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2.1 BORGHESIA E PROLETARIATO


1. DUE CLASSI ANTAGONISTE

1. (A) Quali classi sociali, protagoniste della rivoluzione industriale, si affermarono nel XIX secolo?

[La borghesia capitalistica (cioè la classe imprenditoriale detentrice dei capitali) e il proletariato.]

2. (B) Che cos’è il capitale?

[È l’insieme dei mezzi di produzione di un’impresa: i capannoni, i macchinari e il denaro per remunerare gli operai e fare nuovi investimenti.]

3. (A) Che cosa si intende per proletariato?

[La classe operaia salariata delle fabbriche. Marx usò il termine per indicare i lavoratori che non possedevano nulla se non la loro forza lavoro e la propria prole da mantenere.]

4. (A) In che rapporti erano la borghesia imprenditoriale e la classe operaia nel XIX secolo?

[Erano in rapporti antagonistici, cioè conflittuali, molto più che i contadini e nobili proprietari terrieri nell’epoca preindustriale.]

5. (B) Perché la borghesia imprenditoriale e il proletariato erano in rapporti fortemente antagonistici nel XIX secolo?

[Per spiegarlo non basta fare riferimento al divario economico tra le due classi sociali o allo sfruttamento dell’una sull’altra, occorre aggiungere che la divisione sociale non appariva più, come in passato, un dato naturale e che per gli operai era difficile accettare il rapido successo degli imprenditori e il rischio di scivolare dallo stato di occupati a quello di disoccupati. Al contrario, i nobili avevano un atteggiamento paternalistico e protettivo nei confronti dei contadini e con esso si guadagnavano la loro fedeltà. Inoltre chi era contadino non vedeva un altro contadino trasformarsi, grazie alle sue abilità imprenditoriali, in nobile proprietario terriero, questo non era possibile in una società divisa per ordini; né un contadino rischiava continuamente di passare dallo stato di occupato a quello di disoccupato.]

PER IL QUIZ: Non solo per il divario economico tra le due classi, ma anche perché la divisione sociale non appariva più come in passato un dato naturale e perché, per gli operai, era difficile accettare il rapido successo degli imprenditori e il loro passaggio dallo stato di occupati a quello di disoccupati.

2. LA BORGHESIA OTTOCENTESCA

6. (A) La borghesia nell’Ottocento era una classe tendenzialmente rivoluzionaria o conservatrice?

[Nella prima metà dell’Ottocento fu tendenzialmente rivoluzionaria, mentre nella seconda metà fu tendenzialmente conservatrice.]

7. (B) Perché la borghesia nella prima metà dell’Ottocento fu tendenzialmente rivoluzionaria?

[Perché voleva riaffermare i diritti acquisiti con la Rivoluzione Francese e sanciti dal Codice Civile napoleonico che invece la Restaurazione aveva in parte cancellato; per farlo, decise di lottare contro i fautori della Restaurazione.]

8. (B) Perché nella seconda metà dell’Ottocento la borghesia divenne tendenzialmente conservatrice?

[Perché, dopo aver ottenuto il riconoscimento dei diritti che essa rivendicava e l’indipendenza degli Stati nazionali, il suo nuovo obiettivo divenne quello di consolidare il suo potere politico e impedire ai partiti socialisti, che rappresentavano le classi operaie, di avanzare.]

9. (B) Qual era il concetto che stava alla base della morale della borghesia nel XIX secolo?

[Quello di rispettabilità.]

10. (B) Su quali principi e valori si fondava la rispettabilità borghese ottocentesca?

[Sul rispetto delle convenzioni sociali; sul dare un’immagine decorosa di sé e della propria famiglia; sul lavoro onesto; sul mantenere una buona reputazione.]

11. (C) Quale concezione del matrimonio aveva la borghesia nel XIX secolo?

