8.8 L’ITALIA CRISPINA
1. FRANCESCO CRISPI
1. (A) Chi assunse la guida del governo italiano dopo la morte di Agostino Depretis nel 1887?
[Francesco Crispi, che dominò la scena politica italiana per circa un decennio. Come Primo Ministro fu in carica dal 1887 al 1889; poi dal 1893 al 1896.]
2. (B) Qual era il passato politico di Francesco Crispi prima di diventare capo del governo nel 1887?
[Siciliano, laureato in Giurisprudenza, Crispi nel 1848 aveva partecipato all’insurrezione antiborbonica di Palermo; era stato un convinto mazziniano; fu lui a ideare e organizzare la spedizione dei Mille guidata da Garibaldi; nel 1861 fu eletto nell’estrema Sinistra, poi nel 1864 abbandonò la sua fede repubblicana per diventare filomonarchico.]
3. (B) Francesco Crispi come capo del governo era di sinistra o di destra?
[Venne eletto nelle file della Sinistra ma, avendo promesso di formare un governo autoritario, fu votato anche da molti conservatori; di fatto la sua politica ci appare fortemente contradditoria: tanto per fare un esempio, riconobbe il diritto di sciopero e represse brutalmente le manifestazioni dei lavoratori.]
4. (C) A quale personalità politica del panorama europeo guardava con ammirazione Francesco Crispi?
[Al cancelliere tedesco Otto von Bismarck per il suo autoritarismo e il suo anti-clericalismo.]
5. (A) Quali furono i principali punti della politica di Francesco Crispi al governo?
[
- La riforma della legge comunale e provinciale (1888);
- il Codice penale Zanardelli (1889);
- la guerra doganale contro la Francia;
- la repressione del movimento operaio;
- la nazionalizzazione delle masse;
- il rilancio della politica coloniale in Africa.
]
2. RIFORMA DELLA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE
6. (C) Che cosa prevedeva la riforma della legge comunale e provinciale del governo Crispi del 1888?
[
- L’età minima per esercitare il diritto di voto per eleggere i membri dei Consigli comunali e provinciali veniva abbassata da 25 a 21 anni, come per le elezioni politiche (cioè per l’elezione dei membri della Camera) con la riforma del 1882;
- i sindaci non erano più di nomina regia, ma venivano eletti.
]
3. IL CODICE PENALE ZANARDELLI
7. (A) Che cosa prevedeva il Codice penale Zanardelli (dal nome del Ministro della Giustizia del Governo Crispi del 1889)?
[
- Aboliva la pena di morte;
- metteva sotto controllo le manifestazioni e le riunioni pubbliche;
- sanciva la liceità dello sciopero.
La pena di morte (abolita da Zanardelli nel 1889) fu ripristinata dal Fascismo nel 1926 e di nuovo abolita dalla Costituzione repubblicana nel 1948.]
4. LA GUERRA DOGANALE CONTRO LA FRANCIA
8. (B) Crispi strinse i rapporti commerciali con la Germania e innalzò dazi doganali sui prodotti industriali francesi; che conseguenze ebbe la politica protezionistica antifrancese di Crispi?
[Per ritorsione la Francia impose pesanti dazi sui prodotti agricoli italiani; le conseguenze devastanti dei dazi francesi sull’agricoltura meridionale costrinsero Crispi alle dimissioni (1889).]
5. LA REPRESSIONE DEL MOVIMENTO OPERAIO
9. (B) Nei primi anni Novanta dell’Ottocento ci furono varie rivolte popolari che furono duramente represse da Crispi; dove avvennero queste rivolte?
[In Sicilia, dove i protagonisti erano operai, contadini e minatori delle zolfare (o zolfatare, le miniere di zolfo) e in Lunigiana (tra la Toscana e la Liguria), dove a protestare erano i lavoratori anarchici e socialisti delle cave di marmo.]
10. (B) Come si chiamavano le leghe di lavoratori che si formarono in Sicilia tra il 1891 e il 1893 e che dettero vita a proteste contro le tasse e in favore della distribuzione delle terre ai contadini?
[Fasci siciliani; erano di ispirazione democratico-socialista. La parola “fascio” significa “unione”.]
11. (A) Che cosa fece Crispi per reprimere le rivolte contadine e operaie della Sicilia e della Lunigiana?
[Proclamò lo stato d’assedio (i poteri civili vennero temporaneamente affidati all’esercito). I carabinieri in Sicilia non esitarono a sparare sulla folla uccidendo decine di persone.]
12. (B) Quale partito Crispi sciolse d’autorità nel 1894?
[Il Partito Socialista Italiano. Era stato fondato a Genova nel 1892 da Filippo Turati. All’inizio si chiamava Partito dei Lavoratori Italiani.]
6. LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE MASSE
13. (B) In che cosa consistette la politica di nazionalizzazione delle masse di Francesco Crispi?
[Crispi cercò di rafforzare il sentimento patriottico attraverso iniziative che promuovevano l’unità e l’orgoglio nazionale.]
14. (C) Quali furono alcune delle iniziative con cui Crispi cercò di coinvolgere e unificare il popolo italiano sotto un senso di identità nazionale forte?
[
- I programmi di studio delle scuole elementari furono riformati nel senso di rafforzare lo studio della storia e della cultura italiana;
- durante i suoi governi furono innalzati in tutte le piazze d’Italia monumenti a Mazzini, Vittorio Emanuele II e Garibaldi;
- Crispi enfatizzò molto le celebrazioni nazionali.
]
7. LA POLITICA IMPERIALISTA DI CRISPI
15. (A) Nel 1889 il governo Crispi firmò un accordo con il negus (l’imperatore d’Etiopia) Menelik: il Trattato di Uccialli (dal nome della città etiope dove venne siglato); che cosa stabiliva questo accordo?
[Il testo italiano affermava che l’Etiopia era un protettorato italiano; il testo in amarico (la lingua ufficiale dell’Etiopia), invece, era molto più ambiguo e lasciava intendere che tra i due Paesi veniva stipulato un rapporto di amicizia. La differenza venne alla luce un anno dopo e provocò un peggioramento delle relazioni italo-etiopiche.]
16. (B) Quale iniziativa coloniale prese Crispi nel 1895?
[Inviò un corpo di spedizione in Africa per conquistare l’Etiopia.]
17. (A) Come si concluse l’avventura coloniale di Crispi in Etiopia?
[Nel 1896 il corpo di spedizione italiano composto da 16.000 uomini fu attaccato e decimato presso Adua dall’esercito etiope, nonostante l’arretratezza di quest’ultimo (7.000 soldati italiani rimasero sul terreno e 2.000 furono fatti prigionieri). Era la più grave sconfitta che un esercito europeo avesse subito in una guerra coloniale. In Italia scoppiarono rivolte di piazza e Crispi fu costretto a dimettersi.]
