1.4 LIBERALISMO, NAZIONALISMO, ROMANTICISMO
1. PACE TRA GLI STATI MA NON NEGLI STATI
1. (A) Il Congresso di Vienna e la Santa Alleanza riuscirono a garantire la pace in Europa?
[Riuscirono a garantire un quarantennio di pace tra gli Stati ma non la pace all’interno dei singoli Stati. Il quarantennio di pace finì con la Guerra di Crimea del 1854-55 tra Russia, da una parte, e Inghilterra e Francia, che intervennero a sostegno dell’Impero Ottomano, dall’altra.]
2. (B) Perché il Congresso di Vienna e la Santa Alleanza non riuscirono a garantire la pace all’interno degli Stati?
[Perché repressero idee e valori che con la Rivoluzione Francese e con Napoleone si erano ampiamente diffusi e radicati in Europa: le aspirazioni alle libertà individuali della borghesia e le aspirazioni all’indipendenza e all’unità nazionale di certi popoli.]
3. (A) Quali ideologie si opposero alla Restaurazione prima del 1848?
[Il Liberalismo, il Nazionalismo e, per alcuni aspetti, il Romanticismo. Poi, a partire dal 1848 entrarono in scena anche i democratici/repubblicani e i socialisti. Le ideologie sono visioni politiche del mondo.]
4. (B) Sul piano sociale la lotta tra nazionalisti e liberali, da una parte, e regimi legittimisti, dall’altra, come si può leggere?
[Come una lotta della borghesia contro la nobiltà e il clero alleati tra loro. La nobiltà e il clero tentavano di arrestare l’avanzata della borghesia e di conservare il potere riacquistato con la Restaurazione; la borghesia, d’altro canto, cercava di riconquistare il potere temporaneamente acquisito con la Rivoluzione Francese e Napoleone e poi perso con la Restaurazione.]
2. LIBERALISMO
5. (A) Quali libertà e diritti difendevano i liberali ottocenteschi?
[La libertà religiosa, la libertà di opinione, la libertà di associazione politica, il diritto alla proprietà privata.]
6. (A) Quale concezione economica avevano i liberali ottocenteschi?
[Avevano fiducia nella capacità del libero mercato di autoregolarsi e di accrescere il benessere di tutti.]
7. (A) Quali erano i cardini del pensiero giuridico-politico del Liberalismo ottocentesco?
[Il principio rappresentativo (o di rappresentanza parlamentare), la divisione dei poteri, la difesa dell’individuo contro gli abusi dell’autorità statale (libertà dal potere oppressivo dello Stato), l’uguaglianza giuridica (tutti sono uguali di fronte alla legge), lo Stato di diritto (l’idea che nessun individuo o organo di potere è al di sopra delle leggi).]
8. (A) Secondo i liberali che si contrapponevano alla Restaurazione, a chi doveva essere conferito il diritto di voto?
[Ai cittadini al di sopra di un certo reddito (suffragio censitario) e dotati di un certo grado di istruzione.]
9. (C) Come giustificavano i liberali che si contrapponevano alla Restaurazione la loro preferenza per un suffragio censitario e vincolato a un certo livello di istruzione rispetto al suffragio universale (diritto di voto esteso a tutti)?
[Affermavano che solo chi era benestante non si lasciava “comprare” da promesse demagogiche e solo chi era istruito poteva fare scelte consapevoli.]
10. (B) I liberali che si contrapponevano alla Restaurazione erano a favore dell’uguaglianza?
[Erano a favore dell’uguaglianza giuridica (tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge), ma non dell’uguaglianza politica (negavano il suffragio universale e affermavano il suffragio censitario) e neppure dell’uguaglianza economica.]
11. (B) Che tipo di regime auspicavano i liberali al tempo della Restaurazione?
[Una monarchia costituzionale parlamentare, cioè una monarchia in cui il potere del re, in base a una costituzione scritta, fosse limitato dal Parlamento (eletto a suffragio censitario, cioè ristretto in base al reddito). A partire dal 1848 ebbero un peso assai rilevante nelle vicende politiche anche i democratici che invece erano a favore della Repubblica e del suffragio universale.]
12. (B) I liberali che si contrapponevano alla Restaurazione rappresentavano gli interessi di quale ceto sociale?