[Era una concezione a tratti contraddittoria, perché il matrimonio non era più solo un’alleanza economica e sociale tra famiglie, ma nasceva dalla passione (Romanticismo) e tuttavia un ardore travolgente metteva a rischio la rispettabilità sociale, soprattutto una volta contratto il matrimonio.]

12. (B) Qual era la concezione della donna nell’immaginario della borghesia nel XIX secolo?

[La donna era vista come la custode della rispettabilità domestica; il suo compito principale era quello di occuparsi della casa, della famiglia e dell’educazione dei figli; era una concezione che rafforzava le differenze di genere e i ruoli sociali tradizionali dell’epoca.]

13. (C) Quale concezione dell’adulterio aveva la borghesia nel XIX secolo?

[La borghesia nel XIX secolo viveva l’adulterio con un forte senso di colpa perché esso gettava un’ombra sulla rispettabilità della famiglia; tuttavia quello compiuto dal marito era molto più tollerato, sia a livello morale che giuridico, di quello compiuto dalla moglie. Ben diverso era stato l’atteggiamento verso l’adulterio dell’aristocrazia nel secolo precedente: essa lo aveva vissuto con disinibizione e leggerezza.]

14. (B) Quale l’ideologia politico-economica fu abbracciata da larga parte della borghesia imprenditoriale soprattutto nella prima metà dell’Ottocento?

[Il liberalismo. Abbiamo già parlato del liberalismo soprattutto dal punto di vista politico nella lezione “L’Età della Restaurazione”, qui di seguito ce ne occuperemo da un punto di vista più prettamente economico.]

3. IL LIBERALISMO POLITICO-ECONOMICO

15. (A) Qual era il principale obiettivo del liberalismo politico-economico nella prima metà del XIX secolo?

[Rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione delle merci da un luogo a un altro, in modo da allargare il mercato.]

16. (B) Quali erano i principali ostacoli alla circolazione delle merci in molti Paesi d’Europa all’inizio del XIX secolo?

[I pedaggi di transito interni a un Paese e i dazi doganali tra uno Stato e un altro.]

17. (A) Quali furono i primi Paesi a rimuovere i pedaggi di transito e i dazi doganali all’inizio dell’era industriale?

[L’Inghilterra seguita dagli Stati Uniti.]

4. IL PROLETARIATO

18. (A) Il proletariato nel XIX secolo era costituito da uomini, donne o bambini?

[Era un insieme eterogeneo di uomini, donne e bambini.]

19. (B) Gli imprenditori nel XIX secolo generalmente preferivano assumere uomini, donne o bambini?

[Se le mansioni non richiedevano una particolare prestanza fisica per la quale erano più adatti gli uomini, preferivano le donne e i bambini, perché, a parità di ore di lavoro e di risultati, venivano pagati meno degli uomini ed erano più disposti ad accettare lavori duri e ripetitivi.]

20. (C) La classe operaia nel XIX secolo era diversificata al suo interno?

[Sì, era molto diversificata, ma in linea di massima si possono distinguere due poli opposti: gli operai non qualificati e una “aristocrazia operaia”, cioè gli operai specializzati.]

21. (B) Come contribuì la fabbrica a formare negli operai dell’Ottocento la coscienza di appartenere a una stessa classe sociale che doveva unirsi per combattere contro gli imprenditori?

[Poiché la fabbrica riuniva un grande numero di lavoratori che svolgevano mansioni simili, in condizioni di lavoro molto dure, contribuì a formare un senso di solidarietà per le ingiustizie subite e a creare le condizioni per organizzare insieme la lotta.]

22. (A) Quali ideologie o movimenti sorsero a difesa della classe operaia nel corso dell’Ottocento?

[Varie forme di socialismo tra cui: il socialismo utopistico, il marxismo, l’anarchismo, il sindacalismo.]

23. (A) Che cos’era il socialismo nell’Ottocento?

[Erano varie correnti politiche che condividevano l’obiettivo di eliminare le ingiustizie del sistema capitalistico e di creare una società più giusta ed egualitaria.]