo erano detti evergeti.]

9. (C) A quale scopo nell’antica Roma, molti individui benestanti praticavano l’evergetismo?

[Per averne in cambio onore e prestigio e guadagnarsi il consenso delle masse popolari.]

3. I COLLEGI

10. (C) Esistevano nell’antica Roma associazioni di lavoratori?

[Sì, i collegi.]

11. (C) Quali erano gli scopi dei collegi (le associazioni dei lavoratori) nell’antica Roma?

[Celebrare dei culti religiosi, festeggiare i compleanni, finanziare i funerali… Non erano delle associazioni di difesa dei lavoratori come i sindacati moderni (non esisteva qualcosa di simile ai sindacati nel mondo antico). Inoltre, lo Stato romano ne controllava strettamente le attività e talvolta li proibiva per timore che potessero trasformarsi in gruppi sovversivi.]

4. MISURE A FAVORE DEI CONTADINI

12. (C) Nel II secolo furono prese delle misure per alleviare la condizione di povertà dei contadini in Italia?

[Sì vari imperatori fecero approvare delle leggi a favore dei contadini italici, ma ebbero effetti molto limitati.]

13. (C) Quali furono alcuni dei provvedimenti che certi imperatori del II secolo d.C. presero a favore dei contadini italici immiseriti dalla crisi e dell’agricoltura italiana?

[Concessero prestiti agevolati, sgravi fiscali (meno tasse), posero dei limiti all’emigrazione all’estero, obbligarono i senatori a comprare terreni in Italia piuttosto che nelle province…]

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