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6.8 L’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DELL’IMPERO CAROLINGIO


1. MARCHE E CONTEE

1. (A) Com’era strutturato l’Impero Carolingio da un punto di vista amministrativo?

[Era diviso in diverse province: contee e marche.]

2. (B) In che cosa si distinguevano le marche dell’Impero Carolingio dalle contee?

[Le marche, a differenza delle contee, erano delle regioni collocate nelle zone di confine dell’Impero. Le più importanti erano la Marca Spagnola (tra i Pirenei e il fiume Ebro) e la Marca Trevigiana (corrispondente all’attuale Veneto e a parte dell’Italia nord-orientale).]

3. (A) Da chi erano amministrate le contee e le marche dell’Impero Carolingio?

[Da uomini di fiducia di Carlo Magno, detti conti e marchesi (o margravi).]

4. (A) Quali compiti avevano i conti e marchesi (o margravi) dell’Impero Carolingio? [

  1. Il compito di amministrare la giustizia,
  2. riscuotere le tasse per conto del sovrano,
  3. far applicare le sue leggi,
  4. reclutare i soldati per suo conto, in caso di guerra.]

2. MISSI DOMINICI

5. (A) Chi controllava l’operato dei conti e dei marchesi nell’Impero Carolingio?

[I missi dominici e spesso anche lo stesso Carlo Magno, che si spostava con la sua corte in tutti i suoi domini.]

6. (A) Chi erano i missi dominici dell’Impero Carolingio?

[Erano degli ispettori inviati da Carlo Magno a controllare l’operato dei conti e dei marchesi. Viaggiavano in coppia; di solito erano un laico e un ecclesiastico. Il termine missi dominici in latino significa letteralmente “inviati del signore”, cioè inviati dal sovrano: dall’imperatore Carlo Magno.]

7. (B) Perché Carlo Magno divise il suo impero in contee e marche?

[Perché, essendo il suo impero molto vasto, da solo non riusciva a controllarlo. Doveva quindi darlo in amministrazione ai suoi vassalli (vedi paragrafo sotto): conti e marchesi.]

3. AQUISGRANA

8. (A) Qual era la capitale del Regno Carolingio?

[Carlo Magno scelse come sua residenza privilegiata Aquisgrana, ma, spostandosi spesso da una parte all’altra del suo impero, disponeva anche di altre sedi imperiali (Herstal, in Belgio; Worms, in Germania sul fiume Reno…).]

9. (B) Dove si trovava Aquisgrana?

[Nell’attuale Germania occidentale; oggi corrisponde alla città di Aachen.]

4. VASSALLAGGIO

4.1 VASSALLAGGIO

10. (B) Su che cosa si basava l’organizzazione dell’Impero Carolingio?

[Più sui rapporti di fedeltà tra Carlo Magno e i suoi funzionari che su una burocrazia efficiente e su una struttura statale consolidata. Questi rapporti presero il nome di vassallaggio.]

11. (A) Che cos’era il vassallaggio?

[Il rapporto personale di fedeltà che, a partire da Carlo Magno, legava il sovrano a un nobile (vassallo), il quale riceveva terre o benefici in cambio di obbedienza, servizio militare e aiuto politico.]

12. (A) Come erano detti i nobili legati al loro sovrano in un rapporto di vassallaggio?

[Vassalli. La parola “vassallo” deriva dal latino vassus che significa “giovane servitore”.]

13. (A) Che cosa concedeva il sovrano ai suoi vassalli?

[Dei territori da amministrare e da sfruttare e la sua protezione.]

14. (A) Che cosa davano i vassalli al sovrano, in cambio delle terre da amministrare e della sua protezione?

[Si impegnavano a far rispettare le leggi del sovrano, a riscuotere le tasse dai sudditi in favore del sovrano nei territori da loro amministrati e a fornirgli un contingente militare, in caso di guerra.]

15. (B) Da chi fu istituito il vassallaggio?

[Da Carlo Magno, ma fu un’istituzione che gli sopravvisse nei secoli medievali successivi.]

4.2 FEUDALESIMO

16. (A) Come si chiama il periodo medievale caratterizzato dal vassallaggio?

[Feudalesimo.]

17. (A) Che cos’era il feudo?

[Era il territorio che il sovrano concedeva a un suo vassallo.]

18. (A) Chi erano i vassalli di Carlo Magno?

[I conti e i marchesi (o margravi) che amministravano le province in cui egli aveva diviso il suo impero (contee e marche o marchesati, come vennero chiamati successivamente).]

19. (A) Il rapporto di vassallaggio era solo tra il sovrano e i suoi vassalli?

[No, i vassalli a loro volta potevano avere sotto di sé altri vassalli, detti valvassori, e i valvassori potevano avere sotto di sé altri vassalli, detti valvassini.]

4.3 FIDUCIA E FEDELTÀ

20. (A) Su che cosa si basava il rapporto di vassallaggio?

[Sulla fiducia del sovrano nei confronti del vassallo e sulla fedeltà del vassallo al sovrano.]

21. (A) Come veniva suggellato il rapporto di vassallaggio?

[Con una cerimonia di investitura (conferimento di un incarico).]

4.4 L’OMAGGIO

22. (B) Come si chiamava la cerimonia di investitura con cui il sovrano in epoca feudale, da Carlo Magno in poi, concedeva a un nobile un territorio da amministrare e la sua protezione?

[Omaggio. In senso stretto, l’omaggio era il giuramento di fedeltà del nuovo vassallo al sovrano. Tale cerimonia doveva avvenire in presenza di testimoni. La parola omaggio deriva dal latino homo (uomo) perché il vassallo metteva le sue mani giunte tra quelle del sovrano, dichiarando di essere pronto a diventare “il suo uomo”.]

4.5 IL BENEFICIO

23. (A) Come si chiamava il territorio concesso con un atto di investitura dal sovrano al suo vassallo?

[Inizialmente beneficio, in seguito fu chiamato feudo. In senso più ampio, il beneficio era qualsiasi ricompensa il vassallo poteva ottenere dal sovrano (non solo un territorio); per esempio, parte del bottino di guerra.]

24. (B) I feudi rimanevano di proprietà del re o divenivano proprietà del vassallo?

[Al tempo di Carlo Magno e per un certo periodo a lui successivo, rimasero di proprietà del sovrano: alla morte del feudatario dovevano essergli restituiti; in seguito divennero ereditari. Con il capitolare di Quiercy (877) divennero ereditari i feudi maggiori; con la Constitutio de feudis (1037) divennero ereditari anche quelli minori. (vedi il capitolo “Il vassallaggio” nella lezione sul Feudalesimo)]

5. I CAPITOLARI

25. (B) Carlo Magno cercò di unificare il suo impero da un punto di vista giuridico?

[Sì, emanando numerose leggi scritte che valevano ovunque nel suo impero: dal Mar Baltico all’Italia meridionale, dall’Ebro (fiume spagnolo) all’Elba (fiume tedesco).]

26. (B) Come si chiamavano le leggi scritte dell’Impero Carolingio?

[“Capitolari”. Erano dette così perché erano divise in capitula, ovvero brevi capitoli.]

27. (B) Chi è che stabiliva i capitolari da emanare, ovvero le leggi che valevano all’interno dell’Impero Carolingio?

[Carlo Magno insieme ai nobili riuniti nel palazzo in cui egli risiedeva.]

28. (C) Come venivano chiamate le riunioni in cui Carlo Magno e i nobili decidevano quali leggi emanare?

[Placiti.]

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