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9.1 IMPERIALISMO: CARATTERI GENERALI E CAUSE


1. CARATTERI GENERALI DELL’IMPERIALISMO

1. (A) Che cosa si intende per imperialismo con riferimento alla fine del XIX secolo?

[La politica di potenza di alcuni Paesi europei (e non solo europei) che si manifestò soprattutto con una corsa ad accaparrarsi delle colonie in Asia e in Africa. Ma il colonialismo fu solo un aspetto dell’imperialismo, un altro aspetto non secondario fu il nazionalismo aggressivo di fine Ottocento.]

2. (A) In che arco di tempo gli storici solitamente collocano l’Età dell’imperialismo?

[Tra il 1870 e il 1914, cioè tra la Guerra Franco-Prussiana e l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Ma il termine a quo è abbastanza approssimativo e può essere retrodatato, perché le Guerre dell’Oppio contro la Cina, per esempio, rientrano a pieno titolo nell’Età dell’imperialismo ma sono precedenti al 1870.]

3. (A) In che cosa si differenziava l’imperialismo di fine Ottocento dal colonialismo dell’Età moderna nato in seguito alle grandi scoperte geografiche del XV secolo?

[In Età moderna i Paesi coloniali erano per lo più interessati ai commerci o al popolamento delle colonie e lasciavano la loro gestione in mano a compagnie private (le varie Compagnie delle Indie); durante l’Imperialismo, invece, gli Stati iniziarono ad amministrarle direttamente anche se non erano colonie di popolamento.]

4. (A) Quali furono, tra i Paesi europei, i due maggiori protagonisti dell’imperialismo di fine Ottocento?

[L’Inghilterra e la Francia.]

5. (B) Quali altri Paesi europei, oltre all’Inghilterra e alla Francia, presero parte alla corsa coloniale di fine Ottocento?

[Il Belgio, la Germania, la Russia e l’Italia. Invece la Spagna, il Portogallo e l’Olanda mantennero (e in alcuni casi persero) le colonie che avevano acquisito nei secoli precedenti.]

6. (A) Quali Paesi extra-europei presero parte alla corsa coloniale nell’Età dell’imperialismo?

[Gli Stati Uniti e il Giappone, che fu l’unico Paese asiatico a competere con quelli occidentali.]

7. (B) Che cosa avevano in comune i Paesi protagonisti dell’imperialismo di fine Ottocento?

[

  1. Erano tutti caratterizzati da forti pulsioni nazionalistiche;
  2. avevano tutti intrapreso un processo di industrializzazione (Seconda rivoluzione industriale), alcuni di più (Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Francia, Belgio), altri di meno (Italia e Russia). Il Giappone fu l’unico Stato asiatico ad aver avviato nella seconda metà del XIX secolo un rapido processo di industrializzazione e ad aver acquisito quindi una potenza economica e militare che gli permettesse di diventare imperialista.

]

2. IL CANALE DI SUEZ

8. (A) Quale canale artificiale costruito nella seconda metà del XIX secolo dette un notevole impulso al colonialismo dell’Età dell’imperialismo?

[Il Canale di Suez (in Egitto), che, mettendo in comunicazione il Mediterraneo con il Mar Rosso, permise ai Paesi europei di raggiungere l’India o l’Estremo Oriente senza bisogno di circumnavigare l’Africa (per esempio, gli Inglesi dimezzarono i tempi per raggiungere l’India).]

9. (B) In che anno fu inaugurato il Canale di Suez?

[Nel 1869.]

10. (C) Da chi fu realizzato il Canale di Suez?

[Fu realizzato dalla compagnia francese guidata da Ferdinand de Lesseps, su un progetto elaborato da Luigi Negrelli, un ingegnere italiano (di Trento, città che all’epoca non faceva ancora parte del Regno d’Italia). Il Canale di Suez è considerato l’opera ingegneristica più importante del XIX secolo; i lavori durarono dieci anni (dal 1859 al 1869).]

11. (B) A chi apparteneva il Canale di Suez a cavallo tra Otto e Novecento?

[Inizialmente ai Francesi e allo Stato egiziano che lo avevano finanziato, poi nel 1875 gli Inglesi comprarono le azioni egiziane e, dopo l’occupazione dell’Egitto del 1882, ne assunsero il pieno controllo fino al 1956 quando il Presidente egiziano Nasser lo nazionalizzò.]

3. LE CAUSE DELL’IMPERIALISMO

12. (B) Quali furono le cause dell’imperialismo di fine Ottocento?

[Furono cause di carattere economico, ideologico-politico e demografico.]

