30.8 GLI ASSEGNATI, LA COSTITUZIONE CIVILE DEL CLERO, I PRETI REFRATTARI
1. LA REQUISIZIONE DEI BENI ECCLESIASTICI
1. (A) Perché l’Assemblea Nazionale Costituente decise di confiscare tutte le proprietà e i beni ecclesiastici?
[Per venderli e con il ricavato ripianare il debito pubblico (non dimentichiamoci che uno dei compiti principali dell’Assemblea Nazionale Costituente era, oltre a quello di scrivere una nuova Costituzione, quello di risolvere la questione finanziaria). Inutile aggiungere che l’Assemblea Nazionale Costituente non nutriva particolari simpatie per il clero, che nell’Ancien Régime aveva rappresentato uno dei due ceti privilegiati.]
2. (B) Come avveniva la vendita dei beni sottratti dall’Assemblea Costituente al clero?
[Era una vendita all’asta tramite il sistema degli assegnati.]
3. (B) Che cos’erano gli assegnati?
[Erano dei buoni che fungevano da titoli di debito pubblico, con cui chi li possedeva poteva aggiudicarsi, a un prezzo di favore, un bene che era stato confiscato alla Chiesa dall’Assemblea Nazionale Costituente. Ricordiamo che un titolo di debito pubblico è un documento che attesta che lo Stato ha un debito nei confronti di un soggetto che gli ha prestato del denaro. Esempio: l’Assemblea Costituente requisisce il convento X e i suoi terreni; lo valuta 300.000 franchi ed emette un buono, chiamato “assegnato”, del valore nominale di 300.000 franchi garantito dal convento X. Tizio presta allo Stato tramite l’Assemblea Costituente 300.000 franchi e ottiene in cambio l’assegnato dal valore nominale di 300.000 franchi. Poi il convento X viene venduto all’asta e Tizio ha il diritto di comprarlo in cambio dell’assegnato. Se Tizio esercita questo suo diritto, ottiene il convento X e lo Stato non ha più obblighi nei suoi confronti.]
4. (C) Che cosa poteva fare il cittadino che aveva ricevuto degli assegnati in cambio di una somma di denaro prestata allo Stato, in alternativa ad esercitare il suo diritto di acquistare un corrispondente bene confiscato alla Chiesa?
[Poteva decidere di vendere l’assegnato a chi era disposto a comprarlo. Esempio: Per tornare all’esempio della domanda precedente, supponiamo che Tizio non sia interessato ad acquisire il convento X; in questo caso ha il diritto di vendere l’assegnato ad una cifra che può essere diversa dal valore nominale dell’assegnato stesso; per esempio Caio potrebbe essere interessato a comprare quell’assegnato per 320.000 franchi, perché, per quella cifra, è disposto a comprare il convento X all’asta. Caio compra da Tizio l’assegnato dal valore nominale di 300.000 franchi e si presenta all’asta per aggiudicarsi il convento X. Naturalmente non è detto che sarà Caio ad ottenere il convento X, perché magari Sempronio fa un’offerta di 350.000 franchi ed è lui ad aggiudicarselo.]
5. (B) Quale problema si venne a determinare con gli assegnati?
[Ben presto gli assegnati cominciarono a circolare sempre più spesso come cartamoneta sganciata dal valore della proprietà ecclesiastica; ma questo comportò una svalutazione degli assegnati ed una conseguente crescita dell’inflazione.]
2. LA COSTITUZIONE CIVILE DEL CLERO
6. (C) Quando fu votata la Costituzione Civile del Clero dall’Assemblea Nazionale Costituente?
[Il 12 luglio 1790.]
7. (A) Quali erano i punti fondamentali della Costituzione Civile del Clero? [
- Il Cattolicesimo cessò di essere religione di Stato, ma conservò il privilegio di essere l’unica religione le cui cerimonie potevano essere celebrate pubblicamente (altre religioni erano ammesse ma il loro culto doveva essere praticato in privato);
- i vescovi e i parroci dovevano essere eletti da assemblee elettive locali.]
8. (B) Quale fu la posizione del papa a proposito della confisca dei beni ecclesiastici e della Costituzione Civile del Clero?
[Il papa (Pio VI) condannò entrambe (nel 1791).]
3. I PRETI REFRATTARI
9. (B) A partire dal novembre del 1790, a quali obblighi furono sottoposti tutti gli ecclesiastici in Francia?
[Furono obbligati a giurare fedeltà sulla Costituzione, pena la sospensione dalle proprie funzioni come tutti i funzionari pubblici; in cambio gli veniva garantito uno stipendio. Era una misura che tendeva ad eliminare il controllo del Papa sulla Chiesa francese, come già avevano tentato di fare vari sovrani di Francia.]
10. (A) Com’erano chiamati i preti che si rifiutavano di giurare fedeltà allo Stato rivoluzionario francese?
[Preti refrattari; mentre quelli che giuravano fedeltà allo Stato erano detti “costituzionali” o “giurati”.]
11. (C) Quanti furono i vescovi e i preti refrattari in Francia?
[La stragrande maggioranza dei vescovi era refrattaria (130 contro 7 costituzionali), come pure un po’ più della metà dei preti (chiaramente per i preti era più difficile che per i vescovi rinunciare allo stipendio statale perché non avevano altre entrate con cui sostentarsi). Molti preti refrattari fuggirono all’estero.]
12. (C) Quale trattamento fu riservato ai preti refrattari?
[Inizialmente non furono perseguitati, ma potevano celebrare messa solo privatamente, così come solo privatamente potevano celebrare i loro culti gli Ebrei e i protestanti. In alcuni momenti della rivoluzione furono fatti oggetto di persecuzioni, come durante i massacri di settembre del 1792.]
