8.5 UNA RELIGIONE CIVICA
1. (A) Perché la religione greca viene definita una “religione civica”?
[Perché in qualsiasi momento topico della vita politica, sociale e familiare i Greci chiedevano protezione alle divinità: guerre, promulgazione di leggi, fondazione di colonie, matrimoni, contratti… I culti greci erano volti ad assicurare protezione e prosperità alla loro polis.]
2. (B) Come venivano scelti i sacerdoti greci?
[O per elezione o per sorteggio, come le magistrature, e l’incarico era transitorio e poteva essere revocato prima della scadenza; al termine del mandato, i sacerdoti come i politici dovevano render conto ai cittadini del loro operato.]
3. (B) Nelle città greche i sacrifici di animali agli dèi da che cosa erano seguiti?
[Da un banchetto in comune che aveva lo scopo di creare un senso di solidarietà e di appartenenza a una stessa comunità. Le parti non commestibili dell’animale venivano offerte alla divinità (venivano bruciate su un altare: si pensava che le divinità si cibassero del fumo che si innalzava al cielo), mentre quelle commestibili erano destinate al banchetto dei cittadini. Questi sacrifici seguiti da banchetti erano molto frequenti: ad Atene nel V secolo gli venivano dedicati cento giorni l’anno.]
4. (C) Che cos’era l’olocausto nell’antica Grecia?
[Era la combustione di un intero animale offerto in sacrificio durante un rito notturno alle potenze degli inferi. Poiché l’intero animale veniva bruciato, non avanzavano parti per un banchetto in comune. Questi sacrifici alle divinità infere non avevano lo scopo di ottenere la loro protezione bensì di scongiurarne l’influsso maligno (scopo apotropaico). La parola “olocausto” è stata usata un po’ impropriamente in epoca contemporanea per riferirsi alla Shoah, cioè allo sterminio degli Ebrei perpetrato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.]
