1.8 IL PENSIERO POLITICO DEL RINASCIMENTO
1. TRE AUTORI
1. (A) Chi sono stati i tre più influenti pensatori politici del Rinascimento vissuti a cavallo tra ‘400 e ‘500?
[Niccolò Machiavelli (1469-1527); Erasmo da Rotterdam (1469-1536); Thomas More (1477-1535).]
2. (B) Di quali filoni di pensiero sono considerati gli iniziatori e i maggiori esponenti, rispettivamente, Niccolò Machiavelli, Erasmo da Rotterdam e Thomas More?
[Machiavelli del realismo politico; Erasmo da Rotterdam dell’Umanesimo cristiano; Thomas More dell’utopismo moderno.]
2. NICCOLÒ MACHIAVELLI
3. (A) Chi è l’autore del Rinascimento considerato generalmente l’iniziatore del pensiero politico moderno?
[Niccolò Machiavelli (1469-1527).]
4. (A) Di dove era Machiavelli?
[Di Firenze.]
5. (A) Qual è il maggior merito che viene ascritto a Niccolò Machiavelli (ciò che lo ha reso l’iniziatore del pensiero politico moderno)?
[L’aver separato nettamente la politica dalla religione e dalla morale. Egli per primo ha tentato di studiare l’arte della politica prescindendo da considerazioni di carattere religioso e morale.]
6. (B) Che cosa è necessario, secondo Machiavelli, per fare una corretta analisi politica?
[Conoscere la storia e attenersi ai fatti (a quella che lui chiamava la “verità effettuale”).]
7. (C) Come si chiama l’approccio che Machiavelli adotta nei confronti della politica?
[Realismo politico.]
8. (A) Qual è l’opera più nota di Niccolò Machiavelli?
[Il Principe, un breve trattato nel quale Machiavelli si propone di dare dei consigli a chi è già un governante o a chi aspira a diventarlo. Fu scritto tra il 1513 e 1514, ma fu pubblicato postumo nel 1532.]
9. (A) Quali “virtù” deve avere un buon principe, secondo Machiavelli?
[Deve essere forte come un leone e scaltro come una volpe (golpe et lione). Chi aspira a governare non deve farsi scrupoli di carattere morale: deve essere disposto a ricorrere anche all’inganno e e alla forza quando le circostanze lo richiedono. Ma, con altrettanto cinismo, il principe deve anche cercare di accattivarsi le simpatie del popolo.]
10. (C) Machiavelli fu solo un uomo di pensiero o partecipò anche alla vita politica del suo tempo?
[Partecipò anche alla vita politica di Firenze: dal 1498 fu segretario della Seconda Cancelleria del Comune, quella che si occupava degli affari interni alla città.]
11. (C) Chi è considerato il maggior pensatore politico del Rinascimento italiano, a parte Machiavelli?
[Francesco Guicciardini (1483-1540).]
3. ERASMO DA ROTTERDAM
12. (A) Di che nazionalità era Erasmo da Rotterdam (1469-1536)?
[Olandese (Rotterdam, la città dove egli nacque, è in Olanda).]
13. (A) Quale società ideale vagheggiava Erasmo da Rotterdam?
[Una società fondata sui valori evangelici, che avesse come massimo obiettivo la pace e l’ottenimento del bene comune.]
14. (B) Che cosa fece Erasmo da Rotterdam per rendere la conoscenza dei Vangeli e i loro valori accessibili a tutti?
[Curò l’edizione critica del Nuovo Testamento in greco con traduzione latina, cioè un’edizione filologicamente corretta, epurata di errori e interpolazioni dei copisti amanuensi e lo tradusse in volgare.]
15. (A) Fra le opere di Erasmo da Rotterdam, una fu un vero e proprio best seller della sua epoca; di quale opera si tratta?
[Dell’Elogio della follia (1509). Erasmo immagina che la follia faccia un elogio di se stessa. La follia, secondo Erasmo, sta nell’insensatezza del comportamento di vari tipi umani, disposti a compiere grandi sacrifici per avere in cambio qualche piccolo beneficio; ma la follia è anche la loro salvezza perché, se non fossero folli, si renderebbero conto delle loro miserevoli esistenze e ne soffrirebbero. Ma la follia attribuisce a se stessa anche un secondo merito: quello di spingere gli uomini a compiere grandi imprese (“Perché si manifestino le grandi imprese eroiche della storia è necessario che ci sia la mia spinta” dice la personificazione della follia); la follia è quindi vista come la molla del rinnovamento.]
16. (C) Quali furono i rapporti tra Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero, iniziatore della Riforma Protestante?
[In un primo momento Lutero manifestò una grande ammirazione per Erasmo, perché aveva anticipato vari punti della Riforma, ma, poiché Erasmo non volle aderire al Protestantesimo e volle rimanere cattolico, tra i due nacque un aspro dissidio.]
17. (C) Erasmo da Rotterdam condivideva la concezione politica cinica del Principe di Machiavelli?
[No, ad essa contrappose una concezione umanistico-cristiana nel suo Institutio principis christiani (1516).]
18. (C) Che cosa ha a che vedere il Programma Erasmus, ovvero il programma europeo di soggiorni-studio all’estero per studenti universitari, con Erasmo da Rotterdam?
[Il progetto è stato intitolato a Erasmo da Rotterdam perché il grande umanista cristiano ebbe una vita di studi errabonda: soggiornò in varie città europee (Parigi, Orléans, Torino, Venezia, Padova, Siena, Verona, Basilea, Cambridge). Inoltre fu in contatto epistolare con innumerevoli intellettuali europei.]
4. THOMAS MORE
19. (B) Nell’ambito del Rinascimento europeo, prese l’avvio un filone di pensiero politico per certi versi diametralmente opposto a quello realistico di Machiavelli; di quale corrente si trattava?
[Dell’utopismo, una corrente di pensiero politico che vagheggia una società perfetta in cui regna la giustizia e a cui le società reali e ingiuste nelle quali viviamo dovrebbero ispirarsi.]
20. (A) Chi è stato l’autore rinascimentale che ha inaugurato il pensiero utopico moderno?
[Thomas More (nome italianizzato in Tommaso Moro).]
21. (A) Di dove era Thomas More?
[Era inglese. Fu consigliere del re Enrico VIII che lo fece condannare a morte per non aver accettato la sua riforma religiosa (la Riforma Anglicana).]
22. (A) Come s’intitola la principale opera di Tommaso Moro?
[Utopia (nome che deriva dal greco e significa letteralmente: “non-luogo”; il prefisso “u” ha la funzione di negazione e topos significa “luogo”).]
23. (A) Di che cosa parla l’Utopia di Tommaso Moro?
[Di un’isola immaginaria dove regna la giustizia. Si immagina che un naufrago europeo vi approdi e ne descriva il funzionamento una volta tornato in patria.]
24. (B) Che cosa fa dell’isola di Utopia di Tommaso Moro un luogo dove non ci sono ingiustizie?
[La mancanza di proprietà privata. Secondo l’autore inglese, in una società dove non esistesse proprietà privata, non ci sarebbero ingiustizie e quindi neppure furti, violenze, omicidi… Nell’isola di Utopia non c’è denaro, l’oro e l’argento non hanno valore, non c’è mercato; le attività necessarie al sostentamento della popolazione sono pianificate dallo Stato; tutti lavorano per poche ore al giorno e il resto del tempo si dedicano allo studio e al riposo.]
