6.2 L’UNIFICAZIONE DELLA GERMANIA
1. L’UNIONE DOGANALE TEDESCA
1. (B) Ben prima dell’unificazione politica della Germania, nel 1834 la Prussia riuscì a realizzare una unione tra molti Stati tedeschi; di che unione si trattava?
[Di una unione doganale, detta Zollverein (pronuncia: zolferain), che fu una prima tappa del percorso che portò all’unificazione politica della Germania, oltre che un forte propulsore economico.]
2. (B) Che cosa prevedeva lo Zollverein?
[L’abolizione delle dogane e la libera circolazione delle merci tra i Paesi che vi aderivano, ma anche l’innalzamento di barriere protezionistiche nei confronti dei prodotti provenienti da Stati stranieri.]
3. (C) Chi fu l’economista tedesco ideatore dello Zollverein?
[Friedrich List.]
2. L’UNIFICAZIONE TEDESCA IN SINTESI
4. (A) In che anno fu unificata la Germania?
[Nel 1871.]
5. (A) Da quale Stato tedesco fu realizzata l’unificazione della Germania?
[Dalla Prussia.]
6. (A) Chi fu il regista dell’unificazione tedesca?
[Il Cancelliere Otto von Bismarck.]
7. (A) Che tipo di regime divenne la Germania riunificata nel 1871?
[Un impero.]
8. (A) Com’è stato chiamato l’Impero tedesco che nacque nel 1871?
[Secondo Reich.]
9. (B) Chi fu il primo imperatore del Secondo Reich?
[Guglielmo I Hohenzollern, in precedenza re di Prussia.]
10. (A) Quali furono le principali tappe che portarono la Prussia a unificare la Germania?
[Guerra contro la Danimarca (1864); guerra contro l’Austria (1866); guerra contro la Francia di Napoleone III (1870).]
11. (C) Quali sono le analogie tra l’unificazione tedesca e quella italiana?
[Entrambe le riunificazioni avvennero tardi rispetto a quelle di altri Paesi europei (1861 Italia; 1871 Germania); entrambe furono realizzate dallo Stato militarmente più forte (Piemonte nel caso italiano; Prussia nel caso tedesco).]
12. (C) Quali sono le differenze tra l’unificazione tedesca e quella italiana?
[L’Italia era in buona parte sottoposta a una dominazione straniera (quella austriaca); la Germania no (anche se l’Impero Asburgico rappresentava una presenza ingombrante pure per essa); da un punto di vista militare, furono le vittorie schiaccianti della Prussia a determinare l’unificazione tedesca; invece, il Regno di Sardegna ebbe bisogno dell’apporto decisivo dell’esercito francese (Seconda Guerra di Indipendenza); l’unificazione tedesca fu esclusivamente un processo dall’alto, frutto della Realpolitik; quella italiana fu anche il risultato di spinte dal basso (la Spedizione dei Mille) e di ideali e utopie risorgimentali (i volontari che parteciparono alle guerre di indipendenza); le guerre per l’unificazione italiana furono combattute tutte all’interno dell’Italia; quelle per l’unificazione tedesca, invece, furono combattute al di fuori del territorio germanico.]
13. (B) Che cosa si intende per Realpolitik?
[Si intende una politica pragmatica e spregiudicata basata sui rapporti di forza e non sulle ideologie e i princìpi; il termine nacque nella Germania dell’Ottocento ed è spesso usato per descrivere la politica del cancelliere della Prussia e poi della Germania Otto von Bismarck (fu cancelliere dal 1862 al 1890). Il termine si pronuncia: realpolitìc.]
3. LA PRUSSIA DI GUGLIELMO I
14. (C) In che anno salì sul trono di Prussia Guglielmo I Hohenzollern?
[Nel 1861, alla morte del fratello Federico Guglielmo IV.]
15. (C) Che forma di governo aveva la Prussia di Guglielmo I?
[Era una monarchia costituzionale ma non parlamentare, nel senso che il governo presieduto da un cancelliere doveva rispondere soltanto al re, non anche al Parlamento.]
16. (B) Qual era la classe sociale che, insieme al re e al governo, deteneva il potere effettivo in Prussia fin dal XVIII secolo?
[Quella degli Junker, ovvero la grande aristocrazia terriera di orientamento politico conservatore, che ricopriva le cariche apicali della burocrazia e dell’esercito. La parola Junker deriva da Jungherr, che significa “giovane signore”.]
17. (B) Dove si estendeva la Prussia al tempo in cui Guglielmo I salì sul trono (1861)?
