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2.3 IL “SOCIALISMO SCIENTIFICO” DI MARX


1. LA CRITICA DELLO STATO LIBERALE

1. (A) Che cosa pensava Karl Marx dello Stato liberale?

[Marx criticava lo Stato liberale perché lo vedeva come uno strumento con cui la classe borghese difendeva i suoi interessi e perpetuava le ingiustizie del sistema capitalistico. Secondo lui, lo Stato liberale non era neutrale, ma funzionava come un’istituzione che tutelava la proprietà privata e i privilegi della classe dominante, mantenendo le disuguaglianze sociali.]

2. (A) Che cosa proponeva Marx in alternativa allo Stato liberale?

[Proponeva la necessità di una rivoluzione che portasse alla creazione di una società senza classi, in cui lo Stato sarebbe “svanito”, e ci sarebbe stata una vera libertà e uguaglianza tra tutti.]

2. LA STORIA COME LOTTA DI CLASSE

3. (A) Qual è il motore della storia per Marx?

[La lotta di classe: nel corso della storia si sono sempre fronteggiate una classe dominante e una classe dominata, oppressori e oppressi (liberi e schiavi, patrizi e plebei, feudatari e servi della gleba, aristocratici e borghesi…); le tensioni sociali tra le due classi si sono sempre risolte in una rivoluzione che ha portato quella che era stata fino ad allora la classe oppressa a diventare la nuova classe dominante.]

4. (A) Come fa, secondo Marx, la classe dominante in un determinato periodo storico a mantenere la propria supremazia?

[Crea istituzioni politiche e ideologie funzionali al mantenimento dei rapporti di produzione di quell’epoca storica, cioè dei rapporti economici, che le permettono di essere classe dominante. Anche l’arte, la religione e, in generale, tutti gli ambiti culturali, sono in ogni periodo storico funzionali al mantenimento della classe dominante al potere, secondo Marx. Esempio: in epoca feudale, per giustificare la servitù della gleba, la classe dominante, costituita dai feudatari e dagli alti ecclesiastici, aveva formulato la teoria secondo cui l’ordine sociale era voluto da Dio.]

5. (A) Quand’è che avviene una rivoluzione che porta quella che fino ad allora era stata la classe dominata a diventare classe dominante, secondo Marx?

[Quando cambiano i rapporti di produzione: quando le relazioni economiche tra le persone che producono beni e servizi (cioè i rapporti di produzione) cambiano in seguito a innovazioni tecnologiche, anche le classi sociali e il modo in cui il potere e le risorse sono distribuite si modificano radicalmente (rivoluzione). Esempio: i progressi tecnologici in epoca moderna hanno fatto sì che i rapporti di produzione feudali venissero sostituiti da rapporti di produzione capitalistici. Con l’industrializzazione la borghesia (i discendenti dei servi della gleba) è diventata la nuova classe dominante, che con la Rivoluzione Francese ha anche sottratto potere politico alla nobiltà (cioè ai discendenti dei feudatari medioevali).]

6. (B) Nella dottrina di Marx, le rivoluzioni che nel corso della storia hanno portato una classe dominata a diventare classe dominante sono sempre rivoluzioni violente?

[Non necessariamente; le rivoluzioni avvengono quando i nuovi rapporti di produzione fanno emergere quella che fino ad allora era stata una classe dominata come nuova classe dominante; solo in alcuni casi questa nuova classe si afferma anche con una rivoluzione armata.]

3. IL MATERIALISMO STORICO

7. (B) Come chiamava Marx, rispettivamente, i rapporti e i mezzi di produzione, da una parte, e le istituzioni politiche e le manifestazioni culturali che dai rapporti di produzione dipendono, dall’altra?

