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7.4 L’ELASTICITÀ DELLA DOMANDA


1. CHE COSA SIGNIFICA ELASTICITÀ DELLA DOMANDA

1. (A) Che cos’è l’elasticità della domanda?

[È la misura della variazione della quantità domandata di un bene al variare del prezzo di quel bene. In altre parole, è il rapporto tra la variazione della quantità domandata di un bene e la variazione del prezzo di quel bene. Dalla legge della domanda noi sappiamo già che la quantità domandata di un certo bene varia in funzione inversa del prezzo (se aumenta il prezzo, diminuisce la domanda; se il prezzo si abbassa, la domanda si espande). L’elasticità della domanda ci dice come la domanda di un bene reagisce alla variazione del suo prezzo; o meglio, ci dice quanto la quantità domandata di un bene varia al variare del prezzo.]

2. (A) Quand’è che la domanda di un bene o servizio è elastica al prezzo?

[Quando ad una piccola variazione del prezzo corrisponde una grande variazione della quantità domandata. Una domanda è elastica sia quando aumenta molto in seguito a una piccola diminuzione del prezzo, sia quando diminuisce molto in seguito a un piccolo aumento del prezzo.]

3. (B) Come si può anche definire una domanda elastica al prezzo?

[Reattiva al prezzo.]

4. (C) Quali sono i beni a domanda elastica?

[I beni secondari o voluttuari (quelli di cui si può fare a meno anche se malvolentieri), come, per esempio, le vacanze, le automobili sportive, i cosmetici di marca…]

5. (B) Quand’è che la domanda di un bene o servizio è anelastica (o rigida) al prezzo?

[Quando ad una grande variazione del prezzo corrisponde una piccola variazione della domanda.]

6. (C) Quali sono generalmente i beni a domanda rigida o anelastica?

[I beni di prima necessità (cibo, medicinali, trasporti), i beni che non hanno surrogati, i beni atti a soddisfare un vizio (le sigarette, la droga…).

Esempio 1: se il prezzo di un medicinale sale, i pazienti che ne hanno bisogno tendenzialmente lo comprano lo stesso.

Esempio 2: se il prezzo del sale aumenta, la gente lo compra comunque.]

7. (C) I beni di lusso sono a domanda rigida o a domanda elastica?

[Generalmente a domanda rigida perché chi se li può permettere è piuttosto indifferente ai rincari.]

2. CALCOLARE IL COEFFICIENTE DI ELASTICITÀ

8. (B) Come si fa a sapere se una domanda è rigida o elastica?

[Bisogna conoscere il coefficiente di elasticità della domanda, che viene indicato nei seguenti modi: e (elasticità) oppure EDP (Elasticità della Domanda al Prezzo) oppure Ep (dove E sta per elasticità e p sta per prezzo).]

9. (B) Da che cosa è dato il coefficiente di elasticità della domanda di un bene o servizio?

[Dal rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo: Ep=variazione percentuale della quantità domandatavariazione percentuale del prezzo]

10. (C) Come si calcola la variazione percentuale della quantità domandata?

[Variazione percentuale della quantità domandata=variazione della quantità domandataquantità domandata iniziale×100 La variazione della quantità domandata è semplicemente la differenza tra la quantità nuova e la quantità iniziale.

Esempio: supponiamo che una pizzeria venda 200 pizze al giorno prima di una promozione e che ne vende a 230 dopo la promozione. La variazione della quantità domandata è 230 – 200 = 30. La variazione percentuale della quantità domandata è del 15% e si ottiene così: 30200×100=15%]

11. (C) Come si calcola la variazione percentuale del prezzo?

[Variazione percentuale del prezzo=variazione del prezzoprezzo iniziale×1001

Esempio: se il prezzo dei biglietti aerei della tratta Roma-Milano viene abbassato da € 500 a € 460, la variazione percentuale del prezzo è di 8. Infatti, la variazione del prezzo, 40 (ovvero 500 – 460), diviso per il prezzo originale (500) fa 0,08, che moltiplicato per 100/1 (cioè per 100) fa 8.]

