4.2 I FATTORI DELLA PRODUZIONE
1. CHE COSA SONO I FATTORI PRODUTTIVI
1. (A) Che cosa sono i fattori produttivi?
[Se immaginiamo il processo produttivo come uno scatolone in cui entrano input ed escono output, i fattori produttivi sono gli input (mentre i prodotti sono gli output).]
2. (A) Quali sono i fattori della produzione (o fattori produttivi)?
[Sono:
- la terra (o natura);
- il capitale;
- il lavoro.]
3. (A) Come sono anche chiamati i fattori produttivi (o fattori della produzione)?
[Risorse o risorse primarie di un processo di produzione.]
2. LA TERRA
4. (A) Che cos’è la terra (o natura) intesa come fattore di produzione?
[I terreni e le risorse naturali (in particolare, le risorse energetiche, minerarie e idriche). In alcuni testi il fattore produttivo terra è chiamato “risorse naturali”.]
5. (C) A che cosa servono i terreni come fattori produttivi?
[Possono servire per l’agricoltura, per l’allevamento, per costruirvi case, stabilimenti industriali, uffici…]
6. (A) Quali sono i due tipi fondamentali di risorse naturali?
[Le risorse energetiche (come gas, petrolio, acqua, vento…) e le risorse non energetiche (come la fauna, i minerali, il legname, l’acqua…). Risorse come l’acqua possono essere risorse energetiche o non energetiche a seconda dell’uso che se ne fa (nel caso dell’acqua, se viene usata per produrre energia elettrica, è una risorsa energetica; se invece viene usata per lavarsi o dissetarsi, non lo è).]
7. (B) Qual è la caratteristica di fondo della terra intesa come fattore produttivo?
[Il suo non essere riproducibile: i terreni e le risorse naturali disponibili non possono essere aumentate. Tuttavia, per quanto riguarda i terreni, non mancano le eccezioni: i terreni paludosi, per esempio, possono essere bonificati, e quelli sterili possono essere resi fertili grazie a sofisticate tecniche di irrigazione…]
8. (B) Il fattore produttivo terra, inteso come terreni e risorse energetiche e non, sarà sempre in grado di rispondere ai bisogni della popolazione mondiale?
[Non lo sappiamo: il rischio è che l’inquinamento e il consumo di risorse da parte di una popolazione mondiale in rapida crescita portino a degli squilibri devastanti per l’umanità. La speranza è che la tecnologia e l’adozione di un modello di produzione e di consumo più responsabili possano rallentare o invertire questa tendenza.]
9. (C) Chi è l’autore che per primo teorizzò che la popolazione cresce più velocemente delle risorse, al punto che le risorse ciclicamente diventano insufficienti a sostentare l’intera popolazione?
[Thomas Robert Malthus (1766-1834). Le sue previsioni erano particolarmente pessimistiche, ma furono smentite dal progresso tecnico-industriale e medico-sanitario che permise alle risorse energetiche e alimentari di aumentare enormemente, così che la popolazione mondiale nei due secoli successivi crebbe a livelli inaspettati all’epoca di Malthus. Per lungo tempo si è pensato, quindi, che le teorie dell’economista e demografo inglese valessero solo per l’epoca preindustriale. Oggi, tuttavia, di fronte ai cambiamenti climatici, all’inquinamento massivo, alla drastica riduzione degli idrocarburi (carbone, gas e petrolio) e all’enorme aumento della popolazione mondiale, le teorie di Malthus stanno tornando in voga.]
10. (C) Oggi con “terra” ci si riferisce in primo luogo alle risorse naturali e solo secondariamente ai terreni destinati alla coltivazione o alla costruzione di edifici e impianti; perché allora si usa il termine “terra” per indicare il primo dei tre fattori produttivi?
[Perché la tripartizione dei fattori produttivi fu teorizzata nel XVIII secolo quando l’economia era ancora prevalentemente agricola e l’industrializzazione era ai suoi esordi: a quell’epoca la terra contava molto più di risorse come i minerali di ferro o il carbone.]