[Dal Mar Baltico a nord-est, nell’area corrispondente all’attuale Kaliningrad, alla Slesia (una regione storica corrispondente a una zona di confine tra le attuali Polonia, Germania e Repubblica Ceca), alle regioni centrali della Germania ad ovest dell’Elba; e nella Renania-Vestfalia al confine con Olanda e Belgio.]
18. (A) Qual era il maggior punto di forza della Prussia ottocentesca?
[L’esercito, una macchina da guerra potentissima, in cui il reclutamento avveniva attraverso la coscrizione universale obbligatoria: tutti i maschi adulti in buone condizioni fisiche dovevano fare il servizio militare. La ferma durava due anni.]
19. (B) Guglielmo I di Prussia nel 1862 entrò in contrasto con il Parlamento perché voleva attuare una riforma alla quale esso si opponeva (“conflitto costituzionale”); di quale riforma si trattava?
[Di una riforma tesa a rafforzare l’esercito; il Parlamento vi si opponeva perché questa riforma era costosa e avrebbe comportato un aumento delle tasse.]
4. BISMARCK
20. (A) Chi nominò cancelliere Guglielmo I di Prussia nel 1862 reputandolo in grado di risolvere il “conflitto costituzionale”, cioè di fronteggiare il Parlamento riottoso verso la riforma per rafforzare l’esercito?
[Otto von Bismarck. Ricordiamo che il cancelliere in Prussia era il capo del governo. Bismarck ricoprì la carica di cancelliere fino al 1890 (per quasi trent’anni!): fu cancelliere prima della Prussia e poi della Germania unita.]
21. (B) Quali origini sociali aveva Otto von Bismarck?
[Era un esponente della frangia più reazionaria degli Junker.]
22. (B) Bismarck seppe fronteggiare il “conflitto costituzionale” con il Parlamento?
[Sì, governando attraverso decreti regi con il sostegno della Destra conservatrice, per cinque anni fece approvare il bilancio per le spese militari (in pratica il governo prendeva decisioni senza l’approvazione del Parlamento). In un famoso discorso tenuto alla Commissione finanze del Parlamento prussiano il 30 settembre 1862 affermò: “Non è con i discorsi e con le risoluzioni delle maggioranze che si decidono i grandi problemi del nostro tempo – questo fu l’errore del 1848-49, ma col ferro e col sangue”.]
5. LA GUERRA CONTRO LA DANIMARCA (1864)
23. (B) Perché Bismarck nel 1864 decise di attaccare la Danimarca?
[Per sottrargli due regioni, lo Schleswig e lo Holstein (pronuncia: holstain), che appartenevano alla Danimarca ma la cui popolazione era in maggioranza tedesca. Poiché lo Schleswig e lo Holstein erano due ducati, questo conflitto viene anche detto “Guerra dei ducati”.]
24. (C) Con chi si alleò la Prussia nella guerra contro la Danimarca del 1864?
[Con l’Austria, non perché avesse bisogno del suo appoggio militare, quanto piuttosto per dissuadere altri Paese europei dall’intervenire nel conflitto in difesa della Danimarca.]
25. (B) Come si concluse la “Guerra dei ducati”?
[Con la sconfitta della Danimarca; l’amministrazione dello Schleswig fu assegnata provvisoriamente alla Prussia, quella dello Holstein all’Austria.]
6. LA GUERRA AUSTRO-PRUSSIANA
26. (A) Quale Stato rappresentava il principale ostacolo all’unificazione tedesca?
[L’Austria.]
27. (A) In che anno avvenne la Guerra Austro-Prussia?
[Nel 1866.]
28. (B) Quali patti e alleanze strinse Bismarck prima di entrare in conflitto con l’Austria nel 1866?
[Si assicurò la neutralità della Francia di Napoleone III e si alleò con l’Italia (per l’Italia si trattò della Terza Guerra d’Indipendenza).]
29. (A) Come si concluse la Guerra Austro-Prussia?
[Si concluse in appena tre settimane con una netta vittoria della Prussia che sconfisse l’Austria nella battaglia di Sadowa, in Boemia. L’esercito prussiano era guidato dal generale von Moltke.]
30. (A) Che cosa stabilirono i trattati di pace stipulati a Praga al termine della Guerra Austro-Prussia?
[L’Austria dovette cedere il Veneto all’Italia, sebbene quest’ultima fosse stata pesantemente sconfitta a Custoza e a Lissa, e dovette accettare lo scioglimento della Confederazione tedesca e quindi la fine di ogni sua pretesa egemonica sull’area germanica.]