12. (C) Qual è il coefficiente di elasticità della domanda di biglietti aerei Roma-Milano se il prezzo viene abbassato da € 500 a € 460 e il numero dei passeggeri (la quantità domandata di biglietti) passa in una settimana da 100 a 120?

[2,5. Per ottenere tale cifra occorre dividere la variazione percentuale della quantità domandata, che in questo caso è il 20% (120 − 100 = 20 → 20100=0,2→20%), per la variazione percentuale del prezzo, che in questo caso è l’8%: 208.
La variazione percentuale del prezzo (8% nel nostro caso) si ottiene dividendo la variazione del prezzo (40 ovvero 500 − 460) per il prezzo iniziale (500) e moltiplicando per 100. Quindi 2,5 deriva da 208 (che equivale a 52 che, a sua volta, equivale a 2,5).]

3. CHIARIMENTI SUL CONCETTO DI ELASTICITÀ

13. (A) Che cosa significa che il coefficiente di elasticità di un certo bene è uguale a un certo numero, per esempio 5?

[Significa che una certa variazione del prezzo del bene ha comportato un aumento o una diminuzione della quantità domandata di quel bene di 5 volte. Se il prezzo è diminuito, la quantità domandata è aumentata di cinque volte; se il prezzo è aumentato, la quantità domandata è diminuita di cinque volte.]

14. (B) In rapporto al coefficiente di elasticità rispetto al prezzo (Ep), quand’è che la domanda di un bene è elastica?

[Quando Ep è maggiore di 1 (Ep > 1), ovvero quando la variazione percentuale della quantità domandata è maggiore della variazione percentuale del prezzo. Ovvero la quantità domandata varia in misura più che proporzionale rispetto alla variazione del prezzo (per esempio, diminuisce molto quando il prezzo aumenta di poco, oppure aumenta molto quando il prezzo diminuisce di poco).]

15. (B) In rapporto al coefficiente di elasticità rispetto al prezzo (Ep), quand’è che la domanda di un bene è anelastica (rigida)?

[Quando Ep è minore di 1 (Ep < 1), ovvero quando la variazione percentuale della quantità domandata è minore della variazione percentuale del prezzo. In altri termini, l’aumento della quantità domandata è meno che proporzionale rispetto all’aumento del prezzo.]

4. CASI PARTICOLARI DI ELASTICITÀ

4.1 L’ELASTICITÀ UNITARIA

16. (C) Come viene definita l’elasticità quando il coefficiente di elasticità è uguale a 1 (Ep = 1)?

[Elasticità unitaria.]

17. (B) Come viene definita la domanda di un bene quando ha una elasticità unitaria, cioè quando il suo coefficiente di elasticità è uguale a 1 (Ep = 1)?

[Neutrale. Come vedremo, nel caso della domanda neutrale, l’aumento o la diminuzione del prezzo del bene o del servizio in questione non comporta né un aumento né una diminuzione dei ricavi.]

4.2 DUE CASI LIMITE

18. (B) Quali sono i due casi limite riguardo all’elasticità della domanda? [

  1. La domanda perfettamente (infinitamente) elastica;
  2. la domanda perfettamente (infinitamente) anelastica.

La domanda è perfettamente elastica quando ad una variazione del prezzo corrisponde una variazione infinita della quantità domandata. La domanda è perfettamente anelastica quando ad una variazione del prezzo non corrisponde alcuna variazione della quantità domandata. Si tratta di due casi teorici estremi che non hanno riscontro nella realtà.]

5. LE RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

19. (C) Come sono, rispettivamente, la curva della domanda elastica, la curva della domanda rigida e la curva della domanda neutrale?

[Quella della domanda elastica è quasi parallela all’asse delle ascisse; quella della domanda rigida è quasi parallela all’asse delle ordinate; quella della domanda neutrale ha un’inclinazione di 45° rispetto all’asse delle ordinate e di 135° rispetto all’asse delle ascisse.]