3. IL CAPITALE
3.1 IL CAPITALE COME FATTORE PRODUTTIVO
11. (B) Che cos’è il capitale come fattore produttivo?
[Sono i beni prodotti dall’uomo che non vengono consumati, ma vengono utilizzati per produrre beni di consumo futuri.
Esempio: una macchina che produce chiodi (tale macchina è un bene strumentale che produce qualcosa che verrà venduto e utilizzato come bene di consumo: i chiodi).
Attenzione: nel linguaggio ordinario, quando si parla di capitale, solitamente ci si riferisce a quello che nel prosieguo chiameremo capitale monetario o capitale finanziario, ovvero i soldi che possono essere investiti in beni immobili o in titoli finanziari.]
12. (A) Quali sono i due principali tipi di capitale?
[Il capitale reale e il capitale monetario (o finanziario).]
3.2 IL CAPITALE REALE
13. (B) Da che cosa è costituito il capitale reale?
[Dal capitale fisso e dal capitale circolante (o capitale di esercizio). Secondo un’altra classificazione, altrettanto legittima, dalla quale però ci differenziamo, il capitale monetario, che noi abbiamo distinto dal capitale fisso, rientra nel capitale circolante che, secondo la classificazione da noi seguita, fa parte del capitale reale.]
14. (A) Che cos’è il capitale fisso?
[Sono le attrezzature e gli impianti di un’azienda.]
15. (B) Che cos’è il capitale circolante?
[Il capitale circolante è costituito dalle materie prime.
Attenzione: spesso nel linguaggio ordinario le materie prime vengono identificate con le risorse naturali; se così fosse, le materie prime non farebbero parte del capitale ma, come abbiamo visto sopra, rientrerebbero in quel fattore produttivo che gli economisti chiamano “terra”. Tuttavia, a rigore, le materie prime sono le risorse naturali dopo che l’uomo le ha estratte per utilizzarle in un processo produttivo, quindi è corretto classificarle come capitale.]
16. (C) Qual è la differenza fondamentale tra il capitale fisso e il capitale circolante?
[Il capitale fisso può essere utilizzato più volte nel ciclo produttivo (non a caso le attrezzature e gli impianti sono detti “beni di produzione durevoli”); mentre il capitale circolante viene impiegato una sola volta e viene incorporato nel prodotto finale.
Esempi: un trattore (capitale fisso) viene usato molte volte; le sementi vengono utilizzate una volta sola e diventano grano, che viene trasformato in farina e poi in pane (le sementi, in qualche modo, sono entrate a far parte del prodotto finale, il pane). Il capitale circolante viene anche chiamato fattore variabile.]
17. (C) I beni che costituiscono il capitale fisso devono essere sostituiti ogni tanto?
[Sì, nel lungo periodo anch’essi sono variabili perché diventano obsoleti o vetusti. “Obsoleto” significa che non è più adeguato tecnologicamente; per esempio, una vecchia macchina da scrivere rispetto a un computer. “Vetusto” significa che non funziona più bene a causa del logorìo fisico, dell’uso protratto nel tempo. [per la distinzione tra breve e lungo periodo, vedi anche il capitolo “Alcuni dualismi dell’economia” nella lezione “La scienza economica”.]
3.3 IL CAPITALE MONETARIO
18. (A) Che cos’è il capitale monetario?
[I mezzi finanziari necessari per acquistare il capitale reale.]
19. (B) Quali sono i canali attraverso cui un’impresa può procurarsi il capitale monetario, ovvero i mezzi per finanziarsi?
[L’impresa può:
- ricorrere al prestito bancario;
- emettere obbligazioni o azioni;
- autofinanziarsi;
- prendere i beni strumentali a leasing.]
20. (B) Che cosa sono le obbligazioni a cui un’impresa può ricorrere per finanziarsi?
[Sono dei prestiti che un’impresa riceve da coloro che le sottoscrivono in cambio di interessi periodici e della restituzione dell’intero capitale prestato alla scadenza pattuita (stabilita attraverso un patto).]
