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30.1 LA RIVOLUZIONE FRANCESE: UN EVENTO EPOCALE


1. LO SPARTIACQUE TRA ETÀ MODERNA E ETÀ CONTEMPORANEA

1. (A) Qual è la data simbolo dello scoppio della Rivoluzione Francese?

[Il 14 luglio 1789, il giorno della presa della Bastiglia. Per questa ragione il 14 luglio in Francia è festa nazionale.]

2. (A) Convenzionalmente gli storici considerano la Rivoluzione Francese un evento spartiacque tra due epoche, quali?

[L’Età Moderna e l’Età Contemporanea (con la Rivoluzione Francese finisce l’Età Moderna e inizia l’Età Contemporanea).]

2. UNA RIVOLUZIONE CONTRO L’ANCIEN RÉGIME

3. (A) Che nome dette la Rivoluzione Francese alla società e alla politica che la Rivoluzione Francese stessa spazzò via?

[Ancien Régime (pronuncia: ansièn regìm).]

4. (A) Da cosa era caratterizzato, a livello politico e sociale, l’Ancien Régime? [

  1. Dall’assolutismo, cioè dal principio che il sovrano è al di sopra della legge;
  2. dall’alleanza fra “trono e altare”;
  3. dai privilegi di alcuni soggetti sociali e attori politici.]

5. (B) Che cosa contrappose la Rivoluzione Francese all’assolutismo?

[Contrappose lo Stato di diritto, cioè il principio che nessuno è al di sopra della legge, ma tutti devono sottostare ad essa, compreso il sovrano.]

6. (B) Che cosa significa che nell’Ancien Régime c’era un’alleanza fra “trono e altare”?

[Significa che c’era un’alleanza tra la monarchia e la Chiesa, alleanza che si fondava sul fatto che si riteneva che il re ricevesse il diritto di governare da Dio (“re per grazia divina”).]

7. (A) Che cosa contrappose la Rivoluzione Francese al principio che il sovrano è tale per grazia divina?

[L’idea che la sovranità appartiene al popolo e che, se la forma di governo è la monarchia, il sovrano è legittimato a governare non da Dio o dalla Chiesa, ma da un’assemblea che rappresenta il popolo e che è la sola istituzione alla quale egli deve rispondere del suo operato. La Rivoluzione Francese quindi operò una secolarizzazione (laicizzazione) della politica. È bene ricordare che già le rivoluzioni inglesi avevano sancito il principio che la sovranità appartiene al popolo.]

8. (A) Chi è che godeva di determinati privilegi nell’Ancien Régime?

[Non i singoli individui in quanto tali, ma vari “corpi intermedi”: fra i ceti sociali, la nobiltà e il clero; certe corporazioni; alcune città… I singoli individui in quanto tali non godevano di alcun diritto. Chi, come le donne o i mendicanti, non faceva parte di alcun corpo sociale, corporazione professionale o istituzione territoriale protetta da delle leggi specifiche, era soggetto all’arbitrio, alle angherie e alle prepotenze degli altri.]

9. (A) Che cosa contrappose la Rivoluzione Francese alla società divisa in corpi intermedi (come ordini sociali o città) che godevano di determinati privilegi?

[L’idea che la legge è uguale per tutti e che i diritti sono universali.]

10. (C) Su che base la Rivoluzione Francese affermava che la legge è uguale per tutti?

[Sulla base del fatto che è espressione del Parlamento che rappresenta l’intera nazione. Era un’idea che derivava da Rousseau.]

11. (C) Si può dire che la Rivoluzione Francese, pur contrapponendosi all’assolutismo, paradossalmente ha portato a compimento uno degli obiettivi principali dell’assolutismo stesso?

[Sì, quello di scardinare la società feudale basata sui privilegi e di porre tutti i sudditi (o i cittadini, a seconda della forma di governo) sullo stesso piano di fronte alla legge (anche se nell’assolutismo il sovrano rimaneva al di sopra di essa). Il comune nemico dell’assolutismo e della Rivoluzione Francese era la società feudale divisa in centri di potere separati (feudi, corporazioni, città-Stato…). La Rivoluzione portò a compimento un processo iniziato dall’assolutismo: abbattere il feudalesimo.]

3. IL TRIONFO DELLA BORGHESIA

12. (A) La Rivoluzione Francese segnò il trionfo di quale ceto sociale?

