6.7 L’OSTRACISMO
1. (A) Che cosa era l’ostracismo nell’antica Atene?
[Un provvedimento con il quale chi era sospettato di rappresentare un pericolo per le istituzioni cittadine (in particolare, di voler ripristinare la tirannide o l’oligarchia) veniva esiliato (ostracizzato).]
2. (B) Da chi fu istituito l’ostracismo nell’antica Atene?
[Secondo la tradizione, da Clistene.]
3. (B) Da chi veniva comminata la condanna all’ostracismo nell’antica Atene?
[Dall’ecclesìa, l’assemblea di tutti cittadini.]
4. (B) Come veniva presa la decisione di ostracizzare qualcuno nell’antica Atene?
[I cittadini riuniti in assemblea (ecclesìa) scrivevano su un coccio di un vaso (óstrakon, da cui deriva il termine ostracismo) il nome di chi ritenevano dovesse essere cacciato dalla città. Perché un cittadino venisse ostracizzato occorrevano almeno 6.000 voti contro di lui (tenendo conto del fatto che i cittadini ad Atene erano circa 30.000, si trattava di un quinto degli aventi diritto di voto all’assemblea, ma bisogna considerare anche il fatto che quelli che partecipavano all’assemblea erano generalmente molti di meno).]
5. (C) Colui che subiva l’ostracismo nell’antica Atene per quanto tempo veniva esiliato e quali altre conseguenze subiva?
[La condanna all’esilio durava 10 anni e l’espulso non perdeva i propri beni; quando rientrava riassumeva tutti i suoi diritti.]
6. (C) Quali erano i difetti di un’istituzione come l’ostracismo nell’antica Atene, dal punto di vista del garantismo moderno?[
- Il condannato non aveva la possibilità di difendersi;
- era un’istituzione che si prestava ad abusi: un politico poteva fare pressione su gruppi di cittadini perché votassero l’espulsione di un suo avversario. Ovviamente il politico in questione poteva sempre smarcarsi dicendo che i suoi concittadini avevano votato liberamente.]
7. (C) Di quali strumenti si sono dotati le democrazie moderne per evitare i difetti intrinseci di un’istituzione come quella dell’ostracismo e gli abusi che se ne potevano fare?[
- L’habeas corpus, ovvero il diritto a non essere incarcerato senza prima aver avuto la possibilità di difendersi in un tribunale legittimo,
- e l’immunità parlamentare: ovvero il diritto di un parlamentare a non essere processato senza la previa autorizzazione del Parlamento (ovviamente anche questa istituzione si presta ad abusi, perché molti politici se ne avvalgono per poter rimanere impuniti).]