21. (B) Che cosa sono le azioni a cui un’impresa può ricorrere per finanziarsi?
[Sono quote della proprietà di un’impresa, che essa vende a coloro che, acquistandole, diventano suoi soci. Mentre le obbligazioni sono dei prestiti che l’impresa riceve e che danno, a chi le sottoscrive, il diritto a percepire degli interessi, le azioni non sono prestiti ma titoli di proprietà e danno, a chi le sottoscrive, il diritto a ricevere degli utili, nel caso in cui il Consiglio d’amministrazione della società decida di redistribuire una parte dei profitti ricavati dall’azienda.]
22. (B) Come fa normalmente un’impresa ad autofinanziarsi?
[Destìna una parte degli utili (profitti) all’acquisto dei beni strumentali di cui ha bisogno per la produzione.]
23. (C) Che cos’è il leasing?
[È un contratto in base al quale un bene di proprietà di A viene goduto da B dietro il pagamento di un canone per un tempo prestabilito, alla scadenza del quale B può restituirlo o divenirne proprietario pagando la differenza tra quanto già versato e il valore del bene.
Esempio: un’azienda agricola B prende in leasing da una ditta di macchinari agricoli un trattore del valore di € 50.000 per cinque anni pagando un canone di € 6000 l’anno; alla scadenza dei cinque anni l’azienda agricola può decidere di restituire il trattore senza dover dare o ricevere nient’altro in cambio oppure può decidere di acquistarlo pagando la differenza, ovvero € 20.000 (50.000 meno 30.000 che ha già pagato).]
4. IL LAVORO
24. (B) Il fattore produttivo lavoro secondo quali polarizzazioni può essere categorizzato? [
- Lavoro manuale versus (in contrapposizione a) lavoro intellettuale;
- lavoro autonomo versus lavoro dipendente;
- lavoro specializzato versus lavoro non specializzato.
Per quanto riguarda la prima contrapposizione, una componente intellettuale così come una componente manuale c’è in quasi tutti i lavori. La differenza sta nel fatto se prevale l’una o l’altra componente.
Esempi: quello di un operaio è un lavoro prevalentemente manuale; quello di un ingegnere è un lavoro prevalentemente intellettuale. Con il passaggio dall’economia preindustriale all’economia industriale e poi dall’economia industriale all’economia postindustriale, il lavoro manuale è diminuito a vantaggio del lavoro intellettuale.
La differenza tra lavoro specializzato e non specializzato è relativa all’epoca che si considera: un contadino che ara il terreno con la zappa compie un lavoro non specializzato rispetto a un contadino che la ara con un aratro a motore, ma sarebbe stato altamente specializzato nel Neolitico.]
25. (C) Come si misura il lavoro svolto in un determinato processo produttivo?
[Facendo riferimento o al numero di lavoratori impiegati o al numero di ore lavorate. In altre parole, si può assumere come unità di misura del lavoro o il lavoratore o un’ora di lavoro.]
26. (B) Alla categoria lavoro appartengono anche quelle di imprenditore e di impresa?
[Sì, perché anche quello dell’imprenditore è un lavoro così come lo sono quello di artigiano, operaio, professionista o impiegato, tuttavia, poiché l’attività imprenditoriale ha delle sue specificità, in ambito economico spesso viene trattata come un tema a sé stante.]
5. ALTRI FATTORI PRODUTTIVI
27. (B) Secondo alcuni autori, sarebbe opportuno considerare, oltre ai tre fattori produttivi classici (terra, lavoro, capitale), ulteriori fattori produttivi; quali? [
- Il ruolo dell’imprenditore (di cui ci occuperemo nel prossimo capitolo);
- la Pubblica amministrazione;
- la tecnologia disponibile nel contesto in cui operano le imprese.]
28. (B) Perché, secondo alcuni economisti, la Pubblica amministrazione dovrebbe essere annoverata tra i fattori produttivi?
[Perché la Pubblica amministrazione fornisce le infrastrutture (strade, porti, ponti, rete elettrica…), senza le quali l’attività produttiva di un’impresa non sarebbe possibile.]
