8.4 IL BRIGANTAGGIO
1. (A) Che cosa si intende per “Brigantaggio” con riferimento all’Italia postunitaria?
[Una ribellione di bande di contadini dell’Italia meridionale contro lo Stato italiano e le sue istituzioni che si verificò nei primi anni dopo l’unificazione nazionale e che assunse i caratteri di una guerra civile.]
2. (A) Quando avvenne il Brigantaggio?
[Tra il 1861 e la seconda metà degli anni Sessanta dell’Ottocento (con il culmine tra il 1861 e il 1865).]
3. (B) In quali regioni dell’Italia meridionale si ebbe il Brigantaggio?
[In tutta l’Italia meridionale tranne in Sicilia.]
4. (B) Chi erano i briganti che nell’Italia postunitaria ingaggiarono una sorta di guerra civile contro lo Stato?
[Erano banditi veri e propri, contadini, ex soldati dell’esercito borbonico, giovani renitenti alla leva (giovani che per evitare il servizio militare si davano alla macchia, cioè vivevano nascosti). Numerose erano anche le brigantesse, cioè le donne affiliate alle bande di briganti.]
5. (A) Quali furono le cause del Brigantaggio nell’Italia postunitaria?
[Il malcontento dovuto:
- all’aumento della pressione fiscale;
- al servizio di leva obbligatorio;
- alla mancata redistribuzione delle terre ai contadini.
Chiariamo meglio questi tre punti qui di seguito.
(a) I governi dell’Italia unita aumentarono la pressione fiscale rispetto allo Stato borbonico, perché dovevano sostenere enormi spese per l’ammodernamento del Paese, e, inoltre, le casse del Piemonte erano già state dissanguate dai costi per le Guerre di Indipendenza.
(b) Il servizio militare non era obbligatorio nel Regno borbonico; lo divenne con il Regno d’Italia; giovani contadini per 2 anni non potevano lavorare nei campi.
(c) I contadini del Sud speravano che, prima, Garibaldi, poi, i governi dell’unità dell’Italia unita avrebbero posto fine al loro sfruttamento; confidavano in una redistribuzione delle terre dei latifondisti o delle terre confiscate alla Chiesa o ai Borboni dallo Stato; ma ciò non avvenne: le terre dei latifondisti non furono toccate; quelle sottratte alla Chiesa e ai Borboni furono vendute all’asta e gli unici in grado di comprarle furono proprio i latifondisti. Pertanto le condizioni di miseria dei braccianti con l’unità d’Italia non migliorarono affatto.
Insomma, per i contadini del Sud l’unità d’Italia aveva significato: più tasse, servizio militare obbligatorio, mancata soluzione del problema del latifondismo.]
6. (B) Chi finanziava e sosteneva i briganti?
[I briganti erano finanziati dai Borboni in esilio a Roma; erano incoraggiati da settori del clero ed erano protetti da una parte della popolazione locale. I Borboni speravano che queste insurrezioni avrebbero creato le condizioni per il loro ritorno al trono. La Chiesa e il clero sostenevano il brigantaggio perché erano contrari all’unificazione italiana che comportava la cancellazione dello Stato pontificio; avversavano il principio della laicità dello Stato che informava la politica di Cavour e dei suoi successori; non accettavano che lo Stato italiano avesse incamerato i beni ecclesiastici. I briganti godevano della protezione di buona parte della popolazione meridionale, compresi i rappresentanti delle istituzioni (sindaci) e i tutori dell’ordine (poliziotti).]
7. (B) Perché buona parte della popolazione meridionale spalleggiava i briganti contro il neonato Regno d’Italia?
[Perché li vedeva come degli eroi positivi che combattevano contro uno Stato rapace, alleato dei baroni che da sempre sfruttavano la povera gente. Nacquero canzoni, leggende, miti per celebrare le gesta di questi “eroi”. Fra tutti, uno dei briganti più famosi fu Carmine Crocco.]
8. (C) Chi fu Carmine Crocco?
[Era un brigante originario della Basilicata (era nato a Rionero in Vulture nel 1830). In giovinezza si era arruolato nell’esercito borbonico, poi aveva disertato e aveva formato una banda di briganti; fu catturato e incarcerato; evase e nel 1859 si unì ai garibaldini. Dopo l’unificazione italiana, tornò a fare il brigante; nel 1864 fu arrestato e condannato al carcere a vita da scontare all’isola d’Elba, dove morì nel 1905.]
9. (B) Quale fu la reazione dello Stato italiano al brigantaggio?
[Lo Stato italiano inviò l’esercito a reprimere brutalmente il brigantaggio; nel 1863 la legge Pica decretò lo stato d’assedio: ai militari fu conferito il potere di amministrare la giustizia come in tempo di guerra e di adottare provvedimenti straordinari (legge marziale). Furono inviati 160.000 soldati (circa metà dell’esercito italiano) sotto la guida dei generali Enrico Cialdini e Alfonso La Marmora. Gli insorti circa 85.000, non avevano un comando unificato, ma conoscevano bene il territorio. Il numero dei caduti di entrambe le parti sommati insieme (soldati regolari e briganti) fu superiore a quello dei morti di tutto il Risorgimento.]
10. (A) Come si concluse la guerra al Brigantaggio?
[Si concluse nel 1865 con la vittoria militare dello Stato sui briganti; ma si trattò di una vittoria ottenuta al prezzo di migliaia di morti anche tra i civili, di arresti e condanne sommarie, senza processo, che lasciò uno strascico di odio nella popolazione meridionale verso il governo “piemontese” con cui veniva identificato lo Stato italiano.]
