3.11 SHOCK CULTURALE ED EVANGELIZZAZIONE FORZATA
1. LO SHOCK CULTURALE
1. (A) Abbiamo visto che le popolazioni precolombiane rimasero scioccate dall’arrivo degli Europei, che seminavano ovunque terrore e morte, che cavalcavano animali mai visti prima (i cavalli), avevano armi che sputavano fuoco e sembravano immortali come dèi. Anche gli Europei subirono uno shock dall’incontro con i nativi americani?
[Sì, soprattutto perché erano gli abitanti di un intero continente di cui la Bibbia non faceva menzione: com’era possibile che Dio non si fosse rivelato tramite suo figlio Cristo a milioni di persone?! Com’era possibile che dalla Bibbia si potesse dedurre l’esistenza di tre continenti (Europa, Asia, Africa), ma non di un intero continente come l’America?!]
2. (B) Anche altri popoli, oltre alle popolazioni precolombiane, non avevano conosciuto la parola del Dio biblico (pagani precristiani, Indiani dell’India, Cinesi…), eppure agli occhi degli Europei non rappresentavano un enigma scioccante come le popolazioni precolombiane; perché?
[Perché tutti questi popoli in qualche modo potevano essere considerati discendenti del personaggio biblico, Noè, perciò, anche se avevano dimenticato la Parola di Dio, la loro presenza nel mondo rientrava in quello che sembrava un disegno escatologico, cioè un progetto divino. Secondo il mito biblico del Diluvio Universale, i tre figli di Noè (Sem, Cam e Iafet) erano i capostipiti dei tre grandi popoli che abitavano la Terra: Sem era il capostipite degli Ebrei (da cui il termine “Semiti”); Cam era il capostipite degli Arabi ma anche di popoli africani (Egiziani, Etiopi…, i cosiddetti popoli “camiti”); Iafet era il capostipite dei popoli dell’Asia Minore, dell’Europa e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.]
3. (C) Quale spiegazione coerente con il racconto biblico tentarono di dare i cristiani nel ‘500 dell’esistenza delle popolazioni precolombiane mai direttamente menzionate nell’Antico Testamento?
[Quella secondo cui erano discendenti delle dieci tribù d’Israele che, dopo essere state deportate a Babilonia, avevano attraversato l’Eufrate e si erano dirette verso Oriente; da lì poi sarebbero migrate in America cambiando lingua e abitudini.]
4. (C) Per quali aspetti i popoli precolombiani scioccarono gli Europei del ‘500, oltre che per il fatto di non essere contemplati nella Bibbia?[
- Per il fatto che alcune popolazioni delle isole caraibiche non adoravano alcuna divinità;
- per l’antropofagia (cannibalismo);
- per i sacrifici umani.
In realtà molte popolazioni caraibiche erano animiste, cioè credevano che fenomeni naturali fossero animati da spiriti, ma l’animismo per i cristiani dell’epoca non era una forma di religione. Inoltre nel ‘500 gli Europei non si rendevano conto che l’antropofagia e i sacrifici umani degli amerindi facevano parte di riti religiosi; di queste pratiche vedevano solo l’aspetto brutale e disumano.]
5. (C) Quali dubbi sorsero tra gli Europei nel ‘500 riguardo all’identità degli Indios?
[Il dubbio se fossero esseri umani dotati di un’anima oppure se fossero degli animali dalle sembianze umane.]
2. L’EVANGELIZZAZIONE FORZATA
6. (A) Di fronte al fatto che i popoli precolombiani ignorassero la Bibbia, praticassero l’antropofagia e i sacrifici umani, come reagirono i colonizzatori europei?
[Decisero di sradicare le pratiche “disumane” degli indigeni e di evangelizzarli anche a forza.]
7. (C) Quale affermazione dell’Apocalisse diede un notevole impulso all’evangelizzazione delle popolazioni amerinde?
[Quella secondo cui la fine dei tempi e il giudizio universale si sarebbero verificati quando tutti i popoli della Terra avessero conosciuto la Parola di Dio.]
8. (B) Da quali ordini religiosi provenivano i missionari che si adoperarono per evangelizzare gli Indios?
[Inizialmente erano francescani e domenicani, poi con la nascita della Compagnia di Gesù, anche gesuiti.]
9. (C) Da chi venivano scelti i missionari spagnoli, che venivano inviati nel Nuovo Mondo nel ‘500 a fare opera di proselitismo?
[Direttamente dal re di Spagna.]
10. (B) Che conseguenze ebbe sulla cultura indigena l’opera di evangelizzazione forzata delle popolazioni amerinde?
[La scomparsa di buona parte della cultura amerinda; oggetto della furia iconoclasta dei missionari furono, in particolare, i testi scritti e i templi (sopravvissero quei templi che erano stati abbandonati da secoli e che non erano visibili perché erano sepolti dalla vegetazione).]
11. (C) L’opera di evangelizzazione forzata delle popolazioni precolombiane da parte di missionari cristiani europei si rivelò efficace?
[Non tanto: in molti casi i missionari ottennero solo delle conversioni di facciata: gli indigeni continuavano a praticare di nascosto i loro culti.]
3. IL REQUERIMIENTO
12. (C) Che cos’era il requerimiento?
[Era un documento che i conquistatori spagnoli leggevano a gruppi di Indios riuniti per l’occasione in un luogo pubblico: con esso si invitavano a riconoscere il papa come Signore del mondo e, in sua vece, il re di Spagna.]
13. (C) In che lingua era scritto e veniva recitato il requerimiento?
[In spagnolo o in latino, lingue che gli Indios non erano in grado di comprendere.]
14. (C) Quale avvertimento agli Indios era contenuto nella parte finale del requerimiento?
[Quello che, se non avessero obbedito all’intimazione di sottomettersi al papa e al re di Spagna, la responsabilità delle uccisioni e distruzioni che ne sarebbero seguite sarebbe ricaduta tutta su di loro, non sugli Spagnoli. La parola requerimiento significa “intimazione”.]
