3.12 VOCI IN DIFESA DEGLI INDIOS
1. BARTOLOMEO DE LAS CASAS
1. (B) Chi fu il missionario che più di ogni altro nel ‘500 denunciò le atrocità commesse dagli Spagnoli nei confronti degli Indios?
[Bartolomeo de Las Casas (1484-1566), un frate domenicano, che, prima di prendere i voti, era stato il capo di un’encomienda (encomendero). Le encomiendas erano le terre nelle colonie spagnole in America che il re di Spagna dava da amministrare a dei coloni che sfruttavano gli Indios senza pietà.]
2. (C) Con chi entrò in polemica Bartolomeo de Las Casas sulla natura degli Indios?
[Con Juan Ginés de Sepulveda, un umanista che, rifacendosi ad Aristotele, sosteneva che gli Indios erano inferiori per natura, e questo bastava a giustificare la loro riduzione in schiavitù. A Valladolid a metà del ‘500, ci fu un dibattito pubblico proprio tra Bartolomeo de Las Casas e Juan Ginés de Sepulveda sull’umanità o meno degli Indios.]
3. (B) Che cosa sosteneva Bartolomeo de Las Casas riguardo alle conversioni degli Indios da parte degli encomenderos?
[Sosteneva che le conversioni non dovessero essere imposte con la forza.]
4. (C) La considerazione che Bartolomeo de Las Casas aveva degli Indios fu ripresa da altri autori a lui contemporanei e successivi e contribuì a creare un mito; di quale mito si tratta?
[Del mito del “buon selvaggio”, ovvero del mito secondo cui i popoli che vivevano in modo primitivo, erano più buoni e felici dei popoli corrotti dalla civiltà e dal progresso tecnologico. Questo mito fu ampiamente sostenuto alcuni secoli dopo dal filosofo svizzero Jean Jacques Rousseau (1712-78). Ovviamente questo mito era tanto ingenuo quanto lo stigma degli Indios disumani era ingiusto e brutale.]
5. (B) Quale fu la reazione della Corona spagnola di fronte alle denunce di Bartolomeo de Las Casas delle atrocità commesse dai conquistatori nei confronti degli Indios?
[L’imperatore Carlo V, re di Spagna, nel 1542 emise le Leggi Nuove (le Leyes Nuevas).]
6. (B) Che cosa stabilivano le Leggi Nuove (le Leyes Nuevas) emanate nel 1542 dall’imperatore Carlo V?[
- Vietavano la riduzione in schiavitù degli Indios;
- ridimensionavano il potere degli encomenderos (proibendo la trasmissione dell’encomienda in eredità ai loro successori);
- stabilivano che l’evangelizzazione dovesse avvenire senza coercizione]
7. (C) Che cosa pensava Bartolomeo de Las Casas dell’importazione degli schiavi neri dall’Africa nelle colonie spagnole in America in sostituzione degli Indios?
[Era d’accordo perché li riteneva più capaci di resistere alla fatica. Questa posizione di Bartolomeo de Las Casas a noi oggi può sembrare contraddittoria rispetto alla sua difesa nei confronti degli Indios; tuttavia, per essere capita, non va letta attraverso il prisma dei valori contemporanei, ma va calata nel contesto storico dell’autore. In tale contesto le idee sulla schiavitù dei neri erano accettate e indiscusse anche presso gli uomini di Chiesa, mentre quelle sul trattamento umano degli Indios erano rivoluzionarie. Negli ultimi anni della sua vita, tuttavia, Bartolomeo de Las Casas ritrattò il suo iniziale consenso all’importazione e alla schiavitù degli africani.]
2. MICHEL DE MONTAIGNE
8. (B) Quale pensatore francese del XVI secolo trasse spunto dall’incontro-scontro tra Europei e nativi americani per mettere in discussione le tradizionali idee di civiltà e barbarie che circolavano alla sua epoca?
[Michel de Montaigne (1533-1592).]
9. (B) Che cosa affermava Montaigne riguardo alla barbarie?
[Che ciascuno considera barbaro ciò che non fa parte degli usi e costumi del suo Paese di provenienza: “Mi sembra che in quel popolo [gli Indios] non vi sia nulla di barbaro e di selvaggio […] se non che ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi; sembra infatti che noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea delle opinioni e degli usi del Paese in cui siamo. Ivi è sempre la perfetta religione, il perfetto governo, l’uso perfetto e compiuto di ogni cosa.”.]