Domanda 7.4.1

20. (C) Come si rappresentano graficamente i due casi limite della domanda perfettamente elastica (Ep ≈ ∞) e della domanda perfettamente rigida (Ep = 0)?

[La domanda perfettamente elastica con una retta orizzontale, ovvero parallela all’asse delle ascisse; la domanda perfettamente rigida con una retta verticale, ovvero parallela all’asse delle ordinate. Si tratta di due casi più teorici che reali.]

Domanda 7.4.2

6. FATTORI CHE INFLUENZANO L’ELASTICITÀ DELLA DOMANDA

21. (B) Quali sono i fattori che influenzano l’elasticità della domanda di un bene? [

  1. Il fatto che un bene abbia o meno dei succedanei;
  2. il tempo;
  3. la percentuale di reddito spesa per quel bene.]

22. (C) In che senso il fatto che un bene abbia o meno dei succedanei influenza l’elasticità della sua domanda?

[Se un bene ha dei succedanei, è più probabile che la sua domanda sia elastica rispetto a un bene che non ha dei succedanei. Viceversa, se un bene non ha dei succedanei la sua domanda tende ad essere anelastica. È abbastanza ovvio infatti che, se un bene può essere sostituito da altri beni (i suoi succedanei), un aumento del suo prezzo fa calare la sua domanda, perché i consumatori si orientano sul bene sostitutivo.]

23. (C) In che senso il tempo influenza l’elasticità della domanda?

[Nel senso che l’elasticità della domanda non sempre rimane costante nel tempo: talvolta la domanda di un bene è anelastica nel breve periodo e elastica nel lungo periodo.

Esempio: la benzina: nel breve periodo, un aumento del costo del carburante non comporta grossi cambiamenti nelle abitudini dei consumatori; ma, nel lungo periodo, i consumatori possono scegliere di spostarsi con mezzi pubblici invece che con la propria automobile.]

24. (C) Una nuova pesante imposta sul tabacco fa diminuire il consumo di sigarette?

[Nel breve periodo no perché la domanda di sigarette nel breve periodo è anelastica al prezzo; ma nel lungo periodo sì perché nel lungo periodo la domanda di sigarette è elastica al prezzo.]

25. (C) In che senso il reddito influenza l’elasticità della domanda?

[Maggiore è la percentuale di reddito spesa per un determinato bene, maggiore è l’elasticità della sua domanda.

Esempio: l’aumento del 10% del prezzo del sale, che incide in percentuale irrisoria sul reddito di un individuo, non farà variare di molto la sua domanda; mentre l’aumento del 10% del prezzo di un bene costoso come un’automobile di fascia alta, che incide molto sul reddito di un individuo, può determinare una contrazione della sua domanda.]

7. ELASTICITÀ DELLA DOMANDA E RICAVI

26. (B) Qual è il rapporto tra l’elasticità della domanda e i ricavi (il guadagno, i profitti del venditore)?

[Quando la domanda è elastica, ad una diminuzione del prezzo corrisponde un aumento della domanda e anche un aumento dei ricavi; quando la domanda è anelastica, ad una diminuzione del prezzo corrisponde un aumento della domanda ma non dei ricavi. Ciò significa che al venditore conviene abbassare il prezzo di un bene solo quando la domanda di quel bene è elastica, non quando è anelastica.]

27. (C) Nel caso di un bene caratterizzato da una domanda neutra, ovvero un bene la cui elasticità sia unitaria, le entrate di chi vende quel bene aumentano o diminuiscono al variare del prezzo?

[Non aumentano né diminuiscono, rimangono costanti. Se il venditore dimezza il prezzo, le vendite raddoppiano senza che ci sia per lui nessun guadagno e nessuna perdita. Se, viceversa, il venditore raddoppia il prezzo, le vendite si dimezzano senza che ci sia per lui, neppure in questo caso, alcun guadagno o alcuna perdita.]

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