31. (A) Che cosa guadagnò la Prussia dalla vittoria nella guerra contro l’Austria del 1866?
[Gli Stati tedeschi a nord del fiume Meno si riunirono in una Confederazione della Germania del Nord presieduta da Guglielmo I (quindi entrarono nella sfera di influenza della Prussia); invece quelli a sud del Meno rimasero, per il momento, indipendenti.]
32. (C) Quale fu la reazione interna alla Prussia alla schiacciante vittoria contro l’Austria nel 1866?
[L’opinione pubblica reagì con grande entusiasmo e il Parlamento, quasi all’unanimità, decise di approvare con una sanatoria tutte le spese compiute dal governo nei 5 anni precedenti per rafforzare l’esercito: il “conflitto costituzionale” trovava una sua composizione.]
7. LA GUERRA FRANCO-PRUSSIANA
33. (A) Dopo la vittoria nella Guerra Austro-Prussia, quale ostacolo impediva ancora alla Prussia di unificare la Germania sotto di sé?
[La Francia di Napoleone III, che aveva velleità egemoniche sull’Europa continentale e che avrebbe considerato come una minaccia la Germania unita sotto la Prussia. E infatti l’imperatore francese cercò compensazioni e accordi diplomatici per evitare una Germania unita sotto la Prussia.]
34. (B) Quale situazione internazionale preparò il terreno per la Guerra Franco-Prussiana?
[Nel 1868 si prospettò la possibilità che un parente di Guglielmo I di Prussia salisse sul trono di Spagna, rimasto vacante a causa di un colpo di Stato; se ciò fosse accaduto, la Francia si sarebbe trovata accerchiata; per scongiurare questa eventualità, Napoleone III mise in moto la diplomazia.]
35. (B) Quale piano escogitò Bismarck per indurre Napoleone III ad attaccare la Prussia?
[Manipolò un telegramma che il re di Prussia aveva mandato a Bismarck stesso in modo tale che sembrasse che Guglielmo I avesse trattato malamente un diplomatico francese; poi lo dette in pasto alla stampa. Il telegramma è passato alla storia come “telegramma di Ems”, dal nome della località dove il re di Prussia si trovava in villeggiatura.]
36. (B) Il telegramma di Ems sortì l’effetto sperato da Bismarck?
[Sì, il telegramma suscitò un’indignazione così forte nell’opinione pubblica francese, che Napoleone, che, fino ad allora, non avrebbe mai voluto iniziare una guerra contro la Prussia, si vide quasi costretto a dare inizio alle ostilità.]
37. (A) In che anno avvenne la Guerra Franco-Prussiana?
[Nel 1870.]
38. (A) Quale fu lo scontro decisivo della Guerra Franco-Prussiana?
[Lo scontro decisivo avvenne a Sedan, al confine con il Belgio (2 settembre 1870): i Prussiani sconfissero i Francesi dopo sole sei settimane dall’inizio del conflitto e Napoleone III fu fatto prigioniero. I due eserciti in campo erano molto squilibrati sul piano numerico: la Francia schierò circa 80.000 uomini, mentre la Prussia circa 200.000. Il comandante delle forze prussiane era il generale von Moltke, lo stesso che aveva sconfitto gli Austriaci nella battaglia di Sadowa del 1866.]
39. (A) Che cosa fu costretta a cedere la Francia alla Prussia dopo la sconfitta nella Guerra Franco-Prussiana?
[L’Alsazia e la Lorena, due regioni di grande importanza economica e strategica, in cui la maggioranza della popolazione era di lingua e cultura tedesca. Inoltre la Francia fu costretto a pagare una pesante indennità di guerra al Paese vincitore e ad accettare truppe di occupazione all’interno dei suoi confini.]
40. (C) Della sconfitta della Francia da parte della Prussia nel 1870, approfittò l’Italia; in che senso?
[Nel senso che approfittò della caduta di Napoleone III per conquistare Roma, di cui fino a quel momento l’Imperatore francese si era atteggiato a difensore: il 20 settembre 1870 i bersaglieri sfondarono Porta Pia (“breccia di Porta Pia”) ed entrarono in quella che di lì a poco diventò la nuova capitale d’Italia (come vedremo più nei dettagli nel capitolo sull’Italia postunitaria, all’inizio la capitale dell’Italia unita fu Torino, poi Firenze e dal 1870 Roma).]
