31.9 DALLA CAMPAGNA DI RUSSIA A WATERLOO
1. LA CAMPAGNA DI RUSSIA
1. (A) In che anno avvenne la Campagna di Russia di Napoleone?
[Nel 1812.]
2. (C) Quale pretesto addusse Napoleone per attaccare la Russia?
[Il fatto che la Russia decise ufficialmente di non rispettare più il Blocco Continentale. La Russia esportava grano e legname in Inghilterra e il Blocco Continentale rappresentava un danno enorme per la sua economia, pertanto nel 1812 lo zar Alessandro I decise di riprendere i commerci con il più grande nemico della Francia.]
3. (A) Quale fu l’esito della Campagna di Russia di Napoleone?
[Napoleone subì una terribile disfatta. Aveva messo in piedi un esercito di oltre 600.000 uomini (la Grande Armata), ma ne sopravvissero meno di 100.000.]
4. (C) Di quale nazionalità erano i soldati dell’esercito napoleonico nella Campagna di Russia?
[La metà erano Francesi, mentre l’altra metà era costituita da soldati provenienti dai vari Paesi soggiogati da Napoleone. Per questo i Russi lo definirono “l’esercito delle 20 nazioni e delle 12 lingue”.]
5. (A) Quale tattica adottarono i Russi guidati dal generale Kutuzov contro l’esercito invasore di Napoleone?
[La ritirata strategica e la tecnica della terra bruciata: i Russi evitavano gli scontri frontali contro l’esercito napoleonico. Si ritiravano verso l’interno, bruciando i villaggi e i depositi di viveri, in modo da non lasciare approvvigionamenti al nemico. Quando le truppe napoleoniche arrivarono a Mosca trovarono una città abbandonata e data alle fiamme. Non avendo viveri, ed essendo il terribile inverno russo ormai alle porte, Napoleone ordinò la ritirata.]
6. (B) Da chi furono decimate le truppe napoleoniche in ritirata durante la Campagna di Russia?
[Dai cosacchi che li attaccavano alle spalle, dal freddo (il cosiddetto “Generale Inverno”), dalla fame e dalle malattie. Le truppe napoleoniche non erano equipaggiate per affrontare l’inverno: erano partite in giugno e Napoleone contava di mettere in ginocchio la Russia entro la fine dell’estate.]
7. (C) Quale fiume tentavano di guadare le truppe napoleoniche in ritirata dalla Russia, quando furono attaccate alle spalle dai cosacchi e subirono una pesantissima sconfitta?
[La Beresina (un fiume dell’attuale Bielorussia).]
2. LA BATTAGLIA DI LIPSIA
8. (B) Quale sfida dovette affrontare Napoleone Bonaparte una volta rientrato in Francia dopo la disfatta subita nella Campagna di Russia?
[Una nuova coalizione anti-francese costituita da Inghilterra, Austria, Prussia, Svezia e Russia (era la sesta coalizione anti-francese).]
9. (A) Quale fu lo scontro decisivo nella guerra di Napoleone reduce dalla Campagna di Russia contro la coalizione anti-francese?
[La Battaglia di Lipsia.]
10. (A) Dove si trova Lipsia?
[In Germania: in Sassonia, per l’esattezza.]
11. (A) In che anno avvenne la Battaglia di Lipsia tra Napoleone e la coalizione anti-francese?
[Nel 1813.]
12. (A) Quale fu l’esito della Battaglia di Lipsia?
[Napoleone subì una pesantissima sconfitta. Era la sua prima sconfitta in campo aperto sulla terraferma.]
13. (A) Con quale altro nome è passata alla storia la battaglia di Lipsia?
[La Battaglia delle Nazioni, perché vi parteciparono eserciti di parecchi Paesi europei.]
14. (A) Quali furono le principali conseguenze della Battaglia di Lipsia? [
- I Paesi europei furono liberati dal giogo napoleonico;
- Napoleone fu costretto ad abdicare e ad andare in esilio;
- in Francia fu restaurata la monarchia.]
15. (A) Dove fu inviato in esilio Napoleone dopo la sconfitta di Lipsia?
[All’isola d’Elba, la principale isola dell’Arcipelago toscano.]
16. (B) Chi fu posto sul trono di Francia nel 1814, dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia?
[Luigi XVIII di Borbone, fratello di Luigi XVI, il re che era stato ghigliottinato durante la Rivoluzione Francese.]
3. I CENTO GIORNI E LA SCONFITTA DI WATERLOO
17. (A) Che cosa fece Napoleone dopo essere stato esiliato all’Elba?
[Nel 1815 riuscì a fuggire dall’isola con un migliaio di fedelissimi e a rientrare in Francia.]
18. (B) Una volta rientrato in Francia dal suo esilio all’isola d’Elba, che cosa accadde a Napoleone?