13. (A) Quali motivazioni di carattere economico stavano alla base dell’Imperialismo di fine Ottocento?

[I Paesi coloniali volevano

  1. ricavare dalle colonie materie prime a basso costo;
  2. trovare nelle colonie degli sbocchi per i loro prodotti in regime di monopolio;
  3. investire nelle colonie capitali finanziari in infrastrutture, mezzi di trasporto, sfruttamento delle miniere…

]

14. (B) Quali motivazioni di carattere demografico stavano alla base dell’Imperialismo di fine Ottocento?

[I governanti dei Paesi coloniali pensavano che i disoccupati avrebbero trovato nelle colonie delle opportunità di lavoro e che, di conseguenza, le tensioni sociali interne si sarebbero stemperate.]

15. (B) Le colonie a fine Ottocento rappresentarono davvero una soluzione al problema della disoccupazione?

[No, perché nelle colonie venne fatta lavorare la popolazione locale, spesso in condizioni disumane. I disoccupati europei preferivano emigrare in America. Certo, c’erano tecnici, burocrati o militari che lavoravano nelle colonie, ma non rappresentavano le grandi masse di disoccupati dei Paesi colonizzatori.]

16. (A) Quali ideologie, valori e dottrine stavano alla base dell’Imperialismo di fine Ottocento?

[Un nazionalismo aggressivo e bellicista, il darwinismo sociale, il razzismo pseudo-scientifico, l’idea della missione civilizzatrice.]

17. (A) Che differenza c’è tra il nazionalismo di inizio Ottocento e quello di fine Ottocento?

[I nazionalisti della prima metà dell’Ottocento erano patrioti liberali (come Lord Byron) o democratici (come Mazzini e Garibaldi), che aspiravano all’unità e all’indipendenza di tutte le nazioni; quelli della seconda metà dell’Ottocento ritenevano, invece, che la loro nazione dovesse assoggettare le altre.]

18. (B) Che cosa si intende per darwinismo sociale?

[Una teoria molto in voga sul finire dell’Ottocento che prendeva spunto dalla teoria evoluzionistica di Darwin per giustificare le gerarchie sociali e l’imperialismo: i popoli più forti e più evoluti avevano il diritto di sottomettere quelli più deboli e più arretrati. La teoria biologica di Darwin ha trovato enormi conferme sperimentali e genetiche; il darwinismo sociale, invece, è completamente privo di fondamento scientifico. Ricordiamo che Charles Darwin ha elaborato la teoria dell’evoluzione per selezione naturale, di cui qui di seguito offriamo una sintesi. Le risorse naturali a disposizione degli animali sono scarse; per accaparrarsele essi lottano tra loro: i più forti sopravvivono e si riproducono; i più deboli soccombono spesso prima di riprodursi e di trasmettere i loro caratteri “perdenti” alle generazioni successive. Poiché nel corso del tempo l’ambiente cambia e negli individui si verificano mutazioni genetiche, a lungo andare le specie si evolvono secondo questo schema generale: gli individui meno adatti all’ambiente si estinguono, quelli più adatti sopravvivono e si riproducono. Il darwinismo sociale è un tentativo malriuscito di applicare questa teoria alle società e ai popoli. Secondo il darwinismo sociale, i popoli più forti economicamente, politicamente e militarmente sono anche quelli più evoluti e per questo meritano di sopraffare e sottomettere quelli più deboli. Darwin non era affatto un darwinista sociale.]

19. (B) Che cosa si intende per razzismo pseudo-scientifico?

[Un razzismo che nacque paradossalmente nel Settecento illuminista, secondo cui le razze umane sono un dato naturale, al pari di quelle di altre specie animali, e tra di esse c’è una gerarchia in cui la razza bianca occupa il vertice. Al razzismo scientifico aderirono scienziati e filosofi apparentemente insospettabili come lo scienziato svedese Linneo. Nell’Ottocento il più influente teorico delle razze umane fu Arthur Gobineau (1816-82), autore del Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane (1853-55).]

20. (B) Secondo i fautori dell’imperialismo di fine Ottocento, quale missione spettava ai colonizzatori?

[Quella di civilizzare i popoli colonizzati considerati selvaggi. Questa opera di civilizzazione era vista come un dovere morale. Rudyard Kipling, l’autore del Libro della giungla, definiva questa missione civilizzatrice “il fardello dell’uomo bianco”.]

21. (B) Su che cosa si basava il senso di superiorità dei bianchi rispetto alle altre “razze” durante l’imperialismo?

[Principalmente sulla superiorità scientifica e tecnologica, ma anche sulla presunta superiorità dell’apparato giuridico-istituzionale.]