[Marx chiamava “struttura” i rapporti di produzione e “sovrastruttura” tutto il resto; la sovrastruttura è determinata dalla struttura: le idee dominanti in una determinata epoca si sviluppano a partire dai rapporti di produzione di quell’epoca stessa. Esempio: la concezione feudale secondo cui la società ha una architettura piramidale voluta da Dio, in cui i servi della gleba sottostanno ai vassalli che a loro volta sottostanno ai signori, è un esempio di sovrastruttura. Tale sovrastruttura è determinata dai rapporti di produzione, cioè è funzionale all’economia curtense (struttura) e alla posizione dominante che il signore vi ricopre. Gli intellettuali dell’epoca, che appartenevano quasi senza eccezione al clero, svilupparono questa visione del mondo a favore della classe dominante. Ma non lo facevano con consapevolezza: non immaginavano neppure lontanamente che avrebbero potuto teorizzare una concezione diametralmente opposta. In quel contesto storico, economico e politico, sarebbe stato impensabile che un intellettuale mettesse in discussione i rapporti tra signore e servi della gleba: mancavano le condizioni socio-economiche (la struttura) per sviluppare un pensiero così divergente per l’epoca. La struttura economico-sociale portava gli intellettuali a pensare che essa fosse immutabile e sacra perché voluta da Dio e questo pensiero rifletteva gli interessi della classe dominante di quel periodo storico: i signori.]

8. (A) Come viene chiamata la teoria marxiana, secondo cui la struttura (i mezzi e i rapporti di produzione) determina la sovrastruttura (le istituzioni politiche, le ideologie che le giustificano, la cultura ad esse funzionale…)?

[Materialismo storico.]

9. (C) Il materialismo storico di Marx si contrapponeva all’idealismo storico di quale filosofo di cui Marx fu allievo e anche critico?

[All’idealismo storico di Hegel.]

10. (A) Che cosa significa che Marx considerava il suo materialismo storico un materialismo dialettico?

[Significa che, per lui, le contraddizioni (cioè i contrasti) tra forze produttive e rapporti di produzione (ad esempio tra lo sviluppo delle tecnologie e i rapporti capitalistici di sfruttamento) portano a conflitti sociali (dialettica) che determinano cambiamenti storici (rivoluzioni) di carattere economico-politico e, in seconda battuta, culturale. Marx riprese i concetti di contraddizione e di dialettica da Hegel. Tali concetti, che fino a quel momento erano rimasti circoscritti all’ambito della logica, Hegel li aveva applicati alla realtà storica considerata da un punto di vista idealistico. Marx li applicò alla realtà storica considerata da un punto di vista materialistico.]

4. IL RUOLO RIVOLUZIONARIO DELLA BORGHESIA

11. (A) Quali erano, secondo Marx, nella sua epoca, le due classi (l’una dominante, l’altra dominata) in lotta tra loro?

[La borghesia e la classe operaia, che Marx chiamava proletariato.]

12. (A) Quali mezzi di produzione possedeva la borghesia, secondo Marx?

[Possedeva il capitale, ovvero le fabbriche, i macchinari e il denaro per acquistare l’energia per farli funzionare, per pagare i salari agli operai e per fare gli investimenti in nuovi capannoni, macchinari…]

13. (B) Che ruolo ha avuto, secondo Marx, la borghesia nel corso della storia?

[Marx riconosceva alla borghesia un ruolo rivoluzionario, ma riteneva che nella sua epoca questa spinta rivoluzionaria si fosse esaurita e che la borghesia fosse diventata una classe reazionaria.]

14. (B) In che cosa si distingue la borghesia da tutte le classi sociali dominanti di epoche precedenti, secondo Marx?

[Nel fatto che la borghesia tende a rinnovare continuamente gli strumenti di produzione. Detto in parole più semplici, il capitalismo si basa sulla continua innovazione tecnologica e, poiché per Marx, come abbiamo visto, dai modi di produzione dipendono i rapporti sociali e le idee di una certa epoca, questi rapporti non sono mai stabili e “le idee e i concetti invecchiano prima di potersi fissare”.]

15. (B) Secondo Marx, la borghesia è stata un motore di progresso economico e culturale a livello mondiale?