[Riuscì a tornare a Parigi senza combattere perché l’esercito francese che gli fu inviato contro si schierò dalla sua parte. Nel frattempo Luigi XVIII di Borbone, che l’anno prima era stato insediato sul trono di Francia dalla coalizione che aveva sconfitto Napoleone a Lipsia, era fuggito in Belgio.]
19. (B) Che cosa si intende con l’espressione “i 100 giorni” con riferimento a Napoleone?
[L’arco di tempo che va dalla sua fuga dall’isola d’Elba alla sua definitiva sconfitta.]
20. (B) Dove si trovavano i sovrani e capi di Stato europei durante i 100 giorni di Napoleone?
[Erano riuniti a Vienna in un congresso in cui si proponevano di ridisegnare la carta politica europea in vista della sconfitta di Napoleone (Congresso di Vienna).]
4. WATERLOO
21. (A) In quale battaglia Napoleone venne definitivamente sconfitto dalla coalizione anti-francese?
[Nella Battaglia di Waterloo.]
22. (A) In che anno avvenne la battaglia di Waterloo?
[Nel 1815.]
23. (A) Dove si trova Waterloo?
[In Belgio.]
24. (A) Da chi era formata la coalizione che sconfisse Napoleone nella Battaglia di Waterloo?
[Da Inglesi e Prussiani.]
25. (B) Da chi erano comandate le truppe anglo-prussiane che sconfissero Napoleone nella Battaglia di Waterloo?
[Dal Duca di Wellington, un generale britannico.]
5. SANT’ELENA
26. (A) Che fine fece Napoleone dopo la sconfitta di Waterloo?
[Fu deportato all’Isola di Sant’Elena.]
27. (B) Dove si trova l’isola di Sant’Elena, dove fu mandato in esilio Napoleone dopo la sconfitta di Waterloo?
[Nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste africane. Era un’isola dalla quale non era facile fuggire come dall’isola d’Elba.]
28. (B) Per quanto tempo Napoleone rimase all’isola di Sant’Elena?
[Fino alla sua morte, avvenuta il 5 maggio 1821.]
29. (C) Quale scrittore italiano ha dedicato un’ode a Napoleone in occasione del suo decesso?
[Alessandro Manzoni, l’autore dei Promessi Sposi. L’ode s’intitola Il Cinque maggio.]
6. DIGRESSIONE FINANZIARIA SULLA SCONFITTA DI NAPOLEONE
30. (B) Da un punto di vista finanziario, il conflitto tra la Gran Bretagna e la Francia di Napoleone fu uno scontro tra due sistemi finanziari molto diversi; quali?
[Quello britannico che si fondava sul debito, finanziato attraverso l’emissione di titoli di Stato (i consol), e quello francese che si fondava sulla tassazione delle popolazioni sottomesse. Il primo si rivelò vincente, il secondo perdente.]
31. (C) Quale famiglia di banchieri fu determinante, grazie ai suoi prestiti, nel finanziare l’esercito britannico guidato da Wellington che sconfisse Napoleone a Waterloo?
[La famiglia ebraica dei Rotschild.]
32. (C) La famiglia Rothschild trasse dei benefici finanziari dalla vittoria britannica a Waterloo?
[No, anzi rischiò la bancarotta, nonostante questa famiglia fosse stata determinante nel finanziare l’esercito inglese che aveva sconfitto Napoleone a Waterloo. Tuttavia attraverso una successiva operazione molto azzardata, i Rotschild riuscirono a evitare il fallimento e a guadagnare una montagna di soldi. Vediamo più nei dettagli come andarono le cose. Prevedendo che la guerra contro Napoleone sarebbe durata a lungo, i Rothschild acquistavano oro in grande quantità nei vari mercati finanziari europei e lo importavano in Inghilterra aggirando il blocco navale imposto da Napoleone. Questo oro, che essi prestavano al governo britannico, serviva a pagare l’esercito. Quando, però, dopo Waterloo la guerra finì molto prima del previsto, i Rothschild si trovarono tra le mani una montagna d’oro, che, non essendo più richiesto per finanziare l’esercito, di lì a poco si sarebbe svalutato. Rischiavano la bancarotta. Ciò nonostante, Nathan Rothschild trovò una via d’uscita. Previde che, con la fine della guerra, il debito pubblico inglese si sarebbe ridotto e, in conseguenza di ciò, il valore dei titoli di Stato britannici (i consol) sarebbe lievitato. Allora, subito dopo Waterloo, si mise a comprare titoli del debito pubblico inglese in grande quantità. Le cose andarono come egli aveva previsto: nel giro di un anno il prezzo dell’oro crollò, mentre quello dei titoli di Stato ebbe un’impennata. Quando gli sembrò che il valore dei titoli del debito pubblico si fosse approssimato sufficientemente al culmine della sua parabola, cominciò a venderli e ne ricavò una fortuna (circa 600 milioni di sterline).]