[Della borghesia. Il popolo, inteso come i ceti sociali più bassi, partecipò a momenti importanti della Rivoluzione Francese (come la presa della Bastiglia, o la “Grande Paura” dell’estate 1789), ma non ne guadagnò vantaggi duraturi.]

13. (B) Quale diritto particolarmente caro alla borghesia fu sancito dalla Rivoluzione Francese e fu preservato in Francia e in altri Paesi anche in epoca successiva?

[Il diritto di proprietà.]

4. LIBERTÀ, UGUAGLIANZA, FRATERNITÀ

14. (A) Quali furono i tre princìpi sbandierati dalla Rivoluzione Francese che ne divennero anche il motto?

[Libertà, uguaglianza, fraternità (liberté, égalité, fraternité).]

15. (B) Come cambiò il significato della parola “libertà” con la Rivoluzione Francese?

[Con libertà (al plurale), fino ad allora, ci si era riferiti ai privilegi di certi ceti sociali, mentre con la Rivoluzione Francese la parola finì per indicare la libertà di ogni uomo di esprimere le proprie opinioni e di comportarsi come voleva nel rispetto delle leggi.]

16. (B) Quale tipo di uguaglianza si affermò con la Rivoluzione Francese?

[L’uguaglianza formale, cioè l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge; non l’uguaglianza sostanziale, ovvero l’uguaglianza sociale che viene garantita dallo Stato che interviene a livellare le disuguaglianze economiche tassando i ricchi e dando sussidi ai poveri.]

17. (C) Quale idea simbolica di fraternità emerse con la Rivoluzione Francese?

[Quella dei cittadini come fratelli che si emancipano dal padre/sovrano; i re assoluti, prima di allora, si erano sempre atteggiati a padri che avevano responsabilità di comando sui figli; adesso i figli/fratelli si ribellavano al padre/tiranno.]

5. IL PROTOTIPO DELLE RIVOLUZIONI SUCCESSIVE

18. (C) La Rivoluzione Francese costituì il prototipo di quali rivoluzioni successive?

[Tutte le rivoluzioni successive si ispirarono a quella francese, compresa la Rivoluzione Russa del 1917, nonostante quest’ultima fosse una rivoluzione fatta in nome del proletariato e non della borghesia.]

19. (B) Con la Rivoluzione Francese come cambiò il significato della parola “rivoluzione” rispetto alle epoche precedenti?

[La parola “rivoluzione” assunse il significato che ha ancora oggi: quello di un rivolgimento strutturale di un assetto politico, sociale ed economico ben consolidato e della costruzione di un ordine politico, sociale ed economico totalmente nuovo. Originariamente il termine “rivoluzione” afferiva esclusivamente all’ambito astronomico e indicava il ritorno di un corpo celeste al punto di partenza (per esempio il moto di rivoluzione della terra intorno al Sole). Nel XVII secolo iniziò ad essere usato anche per riferirsi a un generico mutamento politico. Con la cacciata di Giacomo II Stuart e l’ascesa al trono di Guglielmo d’Orange, il termine assunse il duplice significato di cambiamento e di ritorno ciclico al passato (con il nuovo re, infatti, furono ripristinate le antiche prerogative del Parlamento).]

20. (C) Quale idea della storia venne rifiutata dai protagonisti della Rivoluzione Francese?

[L’idea della storia come un ciclo di corsi e ricorsi; a questa concezione veniva contrapposta quella della storia come un progresso: la rivoluzione rappresentava un progresso rispetto all’Ancien Régime, e non costituiva affatto un ritorno ad un passato edenico.]

6. LA RIVOLUZIONE FRANCESE E L’ILLUMINISMO

21. (A) Quali furono i rapporti tra l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese?

[Non si può certo ridurre il legame tra l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese a un mero rapporto di causa effetto, ma è indubbio che le idee illuministiche ebbero un notevole influsso sulla Rivoluzione Francese.]

22. (C) Quanti furono i philosophes che presero parte attiva alla Rivoluzione Francese?

[Nel 1789 allo scoppio della rivoluzione i grandi philosophes erano tutti morti, tranne Condorcet.]

23. (B) In che modo l’Illuminismo influenzò la Rivoluzione Francese?

[Al di là delle singole idee, come il principio della divisione dei poteri di Montesquieu o l’idea rousseauiana della sovranità popolare, furono le innumerevoli e corrosive critiche illuministiche al potere a preparare il terreno per la rivoluzione. Queste critiche plasmarono l’opinione pubblica, la resero pronta a passare dalle parole ai fatti, dalla polemica politica alla rivoluzione.]

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