[Sì, la borghesia, cercando di innovare continuamente i suoi mezzi di produzione e di allargare i suoi mercati, ha prodotto un rapido progresso tecnologico e scientifico, di cui hanno usufruito popolazioni di tutto il mondo. In sintesi la borghesia ha prodotto quella che in seguito è stata chiamata globalizzazione e ha diffuso un certo incivilimento. Tuttavia la globalizzazione e l’incivilimento di cui la borghesia è stata artefice si sono accompagnati a contraddizioni profonde come lo sfruttamento delle classi lavoratrici, disuguaglianze economiche crescenti…

5. IL PROLETARIATO

16. (B) Perché Marx chiama la classe operaia “proletariato”?

[Perché l’operaio non possiede altro che la sua forza-lavoro e la sua prole, cioè i suoi innumerevoli figli da sfamare.]

17. (B) Quale termine usa Marx per descrivere la condizione socio-esistenziale dei proletari determinata dai rapporti di produzione capitalistici?

[Alienazione.]

18. (B) Che cosa intende Marx per “alienazione”?

[È la condizione del proletario che non viene riconosciuto come un essere umano dal capitalista; che non possiede i mezzi di produzione con cui lavora (ovvero le macchine); che viene espropriato del prodotto del proprio lavoro che appartiene al capitalista (ovvero la merce prodotta in fabbrica). Al contrario, l’artigiano della società precapitalistica era proprietario degli attrezzi con cui lavorava e dell’oggetto che aveva costruito, almeno prima di metterlo in vendita.]

6. TEORIA DEL PLUSVALORE

19. (B) Per dimostrare che i proletari subiscono uno sfruttamento da parte dei capitalisti, Marx formula una teoria che, nelle sue intenzioni, vorrebbe avere un valore “scientifico”; di quale teoria si tratta?

[Della teoria del plusvalore.]

20. (A) Che cosa afferma la teoria del plusvalore di Marx?

[Il capitalista non paga all’operaio tutta la forza-lavoro che egli ha impiegato per produrre le merci di cui il capitalista si appropria, ma solo una parte di essa: quella necessaria all’operaio per riprodurre la forza-lavoro stessa.]

21. (B) Come si chiama il valore prodotto dal proletario di cui il capitalista si appropria senza retribuirlo?

[Plusvalore. Pluslavoro è invece la quota di lavoro che il proletario ha dedicato alla produzione di una merce senza essere stato remunerato per tale quota.]

7. LE CONTRADDIZIONI DEL CAPITALISMO

22. (A) Secondo Marx, il capitalismo rappresenta una fase della storia destinata a durare per sempre?

[No, perché, anche se la borghesia, come abbiamo visto, è capace di rinnovarsi e di creare nuovi modi di produzione, il capitalismo contiene in sé delle contraddizioni che lo porteranno al suo crollo definitivo.]

23. (A) Quali sono le contraddizioni interne al capitalismo che porteranno questo sistema di produzione al suo crollo definitivo, secondo Marx?

[Le crisi di sovrapproduzione; la forte polarizzazione della società; la nascita di un proletariato internazionale cosciente del proprio status di classe sociale rivoluzionaria.]

24. (A) Che cosa intende Marx per crisi di sovrapproduzione?

[Il sistema capitalistico tende a produrre più di quanto il mercato riesca ad assorbire e lo squilibrio tra domanda e offerta (l’offerta sopravanza la domanda) si traduce in licenziamenti, disoccupazione, recessione. Le crisi di sovrapproduzione, secondo Marx, sono ricorrenti e inevitabili e sono destinate a susseguirsi con sempre maggiore frequenza e gravità. La Grande Depressione che si abbatté sull’Europa e in parte anche sull’America tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del XIX secolo ne fu un esempio.]

25. (B) In che senso, per Marx, la società capitalistica tende a polarizzarsi?