[Della borghesia.]
13. (C) Quali erano i pensatori del XVII e XVIII secolo a cui si ispiravano i liberali ottocenteschi?
[John Locke (per la tolleranza religiosa e la tutela della proprietà privata), Montesquieu (per la divisione dei poteri), Voltaire (per la tolleranza religiosa e la libertà di opinione), Adam Smith (per la tutela della proprietà privata e le virtù del libero mercato).]
14. (C) A quali fenomeni storico-politici guardavano con ammirazione i liberali ottocenteschi?
[Alla Gloriosa Rivoluzione, alla Rivoluzione Americana, alla prima fase della Rivoluzione Francese (1789).]
15. (C) Quale fu l’atteggiamento della Chiesa cattolica verso il Liberalismo durante la Restaurazione?
[La Chiesa ufficiale condannò il Liberalismo (Papa Leone XII e Papa Gregorio XVI), ma ci furono anche cattolici che aderirono al Liberalismo, come il sacerdote francese Félicité de Lamennais (1782-1854), fondatore del giornale cattolico-liberale L’Avenir.]
3. NAZIONALISMO
16. (A) Che differenza c’è tra Stato e nazione?
[I due termini sono spesso usati come sinonimi, ma non lo sono (soprattutto non lo erano nell’Ottocento): per “nazione” si intende un popolo che condivide una lingua, una religione, delle tradizioni, una stessa cultura; in altre parole, una nazione è un popolo che ha una sua identità culturale che si è formata nel corso della storia; uno Stato, invece, è un’entità politica che esercita la sovranità sui cittadini che abitano un territorio delimitato da dei precisi confini, indipendentemente dall’identità culturale di questi cittadini. Ne consegue che non sempre Stato e nazione coincidono. Ci possono essere Stati che comprendono due o più nazioni diverse (ovvero popoli con lingue, culture diverse…); esempio: l’Impero Asburgico era uno Stato costituito da varie nazioni: austriaca, italiana, slovena, croata, ceca, slovacca, ungherese… Viceversa, ci può essere una nazione (cioè un popolo) divisa in Stati diversi; esempio: l’Italia nell’Ottocento era considerata da molti intellettuali un’unica nazione divisa in diversi Stati, alcuni dei quali governati da una potenza straniera: l’Impero Austriaco.]
17. (C) Da un punto di vista etimologico, a che cosa allude il termine “nazione”?
[Alla nascita (dal latino natio): una nazione è una comunità di individui uniti da legami di sangue e da un luogo di nascita comune. Con nationes i Romani indicavano le grandi tribù germaniche. Nel Medioevo il termine “nazione” veniva usato per riferirsi agli studenti universitari provenienti da varie regioni europee.]
18. (A) Che cos’era il Nazionalismo nella prima metà dell’Ottocento?
[Una ideologia secondo la quale ogni popolo che condivide una stessa lingua, una stessa religione, una stessa cultura ha il diritto di essere indipendente e sovrano, cioè non deve essere sottomesso ad uno Stato straniero e deve potersi autogovernare (principio di autodeterminazione dei popoli).]
19. (B) In quali momenti storico-politici vanno rintracciate le radici della cultura nazionalistica della prima metà dell’Ottocento?
[Nella Rivoluzione Francese e nel periodo napoleonico.]
20. (C) In che senso le radici del Nazionalismo ottocentesco vanno ricercate anche nella Rivoluzione Francese?
[Nel senso che la Rivoluzione Francese affermò il principio secondo cui la sovranità statale spetta al popolo (cioè alla nazione) per diritto naturale, non al sovrano per diritto divino. Con la Rivoluzione Francese, nazionalismo e democrazia si fondono, come appare evidente dall’articolo 3 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789: “Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione”.]
21. (C) La Rivoluzione Francese da quale filosofo riprese il principio della sovranità popolare?
[Da Jean Jacques Rousseau (1712-78): per il filosofo ginevrino, lo Stato non è un dominio personale del sovrano, ma appartiene al popolo.]
22. (B) In che modo Napoleone ha contribuito allo sviluppo del Nazionalismo ottocentesco?
[In modo indiretto: contro le tendenze di Napoleone a costituire un impero europeo si scatenarono guerre di resistenza e di liberazione nazionale dal suo dominio.]
