14.5 DISEQUAZIONI EQUIVALENTI E PRINCIPI DI EQUIVALENZA
1. DISEQUAZIONI EQUIVALENTI
1. (A) Che cosa sono due disequazioni equivalenti?
[Sono due disequazioni definite nello stesso insieme numerico (cioè aventi lo stesso dominio) che hanno lo stesso insieme di soluzioni. Esempio: x + 1 < 5 e x < 4, entrambe definite in ℝ, sono equivalenti perché sono soddisfatte per tutti i valori di x minori di 4. Per esempio, se al posto di x mettiamo in entrambe le disequazioni 3,99 oppure 3,5 oppure 3 oppure 2 oppure 1 oppure 0 oppure −1… (o qualsiasi altro numero reale inferiore a 4) entrambe le disequazioni sono vere.]
2. (A) Come si fa a risolvere una disequazione?
[La si trasforma in disequazioni ad essa equivalenti sempre più semplici attraverso i principi di equivalenza delle disequazioni.]
2. PRIMO PRINCIPIO DI EQUIVALENZA DELLE DISEQUAZIONI
3. (A) Che cosa afferma il primo principio di equivalenza delle disequazioni?
[Aggiungendo o sottraendo ai due membri di una disequazione un numero reale o un’espressione algebrica che abbia significato nello stesso insieme di definizione, si ottiene una disequazione equivalente a quella data. Esempio: la disequazione 2x − 5 > x + 3 è equivalente alla disequazione x − 5 > + 3 che si ottiene aggiungendo −x a entrambi i membri della disequazione data. Infatti, se, per esempio, sostituiamo 9 (o 10 o 11…) a x in entrambe le disequazioni, entrambe le disequazioni sono vere. Se, invece, sostituiamo 8 (o 7 o 6…) a x in entrambe le disequazioni, entrambe le disequazioni diventano false.]
4. (B) Dal primo principio di equivalenza delle disequazioni quali regole si possono ricavare? [
- La regola del trasporto delle disequazioni;
- la regola della cancellazione delle disequazioni.]
5. (A) Che cosa afferma la regola del trasporto delle disequazioni?
[Che un termine di una disequazione può essere trasportato da un membro all’altro cambiandogli il segno. Esempio: 2x − 5 > x + 3 applicando la regola del trasporto può diventare 2x − x > +5 + 3.]
6. (A) Che cosa afferma la regola di cancellazione delle disequazioni?
[Che un termine presente in entrambi i membri può essere cancellato (senza cambiare il verso). Esempio: per la regola di cancellazione da 2x − 5 + 4 > x + 3 + 4 segue 2x − 5 > x + 3 (abbiamo cancellato il termine +4 presente in entrambi i membri).]
3. SECONDO PRINCIPIO DI EQUIVALENZA DELLE DISEQUAZIONI
7. (A) Che cosa afferma il secondo principio di equivalenza delle disequazioni?
[Moltiplicando (o dividendo) entrambi i membri di una disequazione per uno stesso numero reale, si ottiene una disequazione equivalente e dello stesso verso se tale numero è positivo, mentre si ottiene una disequazione equivalente ma di verso opposto se tale numero è negativo. Attenzione: il numero reale per il quale entrambi i membri della disequazione vengono moltiplicati o divisi deve essere diverso da 0. Esempio: 2x − 5 > x + 3 è equivalente a +4 ⋅ (2x − 5) > +4 ⋅ (x + 3) ed è equivalente anche a −4 ⋅ (2x − 5) < −4 ⋅ (x + 3). Attenzione: nel primo caso (+4) il verso della disequazione è rimasto lo stesso (cioè il segno > è rimasto >); nel secondo caso (−4) il verso della disequazione è diventato opposto (cioè il segno > è diventato <).]
8. (A) In che cosa si differenzia il secondo principio di equivalenza delle disequazioni dal secondo principio di equivalenza delle equazioni?
- distingue il caso in cui si moltiplica (o si divide) per un numero positivo o per un numero negativo;
- riguarda la moltiplicazione (o la divisione) solo per un numero reale e non anche per un’espressione algebrica.]
9. (B) Esistono dei casi in cui il secondo principio di equivalenza per le disequazioni vale anche se si moltiplicano o si dividono entrambi i membri della disequazione per un’espressione algebrica (e non solo per un numero reale)?
[Esiste un solo caso in cui il principio di equivalenza continua a valere ed è quello in cui l’espressione algebrica risulta sempre positiva o sempre negativa e mai nulla per ogni x ∈ ℝ. Esempio: l’espressione algebrica x2 + 1 risulta sempre positiva, per qualsiasi valore di x. Quindi moltiplicando ciascun membro di una disequazione come 2x − 5 > x + 3 per x2 + 1 si ottiene una disequazione equivalente: (x2 + 1) ⋅ (2x − 5) > (x + 3) ⋅ (x2 + 1) è equivalente a 2x − 5 > x + 3.]
10. (A) In base al secondo principio di equivalenza per le disequazioni, è possibile cambiare il segno di tutti i termini di una disequazione?
[Sì, e si ottiene una disequazione equivalente ma a condizione di cambiarne il verso (regola del cambio di segno). Esempio: 2x − 5 > x + 3 è equivalente a − 2x + 5 < − x − 3.]
11. (B) Perché, se si cambia il segno a tutti i termini di una disequazione, si ottiene una disequazione equivalente purché sia di verso opposto a quella di partenza?
[Perché è come moltiplicare entrambi i membri della disequazione per −1, che è un numero negativo, e, in base al secondo principio di equivalenza, se si moltiplicano entrambi i membri di una disequazione per un numero negativo, si ottiene una disequazione equivalente a quella data a condizione di cambiarne il verso. Esempio: 2x − 5 > x + 3 è equivalente a − 2x + 5 < − x − 3 perché − 2x + 5 < − x − 3 si ottiene moltiplicando sia 2x − 5 che x + 3 per −1 e cambiando il verso della disequazione, cioè passando dal segno > al segno <.]
12. (C) La disequazione −3x ≥ + 8 è equivalente alla disequazione +3x ≥ − 8 o alla disequazione −3x ≤ + 8 o alla disequazione +3x ≤ − 8?
[È equivalente alla disequazione +3x ≤ − 8: entrambi i membri sono stati moltiplicati per −1 ed è stato cambiato il verso (regola del cambio di segno).]