[Nel senso che, anche se la società capitalistica sembra avere una struttura più complessa di quella dicotomica rappresentata da Marx, con il tempo i capitalisti più forti tendono ad eliminare i loro concorrenti più deboli, mentre il ceto medio tende ad impoverirsi, a proletarizzarsi. Quindi prendono forma due poli sociali opposti e molto distanti tra loro: da una parte, pochi capitalisti sempre più ricchi, dall’altra una grande massa di proletari sempre più poveri.]

26. (B) Perché, secondo Marx, il capitalismo crea inevitabilmente un proletariato internazionale cosciente del proprio status di classe sociale rivoluzionaria?

[Perché il sistema di fabbrica è uguale in tutto il mondo e crea le stesse ingiustizie e le stesse sofferenze, indipendentemente dai confini nazionali; inoltre, gli operai, lavorando a contatto gli uni con gli altri, sono inevitabilmente portati a unire le loro forze nella lotta per la loro emancipazione.]

8. RIVOLUZIONE SOCIALISTA, DITTATURA DEL PROLETARIATO, COMUNISMO

27. (A) Come avverrà la fine del capitalismo, secondo Marx?

[Avverrà quando le contraddizioni del capitalismo avranno determinato una crisi tale per cui i proletari di tutto il mondo, non avendo altro da “perdere se non le catene della loro servitù”, si uniranno per abbattere definitivamente le istituzioni borghesi.]

28. (B) Che tipo di rivoluzione sarà quella che porterà all’abbattimento dello Stato liberale-borghese-capitalistico, secondo Marx?

[Sarà una rivoluzione violenta e mondiale. La rivoluzione scoppierà inizialmente nei Paesi a capitalismo maturo, ma poi si propagherà in altri Paesi man mano che questi raggiungeranno quello stesso stadio di sviluppo.]

29. (A) Che tipo di società instaurerà il proletariato con la rivoluzione socialista?

[Una società comunista, ma prima, tra la rivoluzione e la società comunista, ci sarà una fase intermedia di dittatura del proletariato.]

30. (B) Perché Marx prevedeva che tra la fase dell’abbattimento del sistema capitalistico e la creazione della società comunista, ci sarebbe stata una fase di dittatura del proletariato?

[Perché la borghesia avrebbe inevitabilmente tentato delle azioni controrivoluzionarie per riprendere il potere.]

31. (A) Che tipo di società doveva essere quella comunista immaginata da Marx?

[Una società senza classi e senza Stato, in cui sarebbe stata abolita la proprietà privata e i mezzi di produzione sarebbero stati socializzati e in cui tutti sarebbero stati liberi e uguali, e avrebbero ricevuto per intero la ricchezza prodotta con il loro lavoro. Secondo Marx, nella società comunista non ci sarà lo Stato perché le istituzioni statali servono alla classe dominante per mantenere la classe dominata in posizione subalterna, ma quella comunista sarà una società senza classi.]

9. GLI ERRORI DI MARX

32. (A) Quali previsioni di Marx si sono rivelate errate già nei decenni successivi alle sue profezie?

[

  1. Contrariamente a quanto aveva previsto Marx, nessuna crisi di sovrapproduzione finora si è rivelata esiziale per il capitalismo;
  2. la società anziché polarizzarsi si è andata stratificando;
  3. i proletari, anziché unirsi, in molte occasioni si sono divisi su base nazionale (esempio: gli operai italiani che emigravano in Francia non erano ben accolti da quelli francesi).

]

33. (B) La prima rivoluzione ispirata ai princìpi di Marx, che ha dato vita ad un regime comunista, è avvenuta, come egli aveva previsto, in un Paese a capitalismo maturo?

[No, è avvenuta nel 1917, in Russia che all’epoca era uno dei Paesi più arretrati e meno industrializzati d’Europa.]

34. (B) La teoria del plusvalore ha un qualche fondamento per gli economisti contemporanei?

[No, è stata destituita di ogni fondamento dagli economisti marginalisti.]