23. (C) Quale filosofo tedesco, autore dei Discorsi alla Nazione tedesca (1807-08), contribuì a creare in Germania un sentimento nazionale anti-napoleonico?
[Johann Gottlieb Fichte (1762-1814).]
24. (C) L’idea di nazione ottocentesca rispecchiava una realtà storica fondata o era una costruzione culturale?
[Oggi gli storici tendono a pensare che la nazione sia una costruzione culturale, una comunità immaginata più che una comunità storica. Per secoli gli uomini hanno vissuto in imperi multietnici o in Stati sovranazionali, poi nel XIX secolo sono state “inventate” identità e tradizioni nazionali (si veda il libro di Benedict Anderson Comunità immaginate).]
25. (B) Quale principio cardine del Congresso di Vienna ostacolava l’aspirazione nazionalistica ottocentesca di ogni popolo ad autogovernarsi?
[Il principio di equilibrio. Per ridisegnare la carta d’Europa sulla base del principio di equilibrio, i fautori della Restaurazione ignorarono le identità nazionali dei popoli coinvolti. Esempio 1: come abbiamo visto, per ragioni di equilibrio, il Congresso di Vienna creò a tavolino il Regno dei Paesi Bassi, uno Stato cuscinetto che metteva insieme Belgi e Olandesi senza tenere conto che si trattava di popoli con lingue, culture e storie diverse che non avrebbero voluto appartenere alla stessa entità statale (Stato). Esempio 2: l’Italia fu divisa in vari Stati senza che si tenesse conto delle aspirazioni all’unità nazionale che serpeggiavano tra molti intellettuali dell’epoca.]
26. (B) Il nazionalismo indipendentista dell’epoca della Restaurazione quali risultati politici ha prodotto?
[L’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano e del Belgio dal Regno dei Paesi Bassi; mentre il tentativo nazionalistico della Polonia di liberarsi dal giogo russo ebbe esito negativo.]
27. (B) In che rapporti erano il nazionalismo e il liberalismo nella prima metà dell’Ottocento?
[Erano due ideologie che andavano a braccetto: coloro che si battevano per l’indipendenza della loro nazione dal dominio straniero (i nazionalisti o patrioti) erano di solito anche fautori delle libertà di opinione, di associazione di stampa… (liberali) e viceversa; nazionalisti e liberali avevano un comune nemico: la Restaurazione.]
4. ROMANTICISMO
28. (A) Che cos’è stato il Romanticismo?
[Il Romanticismo è stato un movimento culturale della prima metà del XIX secolo che esaltava i sentimenti, la spontaneità, la creatività, la storia, la tradizione e, cosa che qui più ci interessa, la nazione.]
29. (A) Dov’è nato il Romanticismo?
[In Germania, ma presto si è diffuso in tutta Europa diventando una vera e propria moda.]
30. (B) A quali correnti culturali si contrapponeva il Romanticismo?
[All’Illuminismo e al Classicismo.]
31. (B) Come fu concepita la nazione dal Romanticismo?
[Come una comunità di sangue, di lingua e di cultura.]
32. (B) Per i romantici la nazione si risolveva in una componente biologica (sangue) e in una componente storico-culturale (lingua e cultura), o vi vedevano anche una connotazione di altro tipo?
[Per i romantici la nazione, o meglio, la patria aveva anche una connotazione mistico-religiosa: era considerata sacra; per essa valeva la pena combattere e, se necessario, sacrificarsi fino a morire (i martiri della patria). I politici o gli uomini di cultura che rendevano grande la propria nazione erano venerati come “padri della patria”; i compatrioti trattati come fratelli.]
33. (C) L’esaltazione romantica della patria si contrapponeva a quale principio illuministico?
[Al cosmopolitismo, cioè all’idea che ogni individuo è cittadino del mondo indipendentemente dallo Stato a cui appartiene.]
34. (B) La cultura romantica si opponeva alla Restaurazione?
[Si opponeva alla Restaurazione in quanto rivendicava il diritto dei popoli ad avere una loro patria indipendente e sovrana e il diritto degli individui di esprimere la propria individualità; ma si allineava alla Restaurazione nella condanna dell’universalismo illuminista (la difesa dei diritti universali).]
