11.1 EQUAZIONI PARAMETRICHE
1. (A) Che cosa hanno a che vedere le equazioni parametriche di secondo grado con le disequazioni?
[Per sapere per quali valori del parametro l’equazione ha radici (soluzioni) reali (numeri reali) bisogna porre Δ ≥ 0 come condizione di esistenza delle soluzioni (infatti se il discriminante fosse minore di zero, l’equazione sarebbe impossibile, cioè non avrebbe soluzioni reali).]
ESEMPIO
2. (B) Quale condizione bisogna porre per sapere per quali valori del parametro m l’equazione ha radici reali?
[Bisogna porre la condizione Δ ≥ 0 cioè che, svolgendo i calcoli, diventa . Vediamo i passaggi: .]
3. (B) Una volta che abbiamo posto la condizione Δ ≥ 0, ottenendo , come si procede?
[Si risolve l’equazione associata , calcolandone il discriminante Δ, che è 9. Ecco i passaggi: .]
4. (B) Stabilito che il discriminante dell’equazione è Δ = 9, come si procede?
[Si calcolano le radici dell’equazione , ottenendo 1 e 4. Ecco i passaggi: e .]
5. (B) Una volta che abbiamo stabilito che le radici dell’equazione sono 1 e 4, come si procede?
[Si stabilisce per quali valori di m la disequazione è verificata; e si ottiene: .]
6. (B) Il fatto che la disequazione sia verificata per , che cosa ci dice sull’equazione di partenza, cioè su ?
[Che l’equazione di partenza ha radici reali se . Tradotto in parole semplici: se nell’equazione sostituiamo m con un numero minore o uguale a 1 (per esempio con −2) oppure con un numero maggiore o uguale a 4 (per esempio con 5), l’equazione ha soluzioni reali; se invece sostituiamo m con un numero maggiore di 1 e minore 4 (per esempio con 3) l’equazione non ha soluzioni reali (cioè è impossibile).]
