6.10 LA RINASCITA CAROLINGIA
1. (A) Che cosa si intende per “Rinascita carolingia”?
[La Rinascita carolingia fu il rilancio della cultura e dell’istruzione promosso da Carlo Magno, in un’Europa occidentale culturalmente arretrata, dove la conoscenza della lettura e della scrittura era concentrata quasi esclusivamente negli ambienti ecclesiastici. In epoca carolingia furono recuperati, copiati e diffusi molti testi latini dell’antichità, che altrimenti sarebbero andati perduti. Questo processo permise la trasmissione del patrimonio culturale classico fino all’età moderna e contribuì a innalzare il livello culturale del clero e degli ambienti di corte.]
2. (C) Di dove erano i principali protagonisti della rinascita carolingia?
[Generalmente non erano franchi ma provenivano da altri Paesi dell’Europa occidentale: Italia, Spagna, Irlanda, Inghilterra… Inoltre erano perlopiù ecclesiastici.]
3. (B) Chi fu il principale organizzatore della rinascita carolingia?
[Alcuino di York, un monaco inglese. Altri due importanti intellettuali, di cui si circondò Carlo Magno, furono: Paolo Diacono e Eginardo. Paolo Diacono, longobardo, scrisse un’importante storia del suo popolo. Eginardo, franco, fu il primo biografo di Carlo Magno.]
4. (A) In che lingua scrivevano e comunicavano tra loro gli intellettuali della Rinascita carolingia?
[In latino.]
5. (B) Che tipo di scuole furono fondate per volere di Carlo Magno in tutto il suo impero?
[Le scuole episcopali e nuove scuole monastiche. Le scuole episcopali (ovvero vescovili: episcopus in latino significa “vescovo”), erano scuole annesse alle cattedrali (le chiese dei vescovi) e costituivano una grande novità. Le scuole monastiche invece erano annesse ai monasteri; esistevano già prima dell’epoca carolingia, ma sotto Carlo Magno ne furono fondate altre.]
6. (B) Quali materie si insegnavano nelle scuole episcopali e nelle scuole monastiche nel periodo carolingio?
[Le arti del trivio e del quadrivio, la teologia, il canto gregoriano, le norme ecclesiastiche.]
7. (B) Quali erano le arti del trivio?
[Grammatica, retorica, dialettica (logica).]
8. (B) Quali erano le arti del quadrivio?
[Aritmetica, geometria, musica, astronomia.]
9. (B) Com’erano dette nel loro insieme le arti del trivio e del quadrivio?
[Arti liberali, cioè arti degne di un uomo libero.]
10. (A) Come si chiamava la scuola fondata da Carlo Magno e organizzata da Alcuino?
[Scuola palatina (in latino: Schola palatina), che significa “scuola di palazzo” (dal latino palatium), perché aveva sede nel palazzo imperiale di Aquisgrana. Più che di una scuola si trattava di una accademia dove si dibattevano questioni che per lo più avevano a che fare con il potere.]
11. (B) Che cosa si intende per “minuscola carolina”?
[Si intende una nuova forma di grafia (scrittura), creata durante la rinascita carolingia, più semplice rispetto a quelle fino ad allora in uso. Era simile al nostro corsivo. Con l’introduzione della minuscola carolina, scrivere e leggere divennero più facili. La minuscola carolina era l’antenata dei moderni caratteri di stampa, come il Times New Roman, per esempio.]
12. (B) Quali sono le ragioni principali per cui Carlo Magno favorì una rinascita culturale? [
- Sia per poter diffondere il Vangelo;
- sia per avere dei funzionari in grado di leggere e scrivere;
- sia per favorire la coesione tra popoli diversi: a unificare un impero così ampio e culturalmente diversificato, non potevano essere solo le leggi e le istituzioni, ma anche un patrimonio culturale comune.]
13. (C) Perché, per Carlo Magno, era importante che il clero fosse acculturato? [
- Sia perché doveva diffondere il Vangelo,
- sia perché, avendo il compito di pregare, doveva farlo in un modo grammaticalmente corretto, affinché le preghiere venissero ascoltate da Dio.]
14. (B) Perché, per Carlo Magno, era importante che ci fosse una parte della società, il clero, che si dedicasse alla preghiera?
[Perché dalla preghiera dipendeva la prosperità dell’Impero, la salute dell’imperatore, le sue vittorie in guerra…]
15. (B) Carlo Magno sapeva leggere e scrivere?
[Sapeva leggere ma non sapeva scrivere; in sostanza era un semianalfabeta, e tuttavia era una persona piuttosto colta per l’epoca, e, cosa più degna di nota, si rendeva conto dell’importanza della cultura.]
16. (C) Com’è possibile che Carlo Magno, pur essendo una persona piuttosto colta, fosse allo stesso tempo semianalfabeta?
[Saper scrivere a quei tempi era un’arte considerata non degna di un sovrano e per questo riservata a pochi esperti; la cultura era affidata alla tradizione orale e alla memoria.]
