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8.5 L’ECONOMIA CURTENSE


1. L’ECONOMIA DELLA CURTIS

1. (A) Come viene chiamata l’economia tipica del feudalesimo?

[Economia curtense, cioè basata sulla curtis (al plurale: curtes).]

2. (A) Che cosa era la curtis?

[Era un’azienda agricola di proprietà di un signore o di un monastero in epoca feudale.]

3. (A) Quali erano le caratteristiche di fondo dell’economia curtense?

[Era un’economia chiusa in cui ogni curtis era tendenzialmente autosufficiente. Questo non significa che scambi tra curtes limitrofe o tra le curtes e i centri urbani ad esse vicini fossero del tutto assenti.]

4. (B) Qual era il mezzo di scambio più comune all’interno della curtis?

[Il baratto, ovvero lo scambio di merci senza l’intermediazione del denaro. Le monete erano rare nel Medioevo, in particolare all’interno del sistema curtense.]

2. PARTE DOMÌNICA E PARTE MASSARÌCIA

5. (A) In quante e quali parti era divisa una curtis medievale?

[In due parti:

  1. la pars domìnica;
  2. la pars massarìcia.]

6. (B) Che differenza c’era tra la pars domìnica e la pars massarìcia della curtis? [

  1. La pars domìnica (la parte padronale) era la parte gestita direttamente dal signore e destinata al suo uso esclusivo (domìnicia deriva dal latino dominus, ovvero signore);
  2. la pars massarìcia era la parte concessa in affitto dal signore ai contadini (detti massari o coloni).]

2.1 LA PARS DOMINICA

7. (B) Da chi erano coltivati i campi della pars domìnica della curtis?

[Dai servi prebendari. Il termine deriva da prebenda.]

8. (C) Che cosa significava il termine “prebenda” da cui deriva quello di “servo prebendario”?

[Che ai servi che lavoravano nella parte domìnica della curtis venivano garantiti vitto e alloggio.]

9. (C) Quali erano le caratteristiche strutturali della parte domìnica della curtis che la distinguevano dalla parte massaricia?

[La parte domìnica era la parte più fertile ed era dotata di frantoi, mulini, officine…]

10. (C) Che cosa era la decima?

[La parte del raccolto che i contadini erano tenuti a dare alla Chiesa. Era detta così perché costituiva un decimo del suo raccolto.]

2.2 LA PARS MASSARICIA

11. (C) Come si chiamavano i piccoli appezzamenti di terreno in cui era suddivisa la pars massarìcia della curtis?

[Mansi. Ciascuna famiglia contadina otteneva dal signore un suo manso da coltivare.]

12. (A) Come erano detti i contadini che lavoravano nella pars massarìcia della curtis?

[Massari o coloni.]

13. (B) Che cosa doveva dare il massaro (contadino) al signore in cambio del manso da coltivare?

[Un affitto in denaro o, più spesso, in natura (prodotti agricoli, animali, attrezzi…) e soprattutto doveva concedere al signore giornate lavorative gratuite nella parte domìnica, concentrate soprattutto nei periodi in cui l’attività agricola era più intensa (aratura, semina, raccolta…).]

14. (C) Perché i massari (contadini) generalmente pagavano l’affitto del manso ai signori in natura (con prodotti agricoli) anziché in denaro?

[Perché il denaro nell’economia curtense e in epoca feudale era molto scarso.]

15. (B) Come si chiamavano le giornate lavorative gratuite che il massaro (contadino) era obbligato a svolgere a favore del signore nella parte domìnica della curtis?

[Corvées. La parola corvée è un termine francese che deriva dal latino corrogata opera che significa “opera dovuta”.]

16. (B) Oltre al pagamento di un affitto in denaro o in natura e alle corvées, i massari erano tenuti a pagare delle tasse ai signori; di quali tasse si trattava?

[Delle bannalità e della taglia.]

17. (B) Che cos’erano le bannalità in epoca feudale?

[Delle tasse per potere usare i mezzi di produzione (gli strumenti agricoli) di proprietà del signore (i mulini per macinare il grano, i frantoi per frangere (spremere) le olive, i torchi per spremere l’uva per fare il vino, i forni per cuocere il pane…); ma anche dei pedaggi per usare le strade, i ponti… I contadini erano obbligati a servirsi di questi mezzi perché appartenevano al signore, che deteneva il controllo dei principali strumenti di produzione.]

18. (C) Che cos’era la taglia in epoca feudale?

[Era un tributo (una tassa) che il signore imponeva ai suoi coloni in cambio della difesa militare dagli attacchi dei nemici che egli garantiva loro.]

3. LE CAUSE DELL’ECONOMIA CURTENSE

19. (B) Quali sono le ragioni principali per cui, in epoca feudale, si affermò l’economia chiusa del sistema curtense? [

  1. Il fatto che i commerci e l’artigianato non erano ancora rifioriti dopo il crollo dell’Impero Romano;
  2. gli innumerevoli balzelli e pedaggi che i feudatari imponevano per l’uso dei loro ponti e delle loro strade;
  3. l’insicurezza dovuta alle invasioni di Saraceni, Ungari e Normanni che aveva notevolmente ridimensionato gli scambi commerciali.

Già in epoca tardo-romana l’insicurezza, dovuta alle invasioni barbariche, e i debiti avevano spinto molti piccoli contadini, a vendere i loro appezzamenti di terreno ai grandi latifondisti in cambio della loro protezione. Questa tendenza si era consolidata durante l’Alto Medioevo.]

20. (C) Il latifondo, che in epoca feudale venne chiamato curtis, a che cosa più o meno corrispondeva in epoca romana?

[A quella che si chiamava villa; tuttavia la villa, a differenza della curtis, era inserita in un’economia di mercato